Adventure4You Shop



La sabbia....

La sabbia....

Sabbia...

Qualche giorno fa sono stato invitato da un amico a mettere "mi piace" su una pagina.
Spero lui mi perdoni se mi spaccio per suo amico, di solito ho un concetto dell'amicizia più elevato! Ma dopo che hai passato mezza giornata in giro in moto con qualcuno, questo qualcuno diventa un po' più che un semplice conoscente e in attesa di un termine più adatto userò questo.

Ad ogni modo, dopo aver "mipiaciato", una domanda continua a rimbalzare nella mia testa normalmente vuota. Così, mentre sto facendo colazione o magari mentre sto pensando ad una modifica da apportare al disegno di un particolare, mi chiedo:
Ma tu, quale sabbia potresti avere nelle mutande? E in che occasione potrebbe esserci finita?

Potrebbe essere quella del deserto intorno ad Agadez, quella delle dune di Gourma, o delle rive del Lago Rosa, o forse quella finissima, come borotalco, impalpabile, che negli anni ottanta ho imparato a chiamare fesh fesh?
In quegli anni ottanta questa sabbia l'ho vista, letta, studiata, sognata e quasi respirata attraverso le pagine di Motosprint, o i servizi di Grand Prix. Quando la Parigi Dakar, incredibile a dirsi, partiva da Parigi e arrivava addirittura a Dakar.
Ebbene quella sabbia l'ho praticamente vissuta, e così intensamente da essere diventata parte di me, così come i nomi delle varie città del deserto che, nella mia testa, suonano sempre come parte di un binomio, se ne sento nominare una, anche ora, dopo trenta anni, subito mi viene alla mente la corrispondente:
Tamanrasset- Iferouane; Ghardaja -El Golea; El Golea- In Salah; Gao- Timbouctu; Tichlit- Nema e così via, eternamente coniugate come i punti di inizio e fine tappa di quelle gare mitologiche.
Allora ero sicuro che, su quella sabbia, un giorno avrei messo le mie ruote e le mie mani, magari partecipando direttamente alla Pa-Dak come si diceva allora...

Oppure potrebbe essere la sabbia della spiaggia di Porto Paglia, o di Cala Domestica, quando, erano ancora negli ottanta, con il Si Piaggio andavo alla ricerca di tracce "fresche" del Rally di Sardegna, di frecce disegnate con lo spray sulle rocce, sui guard-rail, per poterne seguire i percorsi e e viverne il sogno per qualche ora. In realtà, in quelle spiagge ci sono entrato sempre e solo con il costume da bagno e la uniche ruote che ho mai condotto su quei posti sono state quelle della bicicletta.
Una sabbia meno “virtuale” più tangibile potrei averla raccolta quella volta che percorrevo una traccia che all'epoca conoscevo, nelle colline a nord di Iglesias, adoravo quando dopo l'ennesima svolta il panorama si apriva e spaziava sulle formazioni rocciose e sulla vegetazione sottostante. Prima di arrivare a quel punto però, dopo uno scollinamento, la strada si divideva, a sinistra portava ad un ovile, sulla destra invece scendeva, riportando dopo un ampio giro al punto di cui sopra e infine all'asfalto. La strada in discesa era solcata dal canale, profondo una quarantina di centimetri, creato dal flusso dell'acqua piovana, scelsi di lasciarmi il canale alla destra e iniziai la discesa, il canale zigzagava passando dall'estrema destra della pista fino all'estrema sinistra per poi ritornare indietro secondo una logica dettata unicamente dalla durezza e dalla resistenza all'erosione della terra rossa. 
Il suo folle zigzagare finì con il costringermi in un sentierino largo una decina di centimetri, ovviamente finii prima con la ruota posteriore e poi anche con l'anteriore dentro il canale, fortunatamente il Si aveva dei bei pedali larghi che si piantarono sulle pareti del canale, diversamente, il suo scheletro sarebbe ancora lassù … ad imperitura memoria!!
Però ero vestito con gli abiti della festa, forse addirittura con i pantaloni bianchi e sacrificai un po' di pelle del mio gomito sinistro nel tentativo di non sporcarli. Riuscii ad impedire a quella terra rossa di sporcarmi e non credo sia riuscita ad arrivare fin dentro alla biancheria intima.
Un'altra volta nelle strade sterrate che portavano alla miniera sotto casa dei miei: erano le prime uscite con il Si, ad un incrocio cambiai idea improvvisamente sulla strada da seguire e frenai bruscamente con l'anteriore, la ciabatta da “spiaggia” non resse alla pedata che assestai per reggermi in piedi e mi ruzzolai nella polvere, come un somaro nella cenere. Ricordo ancora che dovetti dar fondo ai miei risparmi per ricomprare il fanale anteriore rotto nella caduta (13.000 lire) così da evitare che mia sorella, socia al 50% nella proprietà del ciclomotore si rendesse conto delle mie prodezze.
Ricordo anche un ginocchio impolverato e sanguinante così come il piede, ma nessuna sabbia al disopra delle cosce...
Eppure, sebbene non abbia mai partecipato ad alcuna gara e neanche sia mai diventato un motociclista - viaggiatore (a volte ho pure dubbi sul mio essere diventato “motociclista”!!!), in qualche maniera, quella sabbia è entrata dentro le mie mutande e non ne è più uscita...

L'unica sabbia che mi sia realmente entrata nelle mutande, a ben guardare era in verità fango degli appennini, quando, vent'anni dopo e finalmente con una moto, ho partecipato al primo raduno off-road e, pochi km dopo la partenza, ho preso la mia prima scivolata, ritrovandomi poi, a fine giornata con il fango nella schiena, sotto la maglietta dentro la giacca e dentro i pantaloni. 
Da allora, ogni tanto questa sabbia si muove, causandomi un prurito che può essere grattato solo da un bel giro, il più possibile lontano dall'asfalto. 
Certo, parecchie volte, per i motivi più vari, mi sono ritrovato in situazioni dove, per venirne fuori, ho dovuto sudare sangue, la stanchezza e lo scoramento mi hanno fatto maledire sia il "prurito" che l'idea di grattarlo, e centinaia di volte ho celebrato l'addio al fuoristrada: <se riesco a tornare a casa sano e salvo butto via gli stivali e le gomme tassellate!!!>... ma tempo dieci giorni ed ogni volta stavo pensando ad un nuovo modo per cacciarmi nei guai... vuoi mettere la soddisfazione di aver sempre qualcosa da raccontare?

Alessandro Puligheddu

 Segui "La sabbia nelle mutande" su Facebook 


Lascia un commento

Letta l'informativa sul trattamento dei dati personali,

  • Alle attività di marketing

    Alle attività di marketing:
    Ovvero all’elaborazione e al trattamento dei dati da parte di Adventure4You per le finalità di marketing di cui al punto b) del paragrafo Finalità del Trattamento, con le modalità di trattamento previste, cartacee, automatizzate e telematiche, a mezzo posta ordinaria od elettronica, telefono e qualsiasi altro canale informatico.

  • Alle attività di profilazione

    Alle attività di profilazione:
    Ovvero all’elaborazione e al trattamento dei dati da parte di Adventure4You per le finalità di profilazione di cui al punto c) del paragrafo Finalità del Trattamento, relative - a titolo esemplificativo e non esaustivo - alle abitudini e propensioni al consumo, comportamento, consultazione e utilizzo del sito web.

  • Alla comunicazione a terzi per fini di marketing

    Alla comunicazione a terzi per fini di marketing:
    Ovvero alla comunicazione dei dati a società connesse o collegate a Adventure4You nonché a società partner delle stesse che li potranno trattare per le finalità di marketing di cui al punto d) del paragrafo Finalità del Trattamento, con le modalità di trattamento previste, cartacee, automatizzate e telematiche, a mezzo posta ordinaria od elettronica, telefono e qualsiasi altro canale informatico.

Cliccando sul pulsante di invio, confermo la richiesta del servizio indicato al punto a) dell’informativa, il consenso al trattamento dei dati per le finalità del servizio e con le modalità di trattamento previste nell’informativa medesima, incluso l’eventuale trattamento in Paesi membri dell’UE o in Paesi extra UE.

Invia il tuo commento

con i tuoi dati prima di inviare il commento.


Sei un organizzatore di viaggi avventura? Desideri essere visibile e inserire i tuoi viaggi nel portale Adventure4You? Registrati ora!