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Claudia e Filippo: Vietnam e Laos in bicicletta

Scriviamo dal Vietnam, costa del sud, quasi arrivati ad Ho Chi Minh.
 
Il nostro viaggio è iniziato il 17 dicembre 2015. Quando siamo partiti non avevamo idea di cosa avremmo trovato, di cosa ci avrebbe affascinato di più, né tantomeno quale sarebbe stata la parte più avventurosa che, alla fine è quella che ci strega maggiormente. Comunque, non abbiamo tardato a capirlo. 
 
Siamo restati 3 giorni ad Hanoi, nel nord del Vietnam, giusto il tempo per acclimatarci, godere dell'impatto con una realtà tanto affascinante come quella asiatica e montare le nostre mitiche biciclette. Prima di dirigersi verso il Laos ci siamo diretti verso Cat Ba, Halong Bay tanto famosa per i faraglioni maestosi che sovrastano un mare color smeraldo... che dire favoloso. Dopodichè…vera avventura.
 
Avevamo studiato bene le altimetrie e deciso di non poter perderci il Laos pur sospettandone la difficoltà, i picchi continui ed il freddo. 
 
Fin dai primi km dopo il confine con il Vietnam, di cui abbiamo avuto inizialmente solo un piccolo assaggio, è stata dura, sicuramente più del previsto, tanto dura quanto spettacolare. Ma come al solito la bicicletta ci ha regalato una delle fatiche più emozionanti, trepidanti, faticose ed inebrianti che abbiamo mai provato.
 
Ogni tanto ancora ricordiamo la fatica fatta e ci meravigliamo del fatto che lo rifaremmo subito. Montagne, vette fino a 2000 metri, una dietro l'altra per un sali scendi massacrante ripagato da panorami e scorci su un mondo intonso, su verdi scintillanti e distese di niente. Distese silenziose, con una popolazione quasi assente ed, anche dove presente, del tutto immersa nella natura e nei suoi ritmi. Villaggi primordiali, in cui il tempo è scandito dalla crescita del riso ed il battere dei telai.
 
Ci siamo trovati senza cibo, con abiti troppo leggeri, con la difficolta di un linguaggio mimico/verbale inaccessibile, con problemi di stomaco e disturbi dati da fisici troppo debilitati in assenza di cibo o in presenza di cibo non proprio adatto.
 
Trovare cibo probabilmente è stata la difficolta più difficile.
Un'avventura vera e propria, accompagnati dal rumore delle ruote sull'asfalto, il silenzio delle ore dell'alba con il lento scivolare delle biciclette, l'odore del verde tropicale pur trovandosi in montagna, il cinguettio ed i rumori di animali sconosciuti, indimenticabile. Tutto questo sarebbe stato inarrivabile con un mezzo diverso, tutto inarrivabile a bordo di una moto o su un ballonzolante bus locale... questo è l'andare in bici, un tuffo nel Tutto. 
 
Quando abbiamo raggiunto Luang Prabang (in assoluto una delle città più belle fino ad ora) avevamo percorso ancora pochi chilometri del nostro itinerario, a malapena 1000 dei 6.000 km totali, eppure ci siamo sentiti addosso un bagaglio enorme di momenti ed esperienze.
 
Dopo l'affascinante Luang Prabang, nel cuore del Laos, abbiamo continuato scendendo il Laos lungo il grande fiume Mekong per poi tornare nuovamente in Vietnam. Siamo rientrati all'altezza della famosa zona demilitarizzata. Una striscia che divideva il nord comunista dal sud amico degli americani. Luogo carico di bruttti ricordi, con un fardello sulle spalle che non può che lasciare un segno nei cuori di chi li visita, ascoltando le voci di chi ha vissuto le guerre del Vietnam, di chi ne porta ancora addosso gli effetti. Ci siamo inoltrati nelle grotte scavate nelle rocce, abbiamo visitato i centri che si occupano di togliere le mine anti uomo in tutto il paese. Ci siamo ripresi quella storia che forse a scuola, viene tralasciata un po' troppo. 
Lasciata quella zona, dopo tanta montagna ci siamo dedicati a scendere la costa dell'est, lungo costa, del Vietnam. Non si può dire che il mare sia eccezionale, tantomeno lo stile delle spiagge ma possiamo assicurare che l'alternarsi di zone dedite a colture tanto diverse e la varietà di paesaggi è qualcosa di incredibile.
 
Se poi uniamo l'accoglienza e la simpatia dei vietnamiti ecco che il mix risulta strepitoso.
Pioggia, sole, freddo o caldo mutevole paesaggio cosi come il clima.
Distese di risaie verdi, vento che spinge verso sud, e noi lungo piccole strade che si spingono tra le terrazze coltivate immersi in quei silenzi della campagna e tra i saluti di quelle facce sempre sorridenti, con i cappellini in testa e la voglia di accogliere lo straniero.
 
Bello che dire, bellissimo. Con tutte le difficolta del tirare la bicicletta per centinaia di km ogni giorno, con borse pesanti che in salita fanno sembrare tutto più lontano e tutto più pendente, con tutto quello che un non ciclista può pensare, ecco con tutto quello noi ci inebriamo. Con gli odori di incenso provenienti dalle case, con il rumore delle città ed il silenzio delle campagne continuiamo il nostro pedalare sempre più eccitati ed entusiasti verso la Cambogia. 
 
Abbiamo addirittura deciso di allungare di qualche giorno per vederlo proprio tutto il Vietnam ed addentrarci fino al sud, nel delta del Mekong, fiume che ormai ci accompagna da più di 2.000 km. Pochi giorni e saremo a Ho Chi Minh.
 
Abbiamo goduto della brezza marina, di strade panoramiche e frutta fresca, siamo pronti per ributtarci in campagna.
 
Dopo la Cambogia andremo in Thailandia, Malesya e finiremo con Singapore. 
Qualche foratura all'attivo e tanta tantissima voglia di pedalare. 
 
Abbiamo preso uno stop di tre giorni in una città bellissima, Nah Trang ed è stato come azzerare tutte le fatiche e le stanchezza, tanto mal di sella quanto carichi per questo viaggio davvero ricco.
 
Come nella nostra passata avventura in Africa ci divertiamo a condividere il nostro viaggio con un blog, www.cyclearoundasia.com, che ci sta regalando tantissimi spunti, che ci fa vivere e condividere emozioni con persone da ogni parte nel mondo e che non hanno mai fatto un viaggio in bicicletta. Ci piace l'idea di far pensare, anche solo per un attimo, a qualche amico o amica: “e se comprassi una bicicletta anche io? Se partissi in bici anche io?”. 
 
Cosi come lo è stato per noi siamo convinti che tutti dovrebbero scoprire la bellezza del viaggiare in bici...la bellezza del, come diciamo noi, immergersi lentamente nel TUTTO.
 

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