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Tunisia andata e ritorno.

msolferino
  • Diario di bordo di msolferino Inserito il 02-09-2014
  • Destinazione Tunisia
  • Quando Dal 16-04-2014 al 03-05-2014
  • Avventura in: Quad
18.04.2014
Pre(f)-azione.
Ho preparato tutto…
Parto leggero da casa e dopo 90 km arrivo finalmente a Civitavecchia dove mi imbarcherò con il mio quad sul traghetto per Tunisi, destinazione deserto.
 
Episodio 1.
A casa di Luke Skywalker.

Dopo 450 km di discesa verso sud e tanta voglia di arrivare, giungo a Gabes.
Attraverso improvvisamente una barriera climatica che quasi si puo' toccare.
Come uscire da un ambiente climatizzato a 23 gradi mentre fuori ce sono 40.
Cosi!
Alloggio in albergo "troglodita" a Matmata e visito il set usato per le riprese di Guerre Stellari.
Mitico!
40 gradi con vento e sabbia.
N33`33.091' E009'57.631'
 
Episodio 2.
La pista degli Ksar.

C'e' un percorso che partendo da Matmata tocca alcuni dei piu' bei Ksar della regione.
Alcuni integri mentre altri restaurati ed adibiti a pensioni.
Puoi entrare e visitarli, stare li e, dove c'e', sederti a prendere un te o un caffe'.
Tanto se non lo fai da te, te lo offrono.
Panorami bellissimi e persone stupende.
 
Episodio 3.
La nave del deserto.

Primo approccio con la natura semi-disabitata.
Montagne e deserto.
E' il primo vero test.
Sgonfio le gomme...."ora va meglio".
Sabbia, pietre e fesh-fesh, una polvere cosi' fina da sembrare talco.
Teso ma felice.
Sono diretto a Tatouine per poi andare a Douiret.
Trovo un posto per dormire fantastico, a ridosso della montagna. Le camere sono antiche abitazioni chiamate ghorfa: l’Hotel GiteDouiret è un posto incantato.

Qui conosco delle simpatiche persone di Milano, accompagnate da Messaoud che fa da guida, venute a fare un giro e con le quali sarò a cena.
 
Partenza alla volta di Chennini e poi a Ksar Ghillane. Mi accompagno con il gruppo di Milano con il quale percorro la pista fino all’oasi.
Arrivo a Ksar Ghillane, ultima oasi prima del nulla, dopo aver percorso 60 km.
Bagno caldo, dormita e poi la lunga traversata fino a Douz.
......
Riparto la mattina presto e credo di essere il primo a levare le tende.
La mia "suzi" é l'eroina della giornata (come di tutto il viaggio d'altronde) che mi ha portato sul groppone per 90 km senza un tentennamento.
Perso ed insabbiato tre volte tra le dune ma con gps e un po' di muscoli (pochi e pure un po’ flosci!!) ho superato in solitaria il tratto più impegnativo di tutto il viaggio.
Se non ho ritrovato "me stesso" poco ci è mancato....
Esperienza emozionante e divertente.

Episodio 4.
Berberi fino in fondo.

Giornata di riposo ma un giretto per le oasi non si puo' certo evitare.
Oggi giornata di mercato a Douz...e' l'evento significativo (nonche' l'unico) della settimana.
Giro per bancarelle e compro frutta e qualche souvenir.
C'e' di tutto lo strano che noi non possiamo neanche immaginare.
Inoltre, come si addice ad un mercato serio, c'e' la compra/vendita degli animali.
Ho incontrato di nuovo il gruppo di Milano: doveroso il te sulla piazza insieme.
Sono andato a trovare il mio amico Ali' che conosco dal 1994 quando x la prima volta sono stato qui.
Non credeva certo di rivedermi ancora....l'ultima e' stata circa 8 anni fa.
Ha un negozio di tappeti dei quali cura personalmente i disegni.
Ha gusto, una valida alternativa  a quello che si vede normalmente in giro.
Dormitina (fa caldo!) e poi in giro per le oasi con cavalcata tra le dune.
Qui vivono alcune tribu' di berberi divenute con il tempo stanziali.
Mi fermo ad un baretto e chiedo da bere una birra (i berberi generalmente non sono musulmani) e mi portano una lattina che come marca si chiama Berber!
Piu' di cosi' non si puo'.
 
Episodio 5.
Il Grande Lago Salato.

Ho deciso stamattina di ripartire alla volta di Touzer attraversando lo Chott el Jerid vicino il confine algerino.
L'Autostrada del Sale (cosi' l'ho battezzata) e' una fettuccia di 180 km di deserto salato, gobboso come un cammello, a lunghi tratti con pietre puntute che sembrava aspettassero solo il mio passaggio.
Bucare qui sarebbe significato squarciare la gomma, una tragedia con le inevitabili/drammatiche conseguenze.
E' bastato puntare il gps sull'oasi di Nefta e tirare sempre diritto....ogni tanto un'occhiata x controllare la giusta direzione sopratutto quando la pista si biforcava.
Il nulla,
qualche cespuglio e fata morgana in continuazione.
A 30 km dall'oasi, il fango salato.
Per non restare impantanati, la sola possibilita' e' la velocita'...come sulla sabbia profonda.
E' necessario galleggiare, continuamente, e la sola possibilita' e' "dare di gas" e controllare il quad che sbacchetta e tende a disarcionarti.
Una gran fatica!
A differenza della precedente traversata, dove era necessaria una buona capacita' di navigazione con il gps, qui servono i muscoli....proprio quelli che mi mancano!
Stanco ma incredibilmente felice approdo a Nefta e poi Touzer.
Stasera mangiero' sciapo.
 
Episodio 6.
L'Universo Espanso.

Neanche G.Lucas avrebbe potuto immaginare l'impatto del progetto Star Wars sui siti scelti per le riprese di alcuni episodi della sua celeberrima saga.
Gli e' sfuggito questo particolare che avrebbe sicuramente contribuito ad ingrassare ulteriormente le gia' stracolme casse del suo business.
Qualcosa di buono quindi e' rimasto dal passaggio della macchina mangiasoldi alla popolazione locale che da 20 anni campa sul turismo innescato da questo luogo.
Ebbene, anch'io ci sono andato....
non in cammello o in fuoristrada o in calesse come proposto dai tanti a Tozeur ma a modo mio.
Il set e' sorprendente e affascinante.
Il luogo e' meraviglioso, con alte dune color oro.
La corsa dei gusci e' stata girata qui.
Ora solo venditori di pietre e monili.
Bravo G.Lucas.
 
Episodio 7.
La volpe del deserto.

A circa 60 km da Tozeur in direzione nord, cominciano le montagne e c'e' un percorso che tocca tre oasi: Cheibba, Temerza e Mides.
Sono le così dette "oasi di montagna" poiche' ricche di sorgenti e palme da dattero.
Mides e' quella che mi e' sempre piaciuta, non tanto per le sorgenti ma per la sua posizione spettacolare, sopra un canalone enorme scavato dall''acqua che sembra precipitare da un momento all'altro.
Per non tornare sui miei passi, decido di imboccare una pista che mi permette di valicare le montagne e tornare al punto di partenza.
Non e' un caso che sono qui perche' questa e' la famosa pista del generale Rommel, realizzata dalle sue truppe al fine di accerchiare il nemico e prenderlo alle spalle.
Suggestiva e panoramicissima.
Sono stato tutto il giorno fuori percorrendo 120 km e ritorno in citta' piuttosto stanco e sudato.
Mi siedo al solito caffe', ordino te' e acqua, mi levo da dosso la giacca e poso il casco.
Trascorro li un paio d'ore (poche confrontandole con la media nazionale) e poi decido di andare in albergo a lavarmi per poi riuscire a mangiare.
Sempre, quando risalgo in moto, mi infilo la giacca, la chiudo e infilo il casco.
Ma questa sera ho deciso involontariamente, forse preso dalla stanchezza, di non perpetrare il sacro rito della vestizione e, con giacca aperta e casco sotto braccio, sono ripartito.
Il tempo di lavarmi e una violentissima febbre mi assale e mi scuote, tanto da infilarmi a letto imbottito di medicine.
Proprio una volpe del deserto!
 
Episodio 8.
4-4-2

Niente calcio, che insieme ai programmi televisivi di danzatrici del ventre 24h/24h vanno per la maggiore, ma solo limoni, arance e banane per una veloce ripresa fisica.
Quando stai fermo piu' di un paio di giorni nello stesso posto, pare che si sparga la voce della tua esistenza e della cuccia dove dormi e tutto diventa piu' familiare.
Qui l'appartenenza e' molto importante e questa condizione di sentirti parte e' uno dei motivi che mi fanno amare questi luoghi.
Per non parlare della tranquillità e totale assenza di rischi.
In giro di nuovo verso Nefta e il confine algerino....
 
Episodio 9.
Verso l'isola dei lotofagi.

Parto la mattina presto (ci sono gia' 23`) da Tozeur in direzione Kebili imboccando un asfalto di 80 km che, dritto come un fuso, mi permette di attraversare il Chott el Jerid dalla parte nord orientale del lago.
La strada merita di essere percorsa per i colori, paesaggi e miraggi.
Da Kebili a Gabes solo caldo, polvere e vento.
Arrivo all'imbarco x l'isola dopo altri 90 km e scopro con enorme piacere che pedoni e motocicli sono esentati dalla kilometrica fila di auto per salire a bordo del traghetto.
Sbarco...aria di mare, pulita e profumata di sale.
Mi precipito in albergo visto la sera prima sul web per riprendermi dal viaggio...
Un caravanserraglio!!
Bellissimo.
Non ci sono i loti pero'.
 
Episodio 10.
Senza
frontiere.

Giorno di festa e di mercato a Houmt Souk (Piazza del Mercato) con gente e venditori provenienti da tutta la regione, anche dalla vicina Libia.
Questo posto ha visto avvicendarsi nei secoli diverse popolazioni provenienti anche da terre lontane.
Cristiani, ebrei, musulmani, berberi e neri africani (retaggio della piu' recente schiavitu') convivono in quest'isola pur con tradizioni diverse, a loro volta differenti dalla terraferma.
Tutto questo e' evidente, basta andarsene un po' in giro.
Modi di vestire e parlare differenti, solo i turisti fanno eccezione.
 
Episodio 11.
L'esodo.

Bene, si torna....cioe', ho il traghetto domani e mi tocca non mancare l'appuntamento.
Un giretto alla "punta dei fenicotteri" pero' lo faccio...porto suzi a prendere un po' di sole che mi pare pallida e poi se lo merita.
Questo posto e' una lingua di sabbia di circa 3 km che si distende in acqua proprio di fronte Hount Souk.
Le info che ho, parlano di questo luogo come del preferito dai fenicotteri rosa per sostare qui nel mese di aprile.
Puo' darsi, il posto e' bello e il mare e' pulito/trasparente...ombrelloni di paglia e casette di palma in riva al mare.
Vabbe', si torna.
Sederino lamentoso per i 500 km di viaggio che leverebbero la voglia di guidare a chiunque!
Arrivo appena in tempo ad Hammamet che uno scroscio d'acqua arriva proprio quando metto piede in albergo.
Esodo quasi terminato.
Certo che questo posto sembra proprio fatto apposta.
 
Ultimo episodio.
E la nave se ne va.

Sveglia di primo mattino e preparativi per la partenza che si susseguono nervosamente.
Tempo bello ma e' tutto bagnato x la pioggia della sera precedente.
Suzi e' pulita e splendente ma stenta un po' ad avviarsi....poi si decide.
Ho programmato di allungare un po' il percorso di ritorno e punto in direzione di Nebeul per poi andare aTunisi.
Comincia improvvisamente a piovere, mi riparo.
Non mi va di stare tutto il giorno zuppo e aspetto che spiova.
Riparto, ma ricomincia.
Ho capito, non devo andare a Nebeul!
Giro Suzi e punto su Tunisi.
Stessa storia che si ripete tre volte nell'arco di soli 56 km che mi dividono dal porto.
Lungo la strada pare essersi abbattuta una tempesta ma, in realta', e' solo il sistema fognario inesistente.
Acquitrini ovunque e fango che schizza al passaggio delle auto.
Dei ragazzi da un caffe' mi invitano a fermarmi e siccome e' ricominciato a piovere accetto volentieri.
Mi offrono un caffe' buonissimo e poi giu' con le domande di rito.
Scambio di informazioni e considerazioni, ringrazio, saluto e riparto.
56 km in 5 ore: ho battuto tutti i record di lentezza!

Porto, ceck-in e poi la lunga attesa.
Partenza prevista alle 23, effettiva le 2:00.
"3 ore di attesa 3" sul molo al vento gelido!
No comment.
Per completare in bellezza, ci comunicano che l'arrivo previsto a Civitavecchia e' con 10 ore di ritardo.
E’ la sola cosa andata storta in tutto il viaggio ma in compenso mi permette di conoscere Matteo e Giacomo, due motociclisti "solitari" come me, simpaticissimi.
 
Mare grosso durante la notte, si balla parecchio tanto da svegliarmi ma non piu' di tanto....quando dormo, dormo!

Scalo a Palermo e alle 13:00 troviamo il modo di scendere....fino alla partenza prevista alle 23:00 io non ci resto su questa nave!
In giro, poi panino con la milza e un'altro con le panelle.
Vino.

Ballaro' e Vucciria....nella piazzetta, su un palchetto improvvisato, un ragazzo con pronunciato accento tedesco racconta la storia degli edifici ad un distratto pubblico di ascoltatori.
Facciamo amicizia quel che basta per parlare un po' di noi, delle nostre avventure e della nostra meta finale.....

Ci salutiamo e scopro di aver conosciuto i Marlene Kuntz.
 
Si torna a bordo per l'ultima tratta del viaggio.
Ma la storia non finisce qui, l'avventura continua... l'avventura e' ovunque ed e' sempre dentro di noi.

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