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TRE AMICI, TRE GIORNI, TRE AFRICA TWIN

ughetto
  • Diario di bordo di ughetto Inserito il 20-10-2014
  • Destinazione Italia
  • Quando Dal 03-10-2014 al 05-10-2014
  • Avventura in: Moto
TRE AMICI, TRE GIORNI,TRE AFRICA TWIN
 
Alla ricerca del collegamento tra Bologna e La via del sale. 3/4/5-10-2014
 
Tutto comincia anni fa, quando per caso conosco Piero Della Santa. Piero organizzava un tour per bicilindriche partendo da Lucca e il giro si sviluppava in Garfagnana. Io al tempo avevo un Bmw GS 1200 tirato a balestra con supermegaammortizzatori Ohlins , che rendevano la cicciona un’arma da guerra. Fatto sta che da quel momento mi è partita la bolla! volevo collegare Bologna con il giro di Piero. Anni di cartine,internet, ricerche, giri solitari e in compagnia hanno fatto sì che finalmente avevo collegato Bologna a Barga con un giro di 550 km da fare in due giorni, per moto bicilindriche e almeno il 70 % di fuoristrada, dallo stradone ghiaiato al sottobosco, alla pietraia, per tutti i gusti.
Dopo almeno dieci anni di classiche con il mio gruppo di amici enduristi possessori di bicilindriche , cresce la voglia di aumentare la posta. Uniamo Bologna alla Via del Sale. Solite ricerche, internet, google earth, tracce scambiate in cambio di prestazioni sessuali… insomma, le peggio cose, per riuscire nell’impresa...
 
Per la data stabilita, nascono alcune incomprensioni con qualcuno del gruppo, ma si riveleranno fondamentali per fare un giro alla “Tequila” (cioè alla cazzo di cane!). Non amo troppo organizzare a puntino i giri che faccio, perché mi piace perdermi in sentieri, borghi, strade… Rimaniamo io e due amici, già rodati alle mie sclerate e alle mie voglie di esplorazione. Ola Guido con una Africa twin 750 frankestainizzata (vedere foto) e il Trokatero, detto il Troky sempre con un’Africa Twin 750, intonsa. Io con la mia rd03 di cui finalmente ho risolto i problemi, e prendo questo giro anche come prova per avventure future...
Arriva il giorno. Partenza per Modena e rapida sgasata in autostrada per arrivare al punto di attacco per andare su al Passo delle Radici. A Fiorano la 04 del Troky si ferma. Panico… scopriamo una cosa che ci lascia di pietra. Un connettore a tre poli che esce dal raddrizzatore di corrente completamente fuso. Ok, cominciamo a smontare e a rifare i collegamenti, tempo mezz’ora la moto del Troky, riparte. Evviva!!
Arriviamo al Passo Cento Croci e Ola comincia ad accusare dei fortissimi dolori ad un fianco. Ola lo conosco abbastanza bene da capire che il dolore è veramente insopportabile. Gli ultimi km di fuoristrada sono di una bellezza imbarazzante, sottobosco jeeppabile, uno spettacolo farla con un bicilindrico. Arriviamo al Passo delle Radici. Chiedo dove è l’ospedale piu vicino perché e... miracolo!! alla parola ospedale Ola si rimette in sesto immediatamente. Mangiato il panino ci dirigiamo verso Barga (uno dei borghi più belli d’Italia) dove ci aspetta il b&b della Francesca (il Benefizio). Ormai ci conosciamo cosi bene che la Francesca ci lascia un appartamento aperto e lei parte per la Sicilia.
La strada che porta dal Passo a Barga è una strada in quota che piano piano, tra boschi di faggi, ci porta a destinazione. Questa volta abbiamo fatto il versante modenese, perche sia Ola che Troky non avevano mai fatto questo giro, ma la prossima volta si partirà da Bologna e si faranno 250 km per arrivare a Barga, nella classica BO-BA. Arrivati presto a Barga, lavati e profumati ci dirigiamo in centro, alla ricerca di un locale per mangiare. Poi i giri di grappe prenderanno il sopravvento.
 
4 ottobre
 
Colazione al bar “i Lucchesi” un po’ fuori a Barga vecchia, dove in tre mangiando una colazione imperiale spendiamo 8 euro..a Bologna li spendo da solo.
Rifacciamo la strada fatta ieri pomeriggio fino al Passo delle Radici, il tempo tiene, c’è il sole e la temperatura è splendida. Una volta arrivati nuovamente al Passo, le tracce si perdono. Per fortuna ho un ottima memoria visiva e memore di giri fatti anni fa, imbocchiamo un bel sottobosco fangoso. Ma incontriamo dei fungaioli che dicono che lì non possiamo stare. Ok, problemi zero, giriamo le moto, salutiamo e ritroviamo la fangosa via. Ora facciamo un paio di tagli nel bosco, con un signor fango, ma per fortuna i pezzi impestati sono in discesa o in piano. Arriviamo ad un incrocio, che a mia memoria doveva essere la traccia a sx impestata. E a dx?? Fatto sta che a sx diventa veramente una cosa impossibile e prima di farci prendere dalle sabbie fangose mobili, giriamo la moto e torniamo all’incrocio. Questa volta prendiamo a dx… perfetto. Terreno buono, sottobosco e arriviamo all’asfalto.

Qua un po’ di asfalto, perché le montagne sono troppo... alte
e le mulattiere sono quelle di Febbio… roba per mono!
Passato Febbio, ritrovo una sterratona che porta sul Passo della Cisa. Ola non è ancora a posto e decide di elargire un po’ di rifiuto organico al bosco. Poco più giù si vede la Pietra di Bismantova… cavolo!! ci siamo! Il pezzo senza traccia è stato superato, ora dobbiamo arrivare alla prossima traccia scovata in rete. Arrivati sull’asfalto il Troky buca il posteriore… mannaggia. Cominciamo a smontare la moto con gli attrezzi miei e di Ola. Il Troky non ha niente di niente… ma lui è così, prendere o ammazzare. Il magico compressorino comincia a fare il suo dovere, ma non stallona la gomma… perché il chiodo dall’altra parte del buco ha bucato altre due volte! porca zozza!! Rismonta la gomma e ritappa con altre due pezze. Attendiamo i 5 minuti canonici e proviamo a gonfiare. Questa volta però non l’abbiamo messa nella gomma… eh,sbagliare una volta va bene, due no!
Facciamo altri km di asfalto. La traccia successiva si rivelerà una delle più belle del giro. Un sottobosco tutto jeeppabile con sassoni tondi mossi, fiume a lato, prima sx , poi dx… salitone piene di sassoni da fare con gas costante, le nostre Africa sono in paradiso. Come noi d'altronde. Saltiamo l’asfalto e ci ributtiamo in un'altra stradina del bosco. Questa verrà chiamata mulattiera del Troky, perché è un budello con sassoni e alberi da mono, bella impegnativa, dove Troky farà il restyling all’Africa con un capolavoro di carrozzeria. Userà come attrezzo un enorme sassone che gli devasterà il cupolino e tutta la strumentazione verrà estirpata dalla sua sede originale. Ottimo lavoro... di cesello, direi!
Trovata l’altra traccia, facciamo km nel nulla, a lato di un montagnone… ma si rivelerà un trabocchetto. Ci troviamo in un singletrack che un mono fa fatica, c’è il burrone da un lato ed è impossibile girare la moto. Alla fine il Troky arriva provato dall’esperienza, perché ha pelato delle matte da far impressione a rain man, e Ola finisce con il freno posteriore bloccato per aver appoggiato la moto su una roccia. Siamo nuovamente sull’aslfalto e sono le 16,30. Non ci sembra furbo continuare facendo fuoristrada a quest’ora, visto che oltretutto l’ultimo pezzo fino ad Aulla non lo conosciamo, quindi asfalto. Arrivati ad Aulla ci indirizzano verso “Il Mirador”, dove la specialità sono i panegacci, schiacciate condite con pesto, pomodoro e funghi, formaggi vari, olio e rosmarino. Consigliate. Mangiamo e tempo 5 minuti io sono steso in orizzontale sul letto del Troky con a lato Ola che mi dice qualcosa… ma non mi ricordo cosa… praticamente svenuto.
 
5 ottobre
 
Colazione veloce e nuova rimessa in ordine dell’Africa del Troky. Partiamo, ora le tracce sono più sicure e Ola, visto che ha dei parenti nella zona, le conosce abbastanza bene. Le Alte Vie Liguri sono uno spettacolo, ruspate da poco, questo stradone che costeggia la montagna è veramente piacevole da fare. Incontriamo molti cacciatori e cercatori di funghi. Il nostro passo è svelto,ma abbiamo tempo per fare foto e ce la prendiamo comoda. Arriviamo ai Casoni, poi al passo del Rastello, sempre in fuoristrada, sempre baciati dal sole e da una temperatura più che piacevole. Ora la traccia diventa troppo impegnativa per dei bicilindrici, quindi andiamo alla ricerca di un qualcosa che sia fattibile anche per noi con le ciccione. Troviamo una bella carrabile e tra asfalto e fuoristrada ci immettiamo nell’ultimo pezzo di fuoristrada, molto bello. Sempre una jeeppabile con sassoni rotondi che ci porta su fino alla Foce dei Tre Confini. L ultimo pezzo di 300 metri è un pezzo molto impegnativo ,con contropendenze ,radici e faggi,troppo vicini al manubrio! Ci siamo! Da qua in poi con un bicilindrico è impossibile proseguire. Per fortuna una carrareccia nel bosco ci porta fino ad Albareto.
630 km per arrivare fin qua, passando per Modena, non sono male. Partendo da Bologna bisogna aggiungere almeno altri 100 km di off. Prossima volta l’avventura riparte da qua… ah… ho già delle tracce pronte per unire Bologna alla Via del Sale, ma dovrò girare più all’interno. La Liguria è molto impegnativa!!
 
Ringrazio ancora Ola Guido e Il Trokatero per la compagnia e per le risate.
 
Redatto da: Tequila Sterronauta

 
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Commenti degli utenti 1

Dolz Dolz
altedo
Italia
 

Grande teq...

Il 21/10/2014 alle 14:12

Comincio a pensare di endurizzare l'XR...

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