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Abbigliamento tecnico


Ogni volta che partiamo per un viaggio abbiamo tutti la tendenza a mettere in valigia o dentro allo zaino una quantità infinita di vestiti e oggetti che, alla fine, useremo solo parzialmente. È importante quindi scegliere con cura cosa portarsi via, come organizzare borsa/valigia/zaino ma, soprattutto, comprare bene.
La scelta importante, infatti, avviene nel negozio quando siamo di fronte a decine di modelli di calzini, pantaloni, giacche e quant’altro e non capiamo più nulla e compriamo a caso. Allora partiamo dai piedi per arrivare alla testa e vediamo cosa ci serve per partire carichi ma leggeri!
Per la bici è necessaria una scarpa particolare a seconda del tipo di escursione. Generalmente è importante che abbia una suola rigida o comunque poco flessibile in modo tale da evitare la dispersione della forza che si da al pedale e concentrarne l’efficacia. Se il nostro intento è quello del cicloturismo, allora non serve una scarpa molto tecnica, in quanto si prevede di salire e scendere dalla bici più volte e questo “movimento” risulterebbe scomodo se fatto con una scarpa con i tacchetti sotto. Quello che potrebbe aiutare questo tipo di ciclista è il rinforzo con un puntale che aiuta la posizione sulla bici ma soprattutto migliora l’efficacia della pedalata. In questo caso, qualsiasi tipo di scarpa potrà andare bene.
Al contrario, se il nostro scopo è pedalare, pedalare e pedalare come se non ci fosse un domani allora è bene munirsi di qualcosa di tecnico che non crei disagi nel lungo percorso. E quindi è necessario distinguere i vari tipi di bici e associare la scarpa giusta.

Per la bici da strada accorre una scarpa con una suola in plastica o carbonio, materiali resistenti, poco flessibili ma scivolosi che terminano con un tacchetto permettendo l’appoggio a terra. In più sono necessari una tacchetta per lo sgancio rapido (possibilmente in plastica e di grandi dimensioni), una tomaia in pelle o in materiale sintetico (in base al tipo di calzatura, se invernale o estiva), un sistema di chiusura (classici laccetti, anche in velcro o leve micrometriche) e infine una suola estraibile traspirante.


Per la MTB, la scarpa non cambia di molto, ma ci sono alcune accortezze da tenere in considerazione: ad esempio la suola dovrebbe avere un profilo in gomma con più tacchetti rispetto alla bici da strada in modo tale da poter salire e scendere dalla bici più volte e poter camminare comodamente.

Per quanto riguarda la moto, anche qui dobbiamo fare delle distinzioni, passando prima per i consigli generali. Come tutti sanno, la moto va guidata anche con i piedi quindi devo essere comodi, liberi ma anche protetti. Per questo, in linea generale, lo stivale deve offrire comfort, protezione, traspirazione e un buon microclima interno.
Andando nello specifico, lo stivale da pista generalmente è composto da resine e plastiche, fibre sintetiche e pelle. Al suo interno può avere o meno uno stivaletto semirigido (per evitare la torsione della caviglia), ma comunque tutti hanno delle protezioni ben specifiche. Per malleolo, caviglia e tibia lo stivale prevede dei cuscinetti imbottiti in gel antishock o conchiglie in Kevlar o titanio; per il tallone ci sono dei robusti rinforzi in resina o titanio; per le dita ci sono infine degli slider intercambiabili. Tutto questo può sembrare decisamente rigido e scomodo, ma per garantire il movimento gli stivali sono dotati di inserti elastici che permettono una certa libertà.

Per quanto riguarda lo stivale da fuoristrada, le regole generali di comfort, libertà e sicurezza non cambiano. Anche qui ci sono alcuni particolari che si diversificano: le protezioni devono permettere di mantenere ossa e articolazioni perfettamente in asse sia durante la guida che in caso di caduta. Per prevenire l’impatto con arbusti, pietre o altri tipi di ostacoli, la parte frontale è rinforzata da scudi antishock, mentre la suola da protezioni in metallo sulla punta.

Se siamo un po’ indecisi o vogliamo invece qualcosa che riunisca sia la possibilità di guidare in sicurezza che la voglia di non dover sempre fare un cambio di calzatura per camminare, allora dobbiamo indirizzarci verso uno stivale da turismo. Questo è una mezza via tra lo stivale da moto classico (quindi con le sue protezioni e la sua maneggevolezza) e uno stivale da “bikers”. Ha tutti i rinforzi e le protezioni del caso, ma principalmente è adatto a escursioni brevi, a “passeggiate”. Se invece si vuole ripiegare su qualcosa di più comune, allora si può comprare una buona scarpa tecnica o un polacchetto.

Ovviamente, per garantirne la durata è buona cosa avere cura dello stivale, lavandolo con i prodotti adatti e mantenendolo in luoghi asciutti quando non lo si usa.

Per il 4x4 e il Quad, invece, non servono protezioni o scarpe particolari, in quanto l’uso è differente, specialmente nell’ambiente chiuso del 4x4. Quello che ci sentiamo di consigliare è una scarpa che sia comoda, traspirante e che sia adatta al piede e alle esigenze di ognuno di noi. Può essere una scarpa che possiamo definire “multiuso” o semplicemente solo da guida, l’importante è che non rechi fastidi e che sia comoda mentre guidiamo.

Una volta decisa la scarpa, si passa al calzino. Possiamo fare un discorso generico per tutte le categorie su questo argomento. È chiaro che il calzino deve concordare con la stagione in cui siamo (non possiamo prendere un calzino di lana grossa mentre siamo nel deserto in pieno agosto, ) e si deve adattare alla scarpa che stiamo indossando (non possiamo mettere un calzino corto sotto uno stivale che arriva al polpaccio!). Altro consiglio per noi importante è quello di fare attenzione ai materiali usati (generalmente per tutti gli indumenti che ci serviranno): un calzino traspirante realizzato magari con un materiale tecnico può essere molto utile in viaggio e di certo il nostro eventuale compagno di tenda ci ringrazierà una volta tolte le scarpe!

Salendo con il vestiario, troviamo i pantaloni. Anche qui è a discrezione dell’utente vedere con quale articolo si trova meglio.

Tralasciando un attimo le tute specifiche per moto e bici, ci sentiamo di consigliare un pantalone multi tasche, in modo tale da non perdere ciò che ci serve. L’ideale, inoltre, potrebbe essere un pantalone lungo che, all’occorrenza, si accorci al ginocchio, così da avere due prodotti in uno. 
Se poi questo pantalone è anche impermeabile (magari con un tessuto tecnico tipo Coolmax o Goretex) allora possiamo definirci in una botte di ferro. Ovviamente il colore del pantalone e la grossezza dipendono esclusivamente dal luogo e dalla stagione in cui ci troviamo: un pantalone color cachi (con le varianti di gradazione) è ottimo per un raid nel deserto, mentre un pantalone nero è decisamente sconsigliato per lo stesso luogo.

Per quanto riguarda la parte superiore, invece, è consigliabile sempre usare delle maglie traspiranti e in materiale tecnico, a manica lunga o corta in base alla stagione e al luogo.

Per esempio, è molto più protettivo andare nel deserto con una maglia a manica lunga che a manica corta, così non si rischia di ustionarsi le braccia sotto il sole rovente. Questo tipo di maglie termiche (come potrebbero essere i pantaloni, i calzini o quant’altro) sono realizzate in un materiale molto sottile e facile da lavare e asciugare. Questo avviene grazie all’evoluzione della tecnologia anche nel campo dell’abbigliamento che permette non solo di avere dei prodotti di qualità, ma anche comodi da indossare e da trasportare (sono leggeri e malleabili). In caso di rigidità climatica, consigliamo vivamente di vestirsi a strati, in modo tale da togliersi o mettersi il necessario.

Ci si può attrezzare con dei pile in caso di freddo oppure (anche in aggiunta) utilizzare delle giacche a vento e impermeabili che riparano dai momenti un po’ più complicati. Consigliamo di comprare sempre indumenti multi tasche in modo tale da poter sfruttare ogni spazio disponibile per i nostri oggetti più o meno importanti e di scegliere in modo accurato il colore dell’indumento, così non ci ritroviamo a sudare sette camicie con una maglia nera con il sole in testa.

Passando all’abbigliamento specifico, per quanto riguarda la moto oltre alla tuta classica più o meno pesante e ovviamente con le adeguate protezioni, possiamo consigliare un abbigliamento tecnico. È importante considerare che sotto una tuta già pesante e rigida di per sé è molto comodo avere degli indumenti che permettano la flessibilità e il movimento, non solo indumenti che per il loro materiale abbiano una resa molto maggiore a livello di traspirabilità e conduzione di calore. La pesantezza e tecnicità del singolo indumento dipende molto anche dal clima del luogo del nostro viaggio: ovviamente con un clima freddo ripiegheremo la scelta verso una calzamaglia, o un pantalone tipo “leggings” associato ad una maglia con il collo alto o, anche in aggiunta, uno scalda collo. Mentre per un clima più caldo l’ideale sarebbe l’utilizzo di indumenti traspiranti, con maniche/gambe corte in modo da non patire il caldo più del necessario! Lo stesso discorso può riguardare anche il mondo della bicicletta. Affrontando un viaggio in cui lo sforzo fisico è il padrone (a differenza magari di un 4x4 in cui si è pressoché statici) è molto importante avere maneggevolezza nei movimenti, nonché liberta, comodità e fluidità. Per questo il vestiario tecnico risponde perfettamente alle esigenze del viaggiatore.

Altro indumento che per i motociclisti e per i ciclisti possiamo definire fondamentale è il pantaloncino imbottito. Che siamo in moto o in bici al momento poco importa. Immaginiamoci per esempio nel deserto, sotto il sole cocente, stiamo pedalando da ore oppure siamo li che saltiamo tra le dune con la nostra moto e continuiamo a sederci ed alzarci. Dopo un’intera giornata così o addirittura un’intera settimana di sicuro il nostro fondoschiena ne risentirà parecchio ed ecco perché questo pantaloncino/indumento intimo è molto efficace per ridurre l’impatto con la sella e quindi diminuire dolori e abrasioni che ne seguono. Di certo non è simpatico risalire in moto o in bici per affrontare un’altra giornata di viaggio quando il nostro fondoschiena è malconcio!

In realtà anche nel 4x4 bisogna stare attenti al fondoschiena, perché da come si sta seduti in macchine e per quanto tempo dipende anche tutta la postura del corpo.

A questo riguardo, ci sentiamo di consigliarvi due oggetti che possono risultare utili: dei cuscini di svariate misure che si gonfiano all’occorrenza da mettere sopra la sella della moto o sopra il sedile del 4x4 o del Quad. In commercio ci sono vari esempi: l’Amphibious propone il Softseat, che si rivela comodo in svariate occasioni. È autogonfiabile, universale e antiscivolo; inoltre, la valvola per l’espulsione dell’aria permette di azzerare l’altezza del cuscino per agevolare anche le persone meno alte e facilitare la seduta nei tratti lunghi.


L’Airhawk, invece, propone vari modelli di varie dimensioni e forme (DS CRUISE
SMALL CRUISER, MEDIUM CRUISER, LARGE CRUISER, LARGE CRUISER PILLION, CRUISER PILLION e AIRKAWK R), ma sempre con lo scopo di agevolare la seduta. In base, quindi, alla grandezza sarà usato per la moto o per il 4x4.









Per coprire i nostri vestiti dalle intemperie climatiche, sono molto utili anche le tute antipioggia (ovviamente quando si viaggia “in esterno” come bici, moto e quad). In commercio ci sono molti modelli, come “rain suit” della Kappamoto, un completo d’acqua di ultima generazione prodotto in poliestere 190T, laminato PVC e assemblato con cuciture sigillate a caldo per garantire un’impermeabilità al 100%. Da abbinare a questo completo ci sono gli SK214 sempre della Kappamoto per coprire gli stivali ed ivitare che entri acqua. Un altro prodotto valido è il Rain Set vision led della Acerbis, che non solo è una tuta antipioggia completamente impermeabile, ma permette anche un’alta visibilità al motociclista fornita da quattro led bianchi nella zona frontale e otto led rossi nella zona posteriore.












Salendo ancora, si arriva alla parte più importante: il casco. È forse la protezione più importante per il motociclista, per il ciclista, per il quaddista ma anche per il guidatore di 4x4 in caso di gare estreme. Consigliamo caschi di qualità che possano garantire comfort e standard di sicurezza elevati.

Ovviamente il ciclista non si metterà un casco integrale, ma in commercio sono disponibili vari modelli. Si passa dal classico caschetto ergonomico come può essere quello della Carrera  a quello un po’ più tondeggiante della POC
Ovviamente tutto dipende innanzitutto da che tipo di viaggio/esperienza si va a fare e, in secondo luogo, dal gusto personale. Chiaro è che non si può prescindere dalla sicurezza e dalla qualità dei materiali.



Il casco per gli appassionati dei motori, invece, è un po’ più articolato e completo, per svariate motivazioni. Innanzitutto la velocità: il casco ci deve assicurare che, se cadiamo dalla moto che sta andando veloce, attutisca l’impatto con il terreno e che protegga anche le prime vertebre del collo. In commercio ci sono svariati modelli, di tutti i tipi, forme, colori e materiali. Come sempre la scelta poi sarà dettata da un gusto prettamente personale, un’affinità con una marca piuttosto che un’altra. Marche come Acerbis , Airoh, Nolan, AGV etc mettono in commercio prodotti con delle caratteristiche specifiche che possono soddisfare molte esigenze.

Tra quelli che ci sentiamo si segnalarvi, ci sono i caschi della Arai noti per l'alto livello qualitativo. Un nuovo modello recentemente aggiunto alla vasta gamma è il Arai RX-7, un nuovo casco racing di qualità superiore. È un casco con caratteristiche uniche: spoiler regolabile Air Wing, una più ampia apertura della visiera, una calotta esterna PB SNC estremamente resistente e proprietà aerodinamiche superiori.


Altra marca importante è la Shoei, che tra i vari modelli offre l’NXR: in quattro misure differenti, con interni removibili e pad per auricolari.
 
La Airoh, invece, tra i vari modelli classici propone dei caschi scomponibili, modulari. In questo modo, potendo “smontare” il casco secondo le esigenze, si può avere la sicurezza di un casco integrale ma anche la comodità e la leggerezza di un casco aperto. Questo tipo di caschi, però, sono consigliati per un “mototurismo” più che per una gara o un vero e proprio raid.



Parlando di accessori, invece, possiamo affrontare il discorso “guanti”. Il guanto non solo serve a proteggere la mano da agenti atmosferici (pioggia e vento per esempio) ma anche ad avere più presa al manubrio o al volante. Per questo i guanti devono essere resistenti – con anche dei rinforzi sulle nocche se necessario – ma allo stesso tempo devono permettere un movimento fluido.

In questo campo la Dainese offre svariati modelli con specifiche che posso soddisfare ognuno di noi. La Arlen Ness ha a disposizione anche dei modelli più avvolgenti, nel senso che arrivano a coprire anche il polso.
Altrimenti si può ripiegare verso i modelli più leggeri e con meno protezioni oppure verso i modelli di guanti senza dita. Questi due prodotti possono essere utilizzati anche per la guida del 4x4, per migliorare il grip sul volante.


Per quanto riguarda la bicicletta, i guanti possono essere sia con che senza dita, ma preferibilmente di un tessuto più leggero rispetto a quelli da moto. Generalmente quest’ultimi hanno parti in pelle (se non tutte), mentre i primi sono in tessuto, magari anche tecnico. La Decathlon, per esempio, mette in commercio i guanti seconda pelle che permettono un appiglio maggiore al manubrio proprio per la sottigliezza. Altrimenti ci si può dirigere verso il classicissimo guanto con le dita tagliate che vediamo sulle mani di tutti i ciclisti.

In definitiva, abbiamo capito che con l’avanzare della tecnologia si è evoluto anche l’abbigliamento sportivo, permettendoci di portare con noi dei capi di forte resistenza, leggerezza e comodità senza però rinunciare a dello spazio essenziale in un bagaglio magari già ridotto di per sé. Il mercato è molto vasto e alla fine spetta a noi – in base alla durata del viaggio, al luogo, al clima – decidere cosa è meglio mettere in valigia.