Adventure4You Shop



« Torna alla lista

TRANSAFRICA 2014

Giovanni
  • Diario di bordo di Giovanni Inserito il 01-12-2014
  • Destinazione Sudafrica
  • Avventura in: 4x4
“Transafrica nella natura selvaggia"

Da tempo sognavo di fare questo viaggio, finalmente 2 anni fa abbiamo preso la decisione e abbiamo iniziato a prepararlo.  
Io e mia moglie Elisabetta avevamo lavorato (e viaggiato) oltre  7 anni in Africa occidentale  (io faccio il medico e mia moglie l’infermiera ed ostetrica, lavoravamo nella stessa sala operatoria).  
I nostri due figli, (16 e 21 anni)  hanno viaggiato tanto con noi sempre al campeggio o più recentemente col camper; sono stati in Marocco, in Namibia e la nostra casa è piena di foto dell’Africa, maschere, libri ma, avevano un’idea vaga…era il momento giusto per fare vedere ai nostri figli l’Africa più profonda, le piste, i villaggi, i parchi.
Cosa meglio di un lungo viaggio in macchina??

Purtroppo guerre e rivoluzioni bloccano quasi tutta l’Africa da nord, e la “classica” Cape to Cairo non si può fare (almeno per chi come noi non vuole prendersi rischi assurdi).
Sudan ed Egitto oggi sono totalmente insicuri, così partiamo dal Sudafrica e ci dobbiamo fermare in Kenya.
 
Durante la pianificazione del nostro viaggio, particolare importanza è stata posta nel segnare le zone sconsigliate per guerre o rivoluzioni, in gran parte dovute all’avanzare dell’islam integralista.
Nel nostro itinerario abbiamo attraversato tutti paesi tranquilli, dove non sono sorti problemi di sicurezza con la gente del posto e neppure con dogane e/o polizia.

L’organizzazione di un viaggio di questa entità, richiede una particolare attenzione in tutti i suoi particolari.
In primo luogo, abbiamo dovuto acquistare una “macchina adatta”.  In questo il grande vantaggio è che i “ fuoristrada”, quelli veri, solidi non vanno più di moda e anche per questo, si possono trovare ad un prezzo vantaggioso.
Seppur lenti, sono sicuramente solidi, potenti e quindi ideali per percorrere kilometri e kilometri di   sterrati africani, ma assolutamente inutili nelle nostre strade.   
Guai tentare un viaggio così con gli attuali  SUV,  tutti centraline e in cui l’elettronica fa da padrona…al primo guado o alla prima pista di sabbia fina, si bloccano e lì rimani!!!

I SUV a volte oltre a non essere dotati di ridotte, essenziali per affrontare un viaggio di questa entità, non si potrebbe montare un portapacchi indispensabile per caricare tutti i bagagli e attrezzatura necessaria.
Nel nostro fuoristrada, invece il portabagagli è stato costruito artigianalmente dal nostro fabbro di fiducia e, fra le 2 ruote di scorta, taniche, cassa ricambi e attrezzature varie, ha portato - senza darci mai alcun problema -  ben 250 Kg sul tetto!!
La nostra scelta è caduta in un MITSUBISHI PAJERO - 2,5 turbodiesel  4 cilindri station wagon, usata, con 150.000 Km veramente in buono stato ma,  soprattutto non aveva mai fatto un solo giorno di fuoristrada!!
Seppur in buono stato, abbiamo provveduto ad effettuare tutti i controlli necessari per affrontare il viaggio in sicurezza. E’ stata controllata la distribuzione, la pompa dell’acqua, rivisto iniezione nafta, cambiato olii e filtri, cinghie e una revisione generale.
 
Per tutti coloro che vorrebbero intraprendere un viaggio di questo tipo, consiglio di dotare la propria vettura di fanali alti, indispensabili per la pista di notte.Sono io, il primo – dopo 10 anni di Africa -  a sconsigliare di viaggiare di notte, ma nell’emisfero Sud è inverno a luglio e agosto e alle 17,30 è già buio.
Per quanto si provi mettersi in strada la mattina di buon ora, c’è sempre qualche inconveniente o ritardo lungo la strada e …ahimè, quante volte siamo giunti solo alla mèta del nostro itinerario giornaliero col buio.
Importantissimi i fanali alti che permettono di vedere a distanza e viaggiare molto più sicuri… di solito, comiunque si incontra una macchina o un camion circa ogni ora.

Altro consiglio indispensabile, riguarda la spedizione del proprio mezzo con il container.
Purtroppo incertezze di varia natura tra cui date di partenza della nave, di arrivo, di documenti e quant’altro, possono creare dei disguidi. Ad esempio, se il mezzo giunge a destinazione oltre 7 giorni prima del tuo arrivo devi pagare lo  “storage”  (franchigia parcheggio) assai caro, e quindi se arrivi dopo ... ti sei fregato il viaggio!!
L’unico vantaggio del container è che però non c’è limite di bagagli e di peso.
Consiglio, dunque di organizzare
il tutto dall’Italia  almeno con  2 mesi di anticipo rispetto alla partenza del proprio volo. Il vantaggio sarà che quando sei in Sudafrica, sarà sufficiente sdoganare il container (un paio di giorni di terribile burocrazia) , mettere in moto e via... si parte.
Abbiamo lavorato tanto per caricare tutto, (tolto qualche bagaglio personale da portare a mano e  alimenti deperibili da comprare in loco ).  Nei bagagli avevamo: 3 ruote di scorta, 2 taniche di nafta da 20 + 100 lt. (il serbatoio Mitsubishi dispone di un’autonomia di circa 1.000 Km), 30 lt. d’acqua, cassa cucina con fornello camping, ricambi e attrezzatura di chiavi, ferri, cavi traino, bagno chimico, frigo 12/220 volt, attrezzatura da campeggio compreso tavolo e sedie comode, vestiti sia per il freddo (a Sud) che per il caldo (salendo all’equatore), computer, navigatore con programma sudafricano eccezionale (si compra su internet per 100 US $ e ha tutto su piste strade, rifornimenti, camping...) , cuscini in abbondanza (così chi non guida, dietro può anche riposare).
 
Al nostro arrivo in Sudafrica, 2 mesi e mezzo dopo che la macchina era partita, un pò per i buoni calcoli e anche un un pizzico di fortuna, la nave era appena arrivata.

Da qui parte il nostro itinerante viaggio!!

Migliaia i kilometri percorsi e i paesaggi mozzafiato che abbiamo avuto l’opportunità di vedere e, soprattutto far vivere anche ai nostri figli.
Tra le molte mete raggiunte, Città del Capo, rimane una delle poche città africane belle e che considero sicura ..piena di mercati di artigianato, bei negozi, una riserva di musica e buone cene per noi prima della savana che ci aspetta!!
Continuiamo il nostro percorso verso Sud, nella Penisola del Capo, dove l’Oceano Atlantico e Indiano si incontrano -  Cape of good hope  “buona speranza”.

In principio non percorriamo la grande strada nazionale che sale in Namibia (il Sudafrica è organizzatissimo e ha strade e attrezzature ottime), ma facciamo la pista lungo l'Oceano e a attraversiamo villaggi di pescatori.
Tre giorni dopo, entriamo in Namibia, che già avevamo girato nel 2009 con i figli ma sempre stupenda da rivedere.
Sono appena le prime tappe ma, già arriviamo col buio cosa che in Africa non bisognerebbe fare;  fortuna ci sono i fanali da pista in alto.
I camping sono eccellenti e la Namibia è un paese bellissimo, tranquillo e abbastanza organizzato. Un paese contraddistinto dalle grandi distanze, ma avendo la nostra "autonomia" (assolutamente indispensabile in questo tipo di viaggio) ci si sposta tranquillamente dovunque.
 
Nella nostro percorso, attraversiamo anche “Fish river”, un canyon nel deserto scavato in ere geologiche da un fiume profondissimo e totalmente isolato.
Arriviamo anche a Windhoek, capitale, dove facciamo catering per ripartire verso il vero WILD: il Botswana!!
Nella nostra "squadra” tutti collaborano e sono indispensabili al viaggio, si guida a rotazione, si monta e smonta il campo, ci si aiuta a turno nell'orientamento e nel fare ovviamente le magnifiche foto che documentano la nostra esperienza.
Percorriamo Windhoek city, visitiamo il mercato della tribù Himba.

Dopo aver rifornito di nafta il nostro mezzo e le taniche, abbiamo effettuato i controlli necessari ed il tutto sembra pronto per percorrere altre centinaia di Km. di piste a noi sconosciute e che ci aspettano!!
Approdiamo a GHANZI, un camping tranquillo gestito dai Bushman stessi (popolo che vive segregato, un pò come gli indiani nelle riserve americane). La notte si accende il fuoco, sia per cucinare alla griglia (bruschetta e carne a volontà !!) sia per tenere lontani gli animali e, ci si sveglia al mattino di buon’ora per smontare il campo e ripartire.

Il nostro viaggio continua e attraversiamo il fiume OKAVANGO che arriva dalle montagne dell'Angola e anzichè finire nel mare "sbaglia strada" e allaga la savana del Botswana.
Qui forma anche delle pozze d’acqua, dove nella stagione secca (la nostra del viaggio) gli animali vanno a bere.   
Nel nostro itinerario,  attraverismo anche 2 grandi Parchi Nazionali: il Moremi e il Chobe. Ed è proprio, in uno dei 2 parchi, che abbiamo l’occasione di vivere l’emozione (dopo ben 10 anni d’Africa) di trovarci a 5 metri di distanza dalla nostra macchina, con il Re della savana: 
il leone. Una sensazione incredibile!! Purtroppo
però è proprio dopo avere incontrato il "Leone", che succede il pasticcio!!

Un pò errore mio, un pò la macchina troppo pesante, un pò il fango molle...e lì ci piantiamo!! "Stuck in the mud".  Nonostante tutto, però qualcuno passa e si ferma ad aiutarci.Tutti in quella melma a cercare di tirare fuori "gli italiani"!!
E quando era quasi il tramonto e sembrava impossibile uscire, partono le 2 Toyota dei Ranger contemporaneamente attaccate ai cavi e via.. riusciamo ad uscire!!

E' buio fondo quando arriviamo al camping, montiamo tenda e campo, grande spaghettata e bevuta di birra, ma tanta fatica e niente doccia. In Botswana questi lussi non ci sono. Però la "famiglia" ha tenuto benissimo, nessuno si è spaventato, e tutti hanno con calma collaborato a uscire.
Eravamo anche pronti a dormire in macchina se proprio necessario, ma il leone stava non lontano, e si cominciavano a sentire gli animali della notte che si muovevano ... meglio essere arrivati al campeggio.
I camping in Botswana non sono recintati, la notte si sentono gli elefanti che camminano sul loro sentiero a fianco del campeggio.
Una mattina mentre facciamo colazione ci accorgiamo che un bufalo ci osserva. Ci avviciniamo piano piano alla macchina perchè è uno dei big five, i 5 più pericolosi dell’Africa.

Percorriamo,  una parte del Botswana con nuovi amici sia i belgi che un’altra macchina di sudafricani. Non c’è ponte sul fiume Zambesi e si attraversa il confine col ferry.
Numerosi i backpackers  in Zambia e a Livingstone,  dove abbiamo la possibilità di goderci un po’ di relax e una doccia.
Salpiamo su un altro ferry per attraversare il fiume Kafue affluente dell’enorme Zambesi. Da qui una breve sosta al  “Lower Zambesi National Park in Zambia”, e giro col ranger sul fiume.

Si riparte verso il Malawi, lunghissima strada che attraversa lo Zambia del Sud con tappa nella capitale Lilongwe.
E dopo Malawi si entra in Tanzania.
Mentre il Malawi è poverissimo e si incontra solo gente a piedi o in bici, la Tanzania è molto più sviluppata ma, contraddistinta da un traffico infernale di moto, auto, camion.
 
Il nostro viaggio continua, con una breve sosta da un meccanico solo per un controllo a un braccetto dello sterzo rumoroso, ma per il resto il Mitsubishi è stato PERFETTO in tutti i 9.000 Km.

Raggiungiamo il parco Ngorongoro,  Tanzania: a noi tutti avevano detto che era bellissimo.  
A parte il panorama, senz’altro grandioso del cratere a noi è sembrata una fregatura da turisti!! Ben 450 US $ per entrare con la nostra macchina, 4 zebre e gnu assonnati, una valanga di turisti (quelli coi Toyota 12 posti dei tour operator) in fila a fare foto.
Alle 6 di sera si chiude e tutti fuori tipo zoo.
Forse perchè noi venivamo da parchi naturalistici dove gli animali abbondavano liberi,  dormivamo per 40 US $ dei bush camp e si sentiva di notte in lontananza il ruggito dei leoni, ma da Ngorongoro siamo rimasti proprio delusi e ce ne siamo andati via verso il Kenya.

E da qui raggiungiamo la nostra ultima tappa: Nairobi e poi il nostro rientro in Italia.

Alcuni dei nostri migliori scatti, per ripercorrere la nostra indimenticabile avventura  sono proposti in questo diario, per  condividere la nostra bellissima esperienza partita dal Sudafrica – una terra unica nel suo genere, oltre che magica.

Se stai pensando di organizzare anche tu il tuo viaggio Transafrica, e vuoi saperne di più scrivi a Giovanni Fabbrici da Coreggio: gfabbrici@alice.it
Voto utenti:
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
Il tuo voto:
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4

Lascia un commento

Letta l'informativa sul trattamento dei dati personali,

  • Alle attività di marketing

    Alle attività di marketing:
    Ovvero all’elaborazione e al trattamento dei dati da parte di Adventure4You per le finalità di marketing di cui al punto b) del paragrafo Finalità del Trattamento, con le modalità di trattamento previste, cartacee, automatizzate e telematiche, a mezzo posta ordinaria od elettronica, telefono e qualsiasi altro canale informatico.

  • Alle attività di profilazione

    Alle attività di profilazione:
    Ovvero all’elaborazione e al trattamento dei dati da parte di Adventure4You per le finalità di profilazione di cui al punto c) del paragrafo Finalità del Trattamento, relative - a titolo esemplificativo e non esaustivo - alle abitudini e propensioni al consumo, comportamento, consultazione e utilizzo del sito web.

  • Alla comunicazione a terzi per fini di marketing

    Alla comunicazione a terzi per fini di marketing:
    Ovvero alla comunicazione dei dati a società connesse o collegate a Adventure4You nonché a società partner delle stesse che li potranno trattare per le finalità di marketing di cui al punto d) del paragrafo Finalità del Trattamento, con le modalità di trattamento previste, cartacee, automatizzate e telematiche, a mezzo posta ordinaria od elettronica, telefono e qualsiasi altro canale informatico.

Cliccando sul pulsante di invio, confermo la richiesta del servizio indicato al punto a) dell’informativa, il consenso al trattamento dei dati per le finalità del servizio e con le modalità di trattamento previste nell’informativa medesima, incluso l’eventuale trattamento in Paesi membri dell’UE o in Paesi extra UE.

Invia il tuo commento

con i tuoi dati prima di inviare il commento.

Sei un organizzatore di viaggi avventura? Desideri essere visibile e inserire i tuoi viaggi nel portale Adventure4You? Registrati ora!
Conosci un preparatore fuori di testa? Segnalaci il tuo preparatore preferito, noi lo aggiungeremo al sito Adventure4You! Proponi il tuo!
Aggiungi e condividi il tuo itinerario! Inserisci!