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Uruguay e Argentina

Valcheta
 
Dopo aver lasciato la Regione di Buenos Aires, ci dirigiamo a Valcheta, nella regione del Rio Negro.
La strada sembra interminabile. Cambia la vegetazione in arbusti e cespugli, tra i quali riusciamo ad intravedere una lepre della Pampa, detta "mara".
 
Incontriamo un altare dedicato a "Difunta Correa" molto venerata in Argentina e doniamo anche noi una bottiglia con dell'acqua.
 
Arriviamo a Valcheta in tarda serata, per poter l'indomani, visitare una delle numerose foreste pietrificate 
della Patagonia.
 
La mattina visitiamo il Museo "Maria Ines Kopp" www.realpatagonia.org che oltre a reperti archeologici, geologi e storici del luogo,
raccoglie molte testimonianze paleontoligiche. Una tra queste, le uova del dinosauro Titanosauros, del Cretaceo. Parlando con Marianna, la responsabile del museo, veniamo a conoscenza che Valcheta, citata anche da Darwin nei suoi libri, nasce da un piccolo popolo teuelche che mise le proprie radici qui per la forte presenza di acqua rispetto a tutta la zona desertica circostante. Proseguiamo la visita alla foresta pietrificata.
Più tardi, approfittiamo della generosità dei Bomberos locali per un ulteriore rifornimento di acqua.
Un grazie ad Hernan e Jesus.
 
Trasferimento
 
17 maggio 2014, giornata di trasferimento, da Balcarce a Bahia Blanca, la strada è lunga e ci attendono più di 400 km.
Viaggiamo su di una striscia di asfalto che corre dritta in mezzo a terreni coltivati a granoturco e girasoli, e distese di pampa incolta e sconfinata.
Decidiamo di marciare anche con il buio per raggiungere un'altra delle tante tappe prima di arrivare all'estremo Sud.
Solo noi, il fascio dei nostri fari al buio più totale e le stelle che ci fanno compagnia in questo territorio sconfinato e deserto.
 
E' mezzanotte e pochi chilometri ci separano da Bahia Blanca, pregustiamo già il meritato riposo....ma.....
Narciso, ad un certo punto, su di una salita, in una strada a due corsie trafficata da mezzi pesanti, borbotta e si arresta!!!!
Scendiamo di corsa e cerchiamo di mantenerci più visibili possibile con l'aiuto delle torce. Andrea è intento a verificare sul motore cosa possa essere accaduto. Il pensiero va subito alla presenza di acqua nel gasolio.. Ma nessun risultato. Nel frattempo, segnalo il pericolo ad un camion in arrivo in senso contrario, in discesa.
Si ferma e scendono due ragazzi locali che prontamente ci aiutano.
Buio, freddo , vento che soffia e qualche goccia di pioggia, Narciso sul ciglio della strada con il cofano aperto! la situazione non è delle migliori. Tentano più volte di svuotare l'aria dalla pompa, ma il Narci non accenna a ripartire. Andrea, da buon tecnico, scende dal musetto del Narci, e cade rovinosamente per terra, slogandosi una caviglia e perdendo tra l'erba torcia e chiavi inglesi.
I ragazzi, ignari della goffa situazione creata, continuano a svuotare l'aria dalla pompa, ma ancora nulla.
Ad un certo punto, con sorpresa generale , ci accorgiamo che il serbatoio N.1 ERA COMPLETAMENTE A SECCO!!!!! 
A questo punto ci abbandoniamo ad una risata liberatoria!!!
Ma non finisce qui: giunti ormai quasi all'una a Bahia Blanca, non trovando un posto idoneo per la notte, decidiamo di sostare lungo l'Av.Alfredo Palacio, vicino ad un incrocio e ad un locale, ci sembrava un posto tranquillo. Ma nella notte, alcuni rumori ci svegliano. Controlliamo e ci accorgiamo che tre balordi stanno tentando di togliere la tabella di carico sporgente, posta nel retro del Narci. Ore 03,00.
Ore 07,00, un balordo solitario tenta di aprire la cabina, alchè decidiamo che è giunta l'ora di levare le tende!
D'ora in avanti, ci affideremo a Gauchito Gil!
 
Museo Juan Manuel Fangio - Balcarce
 
Ritornati nella notte a Balcarce, entriamo all'apertura nuovamente al Museo Juan Manuel Fangio per riprendere le immagini perse il giorno prima.
 
Il grande pilota di f1 di origini Italiane,5 volte campione del mondo su Alfa Romeo, Mercedes Benz, Ferrari e Maserati.
 
Arriviamo la sera a Sierra de los Padres dove ci accoglie nella sua bella casa, Luciano, conosciuto per caso alla stazione di servizio, nella mattina.
Juan Umberto, di origine italiane, un suo caro amico, sta preparando come usanza in Argentina, la carne asada. Con noi, anche la figlia Nahir, quattordicenne e, poco più in là, al caldo del focolare, Lola, una splendida San Bernardo che allatta 11 cuccioli di appena sei giorni!
 
Magnifico! Luciano è viaggiatore assiduo da molto tempo e ha visitato molti posti del mondo, raccontati nelle sue numerose fotografie che ci illustra.
L'ottima cucina e la splendida compagnia, ci fa sentire come a casa e tra un discorso e l'altro, si fanno quasi le tre di notte, quando, nostro malgrado, ci accorgiamo che le foto scattate la mattina al Museo Fangio con tanta passione sono state cancellate per sbaglio, durante le operazioni di trasferimento dati al pc.
E' per questo motivo che decidiamo di rimetterci in marcia e ritornare di notte a Balcarce per ripetere la visita al Museo la mattina seguente, nonostante gli inviti ripetuti di Luciano a restare ospite da lui anche la notte!
Una persona veramente squisita, che il caso ha voluto incontrassimo.
 
 
Il 14 maggio, lasciamo Buenos Aires per dirigerci ad Azul, cittadina del nord della Pampa, per andare a salutare di persona un'amica di Facebook, Ines La Bianca.
La strada è lunga,  e percorriamo la "226" ormai anche con il buio, per avvivinarsi il più possibile ad Azul. Sostiamo per la notte a Tapalquè, in una stazione di servizio.
La mattina seguente, ci attende Ines a casa sua, dove abbiamo l'occasionedi conoscerci di persona e di parlare delle sue origini Italiane in compagnia del mate da lei preparato  , un  infuso di erba mate , appunto, e acqua calda,dal gusto intenso, immancabile  nella quotidianità  argentina.
 
 
Entro sera, arriviamo al Monastero Trapense di ns.Signora de los Angeles,dove passeremo la notte. Un posto incantevole sulle colline della Sierra,
 
Si narra che vi si sia rifugiato colui che sgancio' la bomba atomica su Hiroshima.
Si riparte, il 16 c.m., verso Balcarce, città natale del mitico pilota di F1 , Juan Manuel Fangio.
Prima, però, di ritrovare l'asfalto, ci attende una pista di terra e fango, che ci conduce a riprendere la strada provinciale.
Grazie Ines per i consigli che ci hai dato.
 
Prima di raggiungere Balcarce facciamo un altro incontro in una stazione di servizio e ci accorgiamo subito di quanto siano ospitali gli argentini. L'incontro è con Luciano che parla molto bene l'Italiano, il quale ci invita a cenare a casa sua a Sierra de Los Padres.
Confermiamo che la sera dopo la visita al museo Fangio andremo a trovarlo.
 
 
E' a Montevideo che decidiamo di trascorrere l'ultima serata  con i nostri compagni di viaggio in nave, le due coppie tedesche, Kurt e Barbara, Wener e Christiane,
e la coppia francese , Dominique e Charlotte,  in viaggio per il Sudamerica, con i loro trucks.
 
Usciamo dall'Uruguay, imbarcandoci sul Buquebus a Colonia, verso Buenos Aires, dove sosteremo 2 giorni per visitarla, ma soprattutto per assicurare  il mezzo,
che con successo riusciamo a farlo tramite l'agenzia "Tambussi & Asociados" della Compagnia "San Cristobal ", Av.Cordoba 966, 9° piano, ufficio I,
tel. 4322-2295 oppure 4393-5615 fax 4328-0682, e-mail: juangutierrez@fibertel.com.ar.
La consigliamo vivamente per la cortesia e il trattamento del Sig.Juan Carlos e per il prezzo competitivo.
 
Archiviato problema "assicurazione", visitiamo la capitale: colazione al Caffè Tortoni, tra i più vecchi locali della città; puntatina alla fermata "Perù" della metropolitana,
ancora con i tornelli in legno e ferro dell'epoca dei primi '900;immancabili foto alla Casa Rosada e all'Obelisco dell'Avenida 9 de Julio; poi, barrio San Telmo, con la piazzetta e il suo mercato coperto dell'epoca coloniale.
e ancora, Caminito - Barrio Boca e nel pomeriggio, quartiere Palermo, visitato in compagnia di Andrea Marcon della ditta ORIZO, nostro sponsor tecnico,
che attualmente vi risiede.

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