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Viaggio in Italia Centrale

Italia, luogo meraviglioso ma in qualche suo angolo di più, soprattutto per quelle che sono le nostre esigenze di guida. Prendiamo la “fascia centrale del campo”, dove il nostro Paese termina di essere terra continentale per diventare penisola. Qui si trovano più facilmente sia i percorsi scorrevoli, per 4x4, mtb e maxi enduro e comunque le moto non specialistiche, che per le racing che al contrario si trovano a loro agio più in mulattiera che sullo sterrato.

La prima categoria ha esigenze che vanno rispettate a meno di volersi impegnare a fondo nella guida o nella pedalata, che comprende nelle gite di più giorni anche il bagaglio, se non ci si affida ad una organizzazione che provvede al trasporto e anche e soprattutto al percorso.

Il suggerimento è di partire dalla Romagna, dalla costa, e precisamente dalla felliniana Rimini, con il centro storico (Arco di Augusto, Ponte di Tiberio, le varie costruzioni Malatestiane) e l’elegante lungomare, ma non dimenticando le rocche e i castelli che si trovano nell’immediato entroterra, da S. Marino a S. Leo, da Gradara a Monte Gridolfo, e l’elenco fa sicuramente torto ai molti esclusi.



Se passate per Tavullia ricordate che è il paese di Valentino Rossi e non potete non accorgervene, mentre Coriano ha dato i natali a Marco Simoncelli ed anche qui la memoria è ben presente. Ma conviene ormai addentrarsi nel Montefeltro e dopo aver lambito Macerata Feltria ci si dirige verso Mercatello sul Metauro. Siamo da qui e per un bel po’ in zona di tartufi. Da qui parte una bellissima sterrata, famosa speciale di rally automobilistici, che scavalca direttamente ad Apecchio oppure a Bocca Serriola per entrare in Umbria. Città di Castello merita una passeggiata, ma se siete animati dal sacro fuoco dello sterrato dirigetevi verso Pietralunga, attraverso strade bianche solo appena più strette, tutto sulla viabilità ordinaria delle cartine più dettagliate.



Sfruttando facili sentieri si taglia la Strada della Contessa per avvicinarsi al Passo della Scheggia e al Monte Cucco. Gualdo Tadino e Nocera Umbra offrono sicuramente adeguato ristoro perché le specialità norcine iniziano a far sentire la loro prelibata presenza, quindi presto, verso le piane di Colfiorito e Castelluccio (da fine Maggio inizia la fioritura che richiama fotografi da tutto il mondo), anche se tralasciare Camerino o Matelica, tanto per citare, è solo la scusa per ritornare in zona.



Ci si consola e non poco con Norcia, dove il maiale insaccato e conservato in mille modi dona da centinaia di anni la felicità ai buongustai. Ad un passo è la reatina Leonessa, ai piedi del Terminillo, dove un efficiente moto club locale ha instaurato un ottimo rapporto col territorio contribuendo al turismo per il piccolo comune raccolto intorno alla Piazza VII Aprile con la Chiesa di S. Pietro. Siamo in una zona dove la passione per il fuoristrada vissuta in modo civile e responsabile è promossa e difesa come una dinamica conoscenza del territorio e apporto all’economia locale, cosa che avviene in altre zone umbre, grazie al MC Umbria, e marchigiane.



Da qui si scende ad Antrodoco per risalire nella zona dei Monti Nuria e Nurietta e l’ampia Piana del Rascino. Attenzione a non entrare in zone protette attraverso i tanto sterrati che solcano questi altopiani di pascoli isolati e affascinanti. Lo sguardo spazia dal Terminillo fino al Velino e dopo poco appariranno i Monti della Laga (famoso il sentiero “il tracciolino di Annibale”, ed il Gran Sasso. Anche qui ci sono ampie zone protette, ma le alternative sono ben a portata di mano. Da L’Aquila (la Fontana delle 99 Cannelle, la Fontana Luminosa, Costa Masciarelli, la Basilica di S. Maria di Collemaggio, dopo Paganica la singolare S. Maria Apparì) si può compiere una serie di escursioni fuoristradistiche molto appaganti.



Da visitare Amatrice, per poi godere una scenografia unica quando si scollina da Capitignano sul Lago di Campotosto. Il colpo d’occhio finale lo potete cogliere salendo a Campo Imperatore, in pieno Gran Sasso, dove sono imperdibili le cartoline di S. Stefano di Sessanio, vista dalla diruta S. Maria del Lago, e Calascio e la sua Rocca (scenografia di “Lady Hawk” e altri film) fino ai tanti paesini sulla rotta della Transumanza. Che è un’altra storia…
 
A tavola

Il fascino dell’Italia centrale, oltre alla grande varietà di destinazioni e direzioni da scegliere, è nel gusto dei manicaretti che offre la tavola. In questo percorso la tagliatella diventa fettuccina, dal ragù si passa alla Amatriciana o Gricia, ai Maccheroni alla chitarra abruzzesi e ai sughi con le spuntature di maiale.



Gustosa con gli affettati o i formaggi teneri la piada sfogliata della Romagna, da abbinare all’Albana o al Sangiovese, mentre poco più in basso si gustano il Verdicchio (Matelica, Castelli di Jesi…) o il Bianchello del Metauro; la ciaccia umbra si farcisce con gli insaccati a grana grossa, e tra i vini che tengono il confronto c’è il Sagrantino; dal ciauscolo marchigiano (troppo delicato per abbinarci la Lacrima di Morro d’Alba, o il Rosso Piceno) ai Coglioni di Mulo di Campotosto (la forma li ricorda e al centro c’è un cubo di grasso che tiene morbida la carne), o al Pecorino di Farindola, con il Montepulciano d’Abruzzo, il Cesaruolo (Trebbiano, Passerina, Pecorino per i bianchi) entrando nella terra dove al maiale si fa la festa insieme alla pecora, con epiche sfide di arrosticini che si misurano in decine… centinaia. Tanto a fine pasto c’è la Centerba a 72° o la Genziana. E una traversata da Campo Imperatore ai Prati di Tivo, a piedi.  

Transitalia Marathon

Non ci sono ancora molte offerte di viaggi organizzati e piccoli tour tra gli Appennini centrali e il Gran Sasso, non quanto queste mete meriterebbero. Ma le caratteristiche dei luoghi consentono anche la “scoperta personale”, seguendo le indicazioni che si trovano ormai ovunque. Una bella manifestazione si è svolta ai primi di Ottobre, la Transitalia Marathon, una gita turistica che riprende il marchio di un rally agonistico degli anni ’80, dedicato in questo caso alle maxienduro mono o bicilindriche.

È caratterizzata dalla scelta di un percorso a prova di maltempo, quindi percorribile anche con pneumatici sempre tassellati ma non specialistici, e da un accurato collegamento col territorio che ha previsto tappe a Pietralunga, Leonessa e Campo Imperatore. Questo servizio è ispirato in parte al suo percorso e alcune foto che vi mostriamo sono tratte dalla prima edizione del 2015.

Testo: Ugo Passerini
Foto: Giardini-Passerini

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