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viaggio e avventura in libia

Dimensione Avventura
  • Diario di bordo di Dimensione Avventura Inserito il 22-10-2012
  • Destinazione Libia
  • Quando Dal 21-12-2006 al 07-01-2007
  • Avventura in: 4x4, Moto
  • Viaggio organizzato da Dimensione Avventura
La Libia ed il suo immenso deserto e’ stato l’ultimo dei paesi del nord Africa ad aprire le porte al turismo. Un viaggio all’interno di una nazione ancora tutta da scoprire.
Con il gruppo Dimensione Avventura- www.dimensioneavventura.org -  ci imbarchiamo al porto di Genova fra una moltitudine di mezzi preparati per affrontare viaggi sahariani ed arriviamo al porto della Goullette, Tunisi, dopo circa 24 ore di navigazione.
Appena sbrigate le formalita’ doganali, ci si dirige velocemente verso sud  e dopo 500 km di asfalto siamo gia’ alla frontiera libica di Ras Ajdir, unico accesso libero per consentire a noi europei di entrare nel paese di Gheddafi. Siamo accolti dai doganieri con molta  gentilezza ma, purtroppo, la burocrazia richiede lunghi tempi di attesa e di caos generale. Si vaga da un capannone ad un altro per vidimare il visto,  ottenere il carnet di passaggio, una targa locale da applicare sui veicoli, un tagliando d’assicurazione locale e molti altri fogli scritti solamente in arabo, il cui significato e’ rimasto per noi ancora sconosciuto. Il tutto richiede molte ore di attesa che possono variare dalle due a piu’ di otto, nel caso in cui venga controllato il mezzo ed il bagaglio.
Una volta fuori, ci accorgiamo subito che la segnaletica stradale e’ riportata solo in arabo e quindi anche l’individuare una localita’ su asfalto puo’ essere difficoltoso. Si sale sull’altopiano Jabal Nafusah, all’altezza del piccolo villaggio di Nalut,  con una ripida salita a tornanti secchi. Da qui proseguiamo in direzione di Darji, sempre seguendo il lungo nastro d’asfalto, a volte ricoperto da lingue di sabbia riportata dal vento. Darji, negli ultimi anni, con l’aumento del turismo ha subito una metamorfosi accattivante da renderla sempre piu’ accogliente anno dopo anno. Dopo esserci fermati per rifornimenti di carburante ed acqua, si riparte da qui alla volta dell’avventura, dirigendo i nostri 4x4 in direzione di Idri, distante circa 500 km.
La pista e’ affascinante e veloce nella prima parte, dove e’ facile farsi prendere la mano ed esagerare con il gas……infatti non pochi sono gli incidenti dovuti all’esuberanza dei piloti, crepe del terreno e sassi piu’ o meno insidiosi, putroppo sempre in agguato. Lungo la strada incontriamo i primi segni della colonizzazione italiana, un cippo murario indicante la scritta “Bir el Gazeil,” un pozzo con annesso un ex pista di atterraggio. Incontrare pozzi lungo la pista è cosa frequente ma spesso sono asciutti e quelli ancora con qualche risorsa idrica sono sorvegliati.
Si prosegue su un immenso altopiano che ha come confini solamente l’azzurro del cielo, si ha la conferma della giusta direzione tramite l’avvistamento chilometrico di blocchi triangolari di cemento,  anch’essi di provenienza dell’esercito italiano. Avvicinandosi all’oasi di Idri, si costeggia una lunga fila di dune dorate che rende obbligatoria una deviazione per una loro visita, infatti non capita spesso incontrare dune cosi maestose e dal colore dorato cosi particolare. Arrivati all’oasi ci si ferma il tempo necessario per i rifornimenti e per segnalare al posto di polizia la nostra prossima destinazione: il piccolo centro di  Awbari, attraverso 150 km di grandissime dune.
L’attraversamento di questo Erg si manifesta subito molto impegnativo, dato che all’uscita dell’oasi ci si ritrova immersi in un mare di dune altissime, difficili da scavalcare. Non poche sono i tentativi per uscire dal palmeto dell’oasi, che delimita l’inizio del nulla ! Per compiere i 150 km di questo mare di dune, i convogli 4x4 impiegano normalmente circa 2/3  giorni, in quanto le insabbiature sono all’ordine del giorno. Bisogna prestare molta attenzione ai catini che si creano dietro le creste di determinate dune, perche’ sono praticamente degli enormi catini di soffice sabbia, da cui uscire diventa quasi impossibile. In compenso la fatica che si affronta durante giorno viene ripagata con magnifici paesaggi, divertimento nella guida e……notti romantiche intorno al fuoco. Solamente il percorrere questo tratto di Sahara vale un viaggio intero.
Arrivati ad Awbari il nostro viaggio ci porta alla scoperta dei graffiti rupestri del Wadi Mattandoush,  situati a  circa 250 km ad sud-ovest,  attraversando un deserto sassoso e situati all’interno di un letto  fiume ormai asciutto. Si raggiunge il sito in una giornata, una volta arrivati rimaniamo stupefatti
per la bellezza e l’enormita’ dei graffiti sui massi cotti e spaccati dal sole nel corso dei secoli, raffiguranti coccodrilli, giraffe, leoni ed elefanti.
Fa un certo effetto pensare che in questi luoghi oggi cosi’ desolati, un tempo la natura fosse verdeggiante e rigogliosa. Dopo una escursione della zona e le foto d’obbligo per un sito cosi’ suggestivo, riprendiamo il nostro viaggio in direzione di Jerma. Qui iniziamo a guidare su una singolare pista che, serpeggiando fra dune piu’ o meno alte, conduce ad un’altra meraviglia della natura: il lago di Mandara.
Questo piccolo specchio d’acqua puo’ sembrare il classico miraggio del deserto, infatti e’ incredibile come possa esistere un vero piccolo paradiso nel bel mezzo di un mare di sabbia. Per questa sua singolare ubicazione, il lago era fonte di vita per un piccolissimo villaggio che era dislocato attorno alle sue rive, ma ormai completamente abbandonato, sin dai primi anni’70.
A pochissimi chilometri da Mandara, si puo’ visitare  un altro piccolissimo lago denominato Un El Ma    con rive ricche di verdi e fresche palme. Molti altri laghi, piu’ o meno conosciuti, sono dislocati nel raggio di qualche decina di chilometri tanto che per visitarne la maggior parte servono diversi giorni di viaggio, fra dune ed enormi plateau sabbiosi. Guide esperte della zona sono disponibili presso il campeggio nella localita’ di Jerma, ai piedi delle dune. In quest’oasi e’ possibile anche visitare la parte antica del suo primordiale insediamento, considerata la capitale del popolo dei Garamanti ossia i progenitori della nobile famiglia dei Tuareg.
Da qui, seguendo l’asfalto per 250 km arriviamo a Timssah, ultimo avamposto prima del grande salto nel deserto orientale, per visitare il magnifico cratere del vulcano Wan Ham Amus. Fatti i rifornimenti di rito, si inizia a guidare su una pista sabbiosa e molto molle che imbriglia tutti i cavalli dei motori rallentando di molto la marcia, provocando numerose insabbiature. Si incontrano lungo la pista principale relitti di camion e bilici militari che piu’ avanti hanno creato uno strategico avamposto di controllo, passato il quale la pista diventa molto dura e caratterizzata da un forte tole ondule’. Avanzare diventa una sofferenza per uomini e mezzi, ma alla vista del vulcano si dimentica subito lo stress !
Lo scenario e’ semplicemente magnifico. Il cratere e’ ampissimo, formato da sabbia mista a lapilli lavici, dando alla zona un aspetto lunare. Al suo interno si possono ammirare 3 minuscoli laghetti con differenti colori, unitamente a resti di piccole capanne essendo stato punto di riferimento per le carovane che un tempo attraversavano la zona. Una visita all’interno del cratere e’ d’obbligo ma si capisce subito l’origine del suo nome… Wan Am Hamus.….che tradotto vuol dire “cratere delle zanzare” !
Il giorno dopo, si riprende il cammino, ormai con direzione nord, raggiungendo  la capitale del sud libico: Sebbha. Ci arriviamo dopo giorni di navigazione fuoripista, attraverso altipiani sassosi ed enormi vallate, seguendo antiche vie carovaniere e lunghissimi oued, letti di fiume in secca, che all’occorrenza diventano le uniche vie percorribili per superare colline e montagne.
Durante la traversata abbiamo anche l’onore di incontrare una carovana formata da venti dromedari che trasportavano merce per conto di un locale   Sebbha e’ un grande centro nevralgico per il sud libico, con un’architettura molto trascurata e squallida. Alloggiamo presso l’unico albergo decente, in quanto meno disastrato degli altri ma in linea con il bassissimo standard locale. Entriamo in possesso di una stanza all’ultimo piano del palazzo… peccato che l’ascensore sia fuori uso,’ come tutti gli altri servizi.
Dedichiamo mezza giornata alla visita della citta’, poi caricati i bagagli ci dirigiamo in direzione nord verso Tripoli. Arrivati nella capitale constatiamo con piacere che alcune via riportano ancora i nomi italiani, come per esempio la piazza principale “Piazza Roma”, e come, alla richiesta di informazioni, gli anziani ci rispondano nella nostra lingua.
 D’obbligo e’ una visita alla Medina situata al centro della citta’, dove e’ quasi  impossibile trattare il prezzo d’acquisto della merce. Vicino si puo’ anche  visitare un bellissimo Museo Nazionale, ricco di reperti archeologici. Altra tappa importante da non saltare sulla via del ritorno e’ l’escursione ad uno
dei piu’ grandi siti romani della zona: Leptis Magna. Questo sito era l’antica capitale della Tripolitania, fondata dai Fenici ma poi conquistata dai Romani. Di grande interesse archeologico, la citta’ si erge su una collina proprio a ridosso della costa, offrendo a chi la visita  un meraviglioso panorama. Questa visita archeologia e’ da abbinare anche a quella di un altro sito di notevole interesse: il teatro greco di Sabratha, anch’esso splendidamente conservato.
Un centinaio di km ci dividono ormai dal confine tunisino. Arriviamo di nuovo alla dogana di venti giorni fa’, dove ci attendono di nuovo lunghe ore di fila per la riconsegna delle targhe veicoli e verifica documenti. Il nostro viaggio in questo meraviglioso paese si e’ ormai concluso ma gia’ nei nostri pensieri si fanno largo gli spunti  per una nuova avventura in terra libica. Questo viaggio nella “nostra antica colonia” rimarra’ indelebile nei nostri ricordi, con le sue immagini, la sua natura singolare, con i mille colori della sabbia e con tante altre mille emozioni, che possono essere comprese solamente vivendole personalmente nel corso del viaggio.
 
 
UN GRANDE RINGRAZIAMENTO AGLI SPONSOR :
 
FABIANAUTO – Preparazione Fuoristrada e Assistenza auto (Nettuno)
CTE INTERNATIONAL -  Radio comunicazione MIDLAND-ALAN & GPS (Modena)
MODULIDEA - Cellule abitative per 4x4 & accessori Fuoristrada – (Modena)
MARINI PNEUMATICI  - Pneumatici & Centro Servizi Auto - (Alatri)
ALIMONTI  PIU’  - Distributore casse in alluminio Zarges – (Roma)
 
Per qualsiasi richiesta di informazione, i contatti sono :
 
Maurizio 393 9236115 Giuseppe 347 6133416 info@dimensioneavventura.org www.dimensioneavventura.org
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