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Thailandia in moto.

Secondopiano
  • Diario di bordo di Secondopiano Inserito il 23-04-2014
  • Destinazione Thailandia
  • Quando Dal 03-01-2014 al 31-01-2014
  • Avventura in: Moto
Thailandia in moto.
Da pattaya a kanchanaburi
Una moto nuova, un mese a disposizione, niente di programmato tranne 10 notti in una villa di Ao Nang e 7 giorni per raggiungerla.
 
giorno 03/01/2014
 
Dopo tre giorni di trasferimenti finalmente stamattina abbiamo recuperato la moto a Pattaya e siamo partiti verso la prima meta: Kanchanaburi.
Pattaya-Kanchanaburi 400 km, tutti di strada statale perchè qui le moto non possono viaggiare in autostrada. Per fortuna c'è stato un bel contrattempo, se no sarebbe stata una noia...Il nostro itinerario prevedeva il passaggio nel labirinto di Bangkok, ma non sarebbe stato un problema: abbiamo il gps..Però, dopo oltre 1 ora sulle tangenziali ci siamo accorti che il gps ci faceva girare in tondo! Provo a riavviarlo e si è anche messo a parlare thailandese! Ci fremiamo a comprare una mappa e a chiedere informazioni: la risposta è stata unanime:" Non riuscirete mai ad uscire da Bangkok!" Per fortuna abbiamo trovato un occidentale che parlava thai e ci ha organizzato un taxi. Si, un taxi! Abbiamo assoldato un mototaxi per farci strada fino alla periferia in direzione K-buri. FANTASTICO! Questo pazzo sfrecciava a 100 all'ora zigzagando fra le macchine e noi dietro a ruota. Peccato che lui aveva un motorino, noi una maxi moto. Dove lui passava comodo noi sfioravamo le macchine, sempre a 100 all'ora. Dopo 1 ora di "circuito cittadino" finalmente ci indica la statale 4 e saluta. Imbocchiamo la statale e poi ci troviamo a 1 bivio: sarà a destra o a sinistra? Prima del bivio c'è la centrale della polizia, ci fermiamo a chiedere. Il poliziotto non parlava inglese, ci ha fatto vedere la strada sulla sua mappa scritta in thai, ci ha offerto da bere e ci ha affidato al Buddha.. Alla fine ce l'abbiamo fatta, non nelle 4 ore previste ma quasi, solo 8 ore! Adesso siamo a dormire in un bungalow bellissimo proprio sulla riva del fiume Kwai. Vi direi il nome del resort, ma qui è tutto scritto in thailandese! In effetti siamo gli unici stranieri, i "farang" alloggiano tutti sull'altra sponda. Qui nessuno parla inglese ma ci hanno dato un numero di telefono: se dovesse esserci bisogno risponde un parente che forse un po' l'inglese lo parla. Ma non ci servirà, il "linguaggio internazionale dei segni" basta e avanza!
 
 
 
 
Get your kicks on route.. 323
Su e giù per le montagne di Kanchanaburi
 
giorno 04/01/2014
 
Oggi abbiamo percorso la route 323, che da K-buri porta al confine con il Myanmar. Un paradiso per bikers: salite, discese, curve e controcurve. Un manto stradale che in Italia ce lo sogniamo e che permette velocità a 2 zeri. Avremmo potuto godercela di più, ma la prudenza non è mai troppa soprattutto quando trovi cartelli di pericolo x attraversamento elefanti! Comunque anche l'attraversamento scimmie non è da sottovalutare...
Sul percorso trovi ogni genere di attrazione: grotte, cascate, laghi, siti archeologici. Oltre alla famigerata ferrovia della morte, quella del ponte sul fiume Kwai.
Siamo saliti fino al passo del fuoco infernale, quasi al confine, e poi abbiamo attraversato tutto il parco nazionale fino alle cascate di Erawan. Nonostante siano tra le attrazioni più gettonate abbiamo trovato decisamente poca gente. La mattina, quando tutti andavano alle cascate, noi eravamo al Hell Fire Pass. Il pomeriggio, quando i pullman di turisti lasciavano le cascate, siamo arrivati noi. Un tempismo perfetto!
 
 
 
 
Verso il mare
Da Kanchanburi a Hua Hin
 
giorno 05/01/2014
 
Partiti in mattinata da K-buri in direzione sud, abbiamo imboccato una superstrada che in poco più di 2 ore ci ha portato a Cha Am. Raggiungiamo il lungomare, buttiamo l'occhio sulla spiaggia, neanche scendiamo dalla moto e scappiamo inorriditi! Una tristezza fangosa che ricorda molto Pattaya, l'apoteosi della schifezza marittima. Tappa successiva a Hua Hin, una delle mete turistiche di lusso per i thailandesi. Forse il mare, a detta dei locali, è migliore. Ma noi abbiamo trovato un piccolo resort in una zona residenziale così carino che in spiaggia neanche ci andiamo.
Naturalmente anche questo è solo thai, non ha biglietti da visita e siamo gli unici stranieri.. Bellissimo..
Domani continueremo verso sud in cerca di un posto più tranquillo dove passare un paio di giorni, per oggi nessuno riuscirà a farci uscire dall'idromassaggio!
 
 
 
 
Da hua
hin a chumphon
Adesso siamo veramente al mare!
 
giorno 06/01/2014
 
Partenza in tarda mattinata da Hua Hin in direzione sud intenzionati a raggiungere Chuphon o qualunque bella località marittima. Il meteo non ci assiste e incappiamo nella prima pioggia del nostro viaggio che trasforma in fango tutta la polvere accumulata in questi giorni.
Il cielo si apre appena prima di Chumphon, così ci fermiamo presso un tempio a togliere un po' di fango, asciugare le tute antipioggia e fare il punto della situazione.
Decidiamo di proseguire ancora, passare Chumphon e guardarci attorno.
Così scopriamo Pak Nam, un piccolo villaggio sul mare con un grande golf club e un piccolo resort: starlight resort! Almeno questo ha un nome leggibile.
Tanto per cambiare siamo gli unici stranieri..
Qui non c'è piscina nè idromassaggio, solo 1Km di spiaggia tutta per noi. Incontriamo in un chiosco sulla spiaggia un australiano, il nostro primo contatto non thai dall'avventura di Bangkok. Ci dice che siamo i primi farang che vede in 15 giorni. Lui, che viene in Thailandia da 27 anni, è sempre in fuga dal turismo di massa e ha scoperto Pak Nam solo due anni fa. Anche se ormai anche qui si sta sviluppando velocemente crede che rimarrà un posto tranquillo per almeno altri 2 anni. 
Ora ci godiamo 2 giorni di relax e poi si torna in montagna verso il Myanmar.
 
 
 
 
Nuovi amici
Un piacevole incontro con dei bambini del luogo
 
giorno 07/01/2014
 
Premessa, io che sono di carnagione molto chiara, spesso rasato quasi a zero e con un lungo pizzetto biondo ormai tendente al bianco ricordo vagamente i demoni cattivi in tante culture orientali ed africane. Così spavento i bambini...
Questa sera, mentre ci godevamo la calma sulla veranda del nostro bungalow, vediamo passare dei bambini che ci guardano incuriositi. Li salutiamo e il più grande si avvicina, seguito dai piccoli. Offriamo loro del chewing gum, tutto ciò che avevamo, e conquistiamo la loro fiducia. Si vede che da queste parti ci sono ancora pochi farang.
Il più piccolo ci mette un po' ad avvicinarsi ma poi, incoraggiato dagli amici, si decide anche a toccarmi. In Gambia qualche anno fa i bambini di un compound ci hanno messo una settimana prima di avvicinarsi a me!
Non so se è stato un segno di ospitalità o un modo per aggraziarsi il demone, ma i bambini sono corsi via per tornare subito dopo con del cibo per noi! Un piatto di carne macinata, del riso e un piatto di noodles. Naturalmente abbiamo dovuto mangiare..
Il problema non era la qualità o la provenienza del cibo, ma la piccantezza! Ho insistito per condividere il cibo con loro che hanno mangiato come se niente fosse, noi invece eravamo sudatissimi, con la bocca in fiamme e senza più facoltà di parola.
Però abbiamo mangiato tutto, mai respingere l'ospitalità anche a costo delle papille!
 
 
 
 
Da chuphon a ranong
Una novità dietro ogni curva
 
giorno 08/01/2014
 
Partiti da Chumphon verso Ranong con qualche perplessità, abbiamo scoperto un angolo magnifico della Thailandia. La regione di Ranong è tra le più piovose del paese pare che nel 2006 siano caduti oltre 6 metri di pioggia! X fortuna è una giornata bellissima.
La strada, come al solito, variava fra tratti bellissimi e altri stupendi, immagino già lo shock quando tornerò a guidare sui rappezzi italiani. Per la prima volta dopo anni di strade indocinesi abbiamo trovato 2 tornanti! ..ovviamente non segnalati, infatti non credo che siano contemplati dalla viabilità thai.
Qui inizia la parte islamica della Thailandia e la cosa che ci ha colpito sono le ragazze che sfrecciano sulle strade in motorino con il velo in testa che non si scompone. Chissà come lo fissano, sembra più rigido di un casco.
Anche qui si trovano attrazioni a ogni chilometro, grotte, cascate e punti panoramici. C'è anche un grosso mausoleo presso le iscrizioni di Rama V. Rama V, che io ho bonariamente soprannominato "il vandalo", (non me ne vogliano i fedeli..) ha lasciato scritte in ogni angolo del paese. Alcune minori e altre, come questa, venerate come scritture divine.
La cosa più strana che abbiamo trovato è un faro in collina, l'Andaman Gateway, presso una frontiera col Myanmar, dove i due stati sono separati da un piccolo corso d'acqua, ma decisamente lontano dal mare. Siamo anche saliti in cima al faro e vi
assicuro che il mare non si vede! Percorrendo la strada ad un certo punto abbiamo visto le indicazioni per il Ranong Canyon, pensando fosse una vallata stretta scavata fra i monti abbiamo deviato in cerca di frescura. Invece il canyon è un "cenote", per dirlo alla messicana, cioè un lago chiuso formato da una sorgente sotterranea in una formazione carsica. Il posto più pacifico dove sia mai stato in vita mia, se avessimo avuto 2 amache ci saremmo anche fermati per la notte! La particolarità del canyon è che, pur sembrando uno stagno immobile e silenzioso, è sovrappopolato da ogni genere di pesce. Basta gettare in acqua un pugno di mangime (in vendita nell'unica bancarella) per trasformare la calma in un ribollire frenetico dell'acqua con migliaia di pesci che si contendono il cibo.
Lasciamo a malincuore il canyon e torniamo a valle in cerca di un alloggio per la notte.
Passiamo Ranong e ci avviciniamo alla costa nei pressi di una riserva naturale di mangrovie. Qui vediamo le indicazioni per Hat Bang Ben, un nome facile che ci piace e ci avviamo in quella direzione. 
 
 
 
 
Hat bang ben
Dove il dramma dello tsunami è ancora un ricordo indelebile.
 
giorno 09/01/2014
 
In questo piccolo villaggio di pescatori vicino alle mangrovie troviamo un resort gestito da un olandese arrivato qui 25 anni fa. Abbiamo il nome! Wasana resort.
Qui, dopo giorni di viaggio, abbiamo finalmente potuto comunicare facilmente, chiedere informazioni e condividere le nostre esperienze.
Il gestore ci ha mostrato l'album fotografico del suo resort prima, durante e dopo lo tsunami: decisamente impressionante.
Mi sono sentito in dovere di fare la stessa domanda che ho fatto in Sri Lanka: "gli aiuti umanitari?" ..e ho avuto la stessa identica risposta..
Buona parte dei volontari sono venuti in vacanza gratis, a mangiare, bere e alloggiare in strutture di lusso. Gli aiuti non erano per la popolazione ma quasi esclusivamente per i turisti. Giravano tanti soldi, ma non per chi ne aveva veramente bisogno. Infatti sono serviti principalmente per costruire, non ricostruire, hotel e ville principesche. Per mostrare all'opinione pubblica che gli aiuti erano concreti hanno comprato e donato tante, troppe barche, il 50% in più di quelle già presenti. Peccato che durante lo tsunami i pescatori erano al largo e non hanno subito danni alle barche, ma sulla terraferma non avevano più nulla. Qui serviva acqua potabile, vestiti, cibo, alloggi, oltre a tanta mano d'opera per ripulire tutto. Ma nulla di tutto questo è arrivato.
Lui, come tanti altri della zona, ha mandato via i volontari perchè erano già abbastanza disastrati così e non avevano di certo bisogno dei parassiti.
Alla fine ha ricevuto un risarcimento: ha subito danni per parecchi milioni e sono rientrate solo poche migliaia.
Così, dice lui ma non solo lui, non fatevi fregare da chi chiede soldi per aiutare i popoli disagiati, qualunque sia l'organizzazione. È tutta una farsa per riempire le solite tasche.
Se volete veramente aiutare il terzo mondo, pagatevi il viaggio e andate sul posto, rimboccatevi le maniche ed eventualmente donate soldi personalmente a chi ne ha veramente bisogno.
Chiudiamo questa triste polemica e torniamo al nostro viaggio. Domani si parte in direzione Phuket.
 
 
 
 
Phuket non ci vuole
Un acquazzone ci ferma alle porte di Phuket, 2 volte.
 
giorno 10/01/2014
 
Lasciamo Hat Bang Ben e proseguiamo a sud verso Phuket. Arrivati in prossimità del ponte di accesso all'isola ci danno il benvenuto delle gocce di pioggia grosse come gavettoni, immediata l'inversione a U e via di corsa in cerca del sereno.
Risaliamo di pochi chilometri la costa ovest, imbocchiamo una stradina a sinistra e ci ritroviamo a costeggiare un'immensa spiaggia deserta con tante, ma tante, superville. Aiuti umanitari? Credo proprio di si...
Il villaggio di baracche dietro le ville si chiama Khok Kloi, o almeno così dovrebbe dato che è tutto scritto solo in thai.
Qui troviamo un'insegna che indica un beach resort all'interno del bosco, dalla parte opposta del mare. Mah! Sarà un cartello riciclato, non sarebbe la prima volta che ci capita.
Troviamo il resort: non si capisce bene cosa sia, sembrano delle scuderie trasformate in motel. Ogni loculo ha il suo posto auto coperto per un totale di 6 loculi.
Perplessi ma abituati a cose ben peggiori ci fermiamo per la notte.
Bisogna comunque dire che il posto non fa totalmente schifo,
è trasandato ma pulito e senza insetti, la camera è provvista di tv, frigorifero, acqua calda e climatizzatore.
Mancano le lampadine, ce n'è giusto una che illumina il minimo indispensabile. Non c'è neanche la chiave della porta ma in compenso c'è un bravo cane da guardia.
Come al solito siamo gli unici stranieri e nessuno parla inglese, e la cosa inizia veramente a piacerci.
La sera riproviamo a dirigerci verso Phuket per cena, questa volta riusciamo anche ad attraversare tutto il ponte prima di farci sorprendere ancora dalla pioggia e scappare indietro.
Forse è meglio così, ci siamo tanto abituati alla solitudine e alla tranquillità che l'impatto col turismo di massa può essere traumatico.
Domani ci aspetta l'ultima tappa prima dei 10 giorni di relax in una villa di Ao Nang.
Krabi, arriviamo!
 
 
 
 
Da "quasi phuket" a krabi
Attraversando una delle zone più affascinanti della Thailandia
 
giorno 11/01/2014
 
Eccoci all'ultima tappa del viaggio di andata, destinazione Ao Nang attraverso Phang Nga.
La provincia di Phang Nga è a mio parere una delle più belle di tutto il paese, la famosa zona dei faraglioni. Mare bello, isole uniche nel loro genere, ma l'entroterra fatto in moto è qualcosa di spettacolare.
La statale n.4 che attraversa la regione con due carreggiate a tre corsie, nei pressi di Phang Nga diventa una stradina di montagna che si inerpica tra valli strette e ombrose. Il traffico si devia su una strada minore, ma più comoda, per poi ricongiungersi sulla statale quando il meglio è già passato.
Così abbiamo potuto godere di un percorso stile montagne russe assolutamente senza traffico. Abbiamo dei bellissimi video, ma da qui non posso caricarli, così peggio per voi..
Quando finiremo il soggiorno ad Ao Nang torneremo indietro verso Phuket solo per passare ancora da qui. Magari faremo anche delle foto da pubblicare.
Entrati nella provincia di Krabi abbiamo una brutta sorpresa: la viabilità è senza senso, la segnaletica pure e gli automobilisti sono i peggiori mai incontrati. C'è veramente da aver paura, la segnaletica orizzontale è sbiadita e si vedono solo i rilevamenti della polizia fatti col gesso dopo gli incidenti. Troppe sagome di moto disegnate per terra. Abbiamo anche trovato 3 diversi tipi di rotatoria in pochi chilometri: quella normale con precedenza a chi è già immesso, quella invertita con precedenza per chi si immette e quella senza indicazioni dove vige la legge della jungla. Ecco il perchè di tanti incidenti, chi ha progettato la viabilità è uno psicopatico! 
Dimenticavo, hanno rifatto molte strade, belle e larghe accanto alle vecchie che ormai sono scomparse nella vegetazione. Hanno però dimenticato di spostare i lampioni, così la sera ci sono le strade buie e la giungla illuminata! 
Cortesemente, internate quell'ingegnere incivile...
 
 
 
 
Ao nang e le sue spiagge.
C'è ancora chi ha il coraggio di definirle incontaminate.
 
giorno 16/01/2014
 
Tutta la costa di Krabi è un susseguirsi di baie e spiagge, ma pare che nella zona di Ao Nang ci siano le migliori. Ne abbiamo visitate alcune ed ecco i nostri commenti.
Le tre più famose sono su un promontorio raggiungibile solo via mare, e sono Railay, Tonsai e Phra Nang.
Tonsai è la meno bella ma la nostra preferita, una piccola baia frequentata da scalatori e hippies. I primi godono delle pareti a strapiombo sul mare, i secondi della possibilità di campeggiare liberamente e senza polizia...
A noi piace per la tranquillità: poco traffico di barche, zero venditori. Facile da raggiungere in quanto prima fermata a richiesta delle taxi boat per Railay, difficile da lasciare proprio per la carenza di barche.
Railay: bella, sabbia fine e mare cristallino. Appena scesi dalla barca siamo stati subito importunati dalle massaggiatrici da spiaggia, e così via ogni 10 minuti. 
Tra l'altro il massaggio in spiaggia è tutta una bufala. Il vero massaggio tradizionale thailandese fatto da persone qualificate e diplomate è tutta un'altra cosa.
Railay è divisa in due baie distinte e in ognuna di esse approda ogni 2 minuti una rumorosissima taxi boat, oltre ai battelli dei tour organizzati. Baia est barche da/per est, baia ovest barche da/per ovest. Entroterra colmo di negozi, bar ristoranti e resort. Mancavano solo ombrelloni e
moto d'acqua e sarebbe stato un girone infernale. Stufi del rumore e delle massaggiatrici siamo scappati dopo un'ora.
Le due Railay sono separate da Phra Nang, una baia splendida.
Sabbia bianca, acque turchesi piene di pesciolini, faraglioni imponenti escono dal mare a pochi metri dalla riva. Uno scorcio da cartolina.
Se la riva non fosse occupata da decine di barche e battelli che arrivano da entrambe le direzioni con il loro frastuono e fumo nero, se alle 9 del mattino non ci fossero già più di mille bagnanti in un fazzoletto di spiaggia e se tutto l'entroterra non fosse proprietà privata di un resort sarebbe un vero angolo di paradiso. Qui ci siamo stati 10 minuti e poi abbiamo pagato profumatamente un barcaiolo per portarci via immediatamente.
Qui al largo ci sono arcipelaghi dichiarati parchi naturali raggiungibili con taxi boat o tour organizzati, prima di visitarli ho letto un po' di recensioni: chi descrive Railay come una spiaggia incontaminata ha trovato le isole troppo affollate e sporche. Noi che consideriamo Railay incontaminata come una piazzola dell'autogrill come potremmo apprezzare le isole?
 
 
 
 
Ao nang e le sue spiagge 2
Come rovinare una spiaggia per abbellire tre autogrill
 
giorno 18/01/2014
 
Secondo resoconto sulle spiagge nei dintorni di Ao Nang.
Il lungomare di Ao Nang, ha ovviamente una spiaggia. Non è assolutamente tra le migliori e neanche pretende di esserlo, dopotutto chi andrebbe al mare in città e dove partono tutte le barche per le isole? Forse neanche è balneabile tranne nella parte più a est che rimane lontano sia dal traffico cittadino che da quello marittimo.
È però sufficiente girare l'angolo verso ovest per trovare Noppharat Thara beach.
Una spiaggia vera, nuda, senza palme ma a ridosso di una passeggiata all'ombra degli alberi. Almeno un paio di chilometri di tranquillità infatti, pur essendo lambita dalla strada litoranea, è decisamente silenziosa. 
Oltre la strada ci sono hotel, resort, bar e ristoranti. Ma sono oltre la strada, non sulla spiaggia. Se hai fame o sete c'è un continuo viavai di venditori sulla passeggiata, non in spiaggia, devi solo alzarti e camminare 10 metri. All'ombra degli alberi trovi gazebi e panchine dove fermarti a pranzare all'ombra. Continuando a ovest, verso la fine della spiaggia, c'è un isolotto coi faraglioni raggiungibile anche a piedi. 
Cosa vorresti più di così? La sabbia... sull'isolotto ci sono le ruspe che portano via la sabbia bianca per caricarla sulle chiatte che la portano a Railay. Così Railay resta comunque uno schifo per il sovraffollamento e Noppharat Thara non sarà mai bella come meriterebbe.
Ormai il nostro soggiorno ad Ao Nang volge al termine, fra pochi giorni salteremo in moto e partiremo verso nuove mete. Prossima tappa Phuket (ci riproviamo) ma è solo una scusa per rifarsi le curve di Phang Nga altre 2 volte, perchè la nostra prossima meta dovrebbe essere Surat Thani, esattamente dalla parte opposta!
 
 
 
 
Da ao nang a phuket via phang nga
Prendi una reggia, mettici i maiali e diventerà un porcile.
 
giorno 20/01/2014
 
Mea culpa...Il nostro navigatore spirituale ci aveva avvisato, ma noi non l'abbiamo ascoltato e siamo andati a Phuket. Il primo impatto ha risvegliato in me ricordi lontani: l'odore di tampa dei vicoli di Bogliasco quando i miei nonni mi portavano in Liguria negli anni 70, il grattacielo di Cesenatico di quella volta in cui sempre i nonni mi hanno portato a Riccione.. per non parlare dei travestiti che vedevo battere al cimitero monumentale quando lavoravo a Milano.
Ah, nostalgia canaglia...
Non parliamo del traffico, anzi parliamone: ho il pollice sinistro indolenzito dalla frizione della moto per i troppi cambi prima/seconda, Bangkok è molto più scorrevole.
Oggi ho riassunto Phuket in una massima: "Prendi una reggia, riempila di maiali e diventerà un porcile".
Quest'isola doveva essere molto bella 30 anni fa, oggi è semplicemente uno schifo. Le spiagge ci sono ancora, anche il mare non è malaccio, ma ormai è tutto infestato da ombrelloni, sedie sdraio, moto d'acqua, parasailing e ogni genere di oscenità che dovrebbe essere bandita per il bene dell'umanità.
Ho visto ancora un po' di cara vecchia natura oggi pomeriggio sul lungomare di Patong: una pantegana da chilo che trotterellava felice tra le auto parcheggiate.
Oggi abbiamo girato la costa sud-ovest:
Rawai, Kata, Karon, Patong, Kamala, Surin e Bang Tao. Un posto peggio dell'altro. Certo, se guardi bene sotto sotto sono baie bellissime, ma anche se guardi una merda in un prato sotto sotto c'è l'erba! Già che siamo in ballo, balliamo: abbiamo fatto quelli veri, aperitivo sul lungomare di Patong, cena al ristorante italiano.. ci mancano solo 2 puttane e abbiamo preso il pacchetto all-inclusive.
Allego foto delle varie baie, non le ho neanche guardate e le ho fatte a casaccio col tablet, spero rendano l'idea. Domani mare a Karon, che sembra il meno peggio, poi serata in vita. Stasera no, siamo distrutti e andremo a nanna presto.
Già mi manca la Thailandia, quella vera, quella bella. Allego ancora due foto di Phang Nga: la sosta dal Buddha che protegge i viaggiatori e uno scorcio delle colline.
 
 
 
 
In spiaggia a karon
Karon dimonio..
 
giorno 21/01/2014
 
Sveglia tardiva, verso le 8, dopo una notte cullata da 2 diversi concerti rock dei locali sulla strada nonostante i quadrupli vetri. Uno sarebbe stato ok, ma 2 sovrapposti erano un po' fastidiosi. Usciamo per colazione in un paese ancora chiuso e andiamo verso il locale consigliato dalla guest house: 189 baht a testa per la colazione a buffet. Ma noi con 189 baht ceniamo in 2! Infatti era il raduno degli obesi che qui risparmiano. Cerchiamo un altro locale e mangiamo bene e tanto per un totale di 175 baht. 
Raggiungiamo la spiaggia alle 10 e troviamo posto sotto gli ombrelloni in ultima fila. Mi sento un pollo da batteria qui in fila come tutti sui lettini. 
Il mare è bello, pulito coi pesci. La spiaggia è soffice credo grazie ai milioni di mozziconi di sigaretta, al posto delle conchiglie ci sono tappi di bottiglia, al posto delle alghe i sacchetti di plastica. La spazzatura vera è però ordinatamente abbandonata qui dietro tra gli alberi. 
Ecco la prima rompiballe! Occhiali da sole.. e siamo qui da 5 minuti. Ecco la seconda! Mais bollito, e siamo qui da 5 minuti e 5 secondi. Ecco la terza! Vestiti, dopo altri 30 secondi. Ora passano con parei seguiti da ombrelli parasole, poi flauti.
Ci accorgiamo di essere gli intrusi in questa spiaggia perchè siamo gli unici che non abbiamo la cinghia elastica per fissare l'asciugamano al lettino: come siamo indietro... 
Paola si chiede: perchè venire qui in vacanza? 
C'è un traffico impossibile, puzza, rumore, devi far la fila per tutto, stare incolonnato, sopportare i "vu cumprà" ,il nervosismo aleggia nell'aria, l'atmosfera è cittadina. Come puoi rilassarti? Ecco perchè tanti tornano dalle ferie più stressati di prima. 
Mentre scrivo sono passati venditori di costumi, noccioline, scopette, cuscini e bandane. Ecco quella dei tour che ancora mancava. Dove sono coccobello e "vu spalmà"? Mi sto preoccupando, ma passa il valigiaro, chiederò a lui. Ecco gli elefantini di legno!
Ogni anno porto inutilmente in viaggio le cuffiette per la musica e non le ho mai usate, oggi sono la salvezza: occhiali neri e cuffie isoleranno dal mondo. Giraffe di legno e gelati! Mi sento come un cucciolo di foca circondato da famelici squali venditori. Guarda! Una cosa positiva! Dei simpatici passerotti cercano cibo nella sabbia: almeno non sono piccioni..
 
 
 
 
Parentesi antropologica
Chissà se qualcuno ha già studiato questo strano fenomeno.
 
giorno 21/01/2014
 
Dopo 2 ore bellissime immerso nella musica apro gli occhi, mi guardo in giro e realizzo: ma che gente frequenta questi lidi? È incredibile, il 90% sono malamente sovrappeso, non è costituzione fisica ma inciviltà alimentare. Facce imbruttite dai radicali liberi grossi come cavalli che qui galoppano felici tra gli ombrelloni. Uomini e donne riempiono di birra ghiacciata le loro pance sformate. Dalla mia posizione vedo circa 120 persone in fila sulle sdraio: perchè noi siamo gli unici che si sono procurati un contenitore per la nostra (poca) immondizia? Ok, lo so, io sono una mosca bianca, vivo a "impatto -1" cioè porto sempre via dalla spiaggia più immondizia di quanta ne produca. Ma tutti questi potrebbero almeno usare le loro bottiglie vuote per i loro mozziconi di sigaretta, no?
La cosa più incredibile è che invece le nostre spiagge preferite sono sempre popolate da gente più o meno magra, ma comunque non deformata, con facce belle e sane indipendentemente dall'età e dalla costituzione. Gente che quando lascia la spiaggia lascia pulito. 
Ad
esempio a Tonsai (quella di Ao Nang, perchè ci sono Tonsai ovunque) organizzavano anche il giorno di pulizia della spiaggia e della jungla a cui tutti partecipavano. Con gare di differenziata, premi e grande festa finale. 
Chissà se mai qualcuno ha studiato questo fenomeno: la gente brutta si raduna in branchi enormi in luoghi sporchi e rumorosi, la gente bella invece crea piccoli gruppi in luoghi puliti e pacifici.
 
 
 
 
Da karon a khao sok
Non capita tutti i giorni di scrivere un diario sdraiato in un'amaca a 12 metri di altezza
 
giorno 22/01/2014
 
Oggi giornata pesante. Reduci da una lunga e impegnativa nottata al go-go bar sotto casa, siamo partiti di prima mattina ancora confusi in direzione nord.
Già la nostra condizione fisica era precaria, in più ci siamo fatti 160 Km su 195 in totale con un vento laterale fortissimo che alcune volte non solo spostava la moto, ma la alzava. Non vi dico la fatica..Abbiamo deciso di puntare verso Surat Thani, a est, passando però attraverso il parco di Khao Sok. Quindi abbiamo veleggiato a nord-ovest passando prima da Khao Lak (ce n'è una anche in Senegal), località di mare splendida, e poi abbiamo raggiunto Takua Pa, che dal nome sembra un'isola delle Samoa.. Qui abbiamo girato finalmente a est levandoci il vento di lato e abbiamo raggiunto controvento Khao Sok  dove ci fermeremo 2 giorni. Alloggiamo al Tree House Resort in una casa sull'albero in mezzo alla jungla.
Che spettacolo! Qui le formiche sono lunghe 3 cm, ma sono l'ultima delle preoccupazioni. Infatti nella jungla girano serpenti, scimmie, cinghiali, daini e leopardi.
Per non parlare degli imbianchini volanti! Me ne è appena passato uno sopra la testa.. Ora mi spiego meglio: in alcuni punti sopra le case ci sono dei tralicci molto alti collegati da cavi di acciaio. È una comoda via aerea per raggiungere le varie zone del resort: metti la tua imbracatura e via verso il ristorante! Quello che mi è appena passato sopra aveva in mano secchio di vernice e pennello..
Non vediamo l'ora che venga sera per goderci il frastuono della natura, peccato che non ci sia la luna piena.
 
 
 
 
Khao sok national park
Ma che bello il pipistrello
 
giorno 23/01/2014
 
Oggi l'abbiamo presa comoda. Sveglia alle 7, ed eravamo i penultimi, colazione e poi gita in canoa sul fiume.
Dato che consigliano di andare al fiume presto per (magari) vedere gli animali, noi abbiamo pensato bene di andarci alle 10 del mattino.
Così abbiamo dato il cambio a quel gruppetto di persone che abbiamo visto correre via di tutta fretta alle 7.30, loro rientravano e noi uscivamo.
Gli animali che con un po' di fortuna si possono vedere sono scimmie, serpenti, elefanti. Di scimmie ed elefanti ne abbiamo già incontrati tanti, i serpenti invece dormono sugli alberi quindi si possono vedere a qualunque ora.
Così ci siamo veramente goduti una discesa sull'acqua completamente da soli, nella quiete assoluta. Gli unici mammiferi incontrati sono stati dei russi che stavano ingaggiando dei barcaioli per una gita sulle zattere di bamboo, ma li abbiamo passati prima che loro partissero.
Bello, sembrava una Valgrande ( Verbania, Italy) navigabile ma più calda e con colori diversi perchè qui in Asia l'acqua dei fiumi tende sempre al marrone, anche quando è azzurra.
È stato così rilassante che mi è anche venuto sonno!
Non pubblico foto perchè non ho portato il solito tablet ma la videocamera impermeabile, quindi per foto e video dovete aspettare il nostro ritorno.
Programmi per il resto del giorno: nessuno! Relax in amaca ad altezza vertiginosa.
Dopocena in paese, se così si può chiamare la strada d'accesso al parco, con un insolito incontro: un pipistrello che mangiava le zanzare direttamente dalla mia maglietta e dalle mie orecchie mentre io bevevo una birra seduto al bar. Ad un certo punto me lo sono trovato in braccio!
Bello! Fino a ieri i pipistrelli non mi stavano particolarmente simpatici, ma dopo averne conosciuto uno ed aver scoperto che sono caldi, soffici e delicati ho cambiato idea.
Non si attaccano neanche ai capelli, ma forse perchè non ne ho più?
 
 
 
 
Da khao sok a ratchaprapha e poi a nord ancora a chumphon
 
giorno 24/01/2014
 
Lasciato il parco di Khao Sok ci siamo indirizzati verso la diga di Ratchaprapha che forma il lago di Khao Sok al
centro del parco.
Ci aspettavamo una diga di stile alpino dato che ci sono montagne alte 1000mt. Invece è un insieme di piccole dighe (noi ne abbiamo viste solo 5) che, chiudendo una serie di vallate, creano un grande lago molto frastagliato con tante piccole isole circondato dalle montagne. È una struttura nata negli anni '80 per la produzione di energia elettrica e concepita in maniera ottimale. Le turbine sono ben nascoste, il lago è balneabile e navigabile e tutto attorno hanno creato delle belle strutture ricettive. Passati i controlli di sicurezza all'unico ingresso si accede ad un'area immensa perfettamente curata con giardini e strade impeccabili. Ben inseriti nel paesaggio ci sono resort di ogni categoria e per ogni budget, un bel campo da golf, spiagge, campi da calcio, tennis, zone pic nic ed aree panoramiche. Parcheggi immensi in più punti del parco danno l'idea di che infinità di gente questo posto ha la potenzialità di ricevere, però è vuoto. Vuoto.. È così dispersivo che di gente ce n'era ma non si vedeva. 4 bus di scout, altrettanti di turisti, qualche minibus e alcune auto private occupavano una piccola parte del parcheggio turistico, lontano dai resort, e il posto sembrava comunque deserto. Era nostra intenzione fermarci per la notte ma poi la zona ci sembrava fin troppo finta per essere in un parco naturale così abbiamo proseguito senza meta.
Volevamo andare a Phun Phin perchè ci piaceva il nome e da cui parte una ferrovia che finisce ancora nel parco, ma poi abbiamo visto che era in una zona troppo trafficata con aeroporto e base militare, così proseguendo ci siamo ritrovati ancora a Chumphon. Quindi sosta ancora a Pak Nam ma in un resort all'interno e non sul mare. Oggi c'è vento e mare mosso, così abbiamo preferito evitare la camera sulla spiaggia. E soprattutto avevamo notato questo posto carino già all'andata.

A proposito, devo chiedere scusa per le eventuali inesattezze o terribili fesserie che potrei scrivere riguardo i luoghi visitati: Per evidenti motivi di spazio giriamo senza la cara Lonely Planet, inoltre capisco 6 parole di thai e ho spesso a che fare con scritte solo in lingua locale. Ho potuto comunicare in inglese in maniera accettable solo a Phuket, ma non c'era molto da chiedere. Tutte le altre nozioni le ho avute comunicando con gesti, foto, disegni e in alcuni casi anche mimando
 
 
 
 
Da chumphon a hua hin
Anche Sua Maestà soggiorna qui.
 
giorno 26/01/2014
 
Oggi sveglia alle 7 e partenza immediata per Hua Hin, vogliamo arrivare presto e farci l'ultimo giorno di mare. Domani saremo a Pattaya e sarà meglio star lontani dalla spiaggia se non vogliamo malattie. Ci hanno consigliato di cercare alloggio vicino all'Hilton che è sulla spiaggia e nel centro della vita notturna. Ci addentriamo nei vicoli e troviamo una camera con TV e aria condizionata in uno dei posti peggiori della città, almeno spero, perchè peggio di così non è umanamente concepibile. E pensare che a 10 minuti da qui c'è quel paradiso che abbiamo scelto all'andata.. Ma va bene così, un cucchiaino di merda ogni tanto poi fa sembrare più dolce anche lo zucchero. Lasciamo tutto in camera e corriamo al mare, proprio sulla spiaggia sotto l'hotel Hilton, di cui allego la foto. Si sente che è una zona di lusso, non c'è puzza di fogna! Vicino a noi si ferma una coppia di nonni con cui facciamo due chiacchiere: lui, che lavorava qui nell'industria del latte e conosce bene la zona, ci ha detto che questa è la spiaggia più bella e tranquilla. Certo, qui è tutto cambiato e non è più bello come prima, ma loro sono affezionati a Hua Hin e dopo un po' di belle vacanze passano sempre qui per l'ultima settimana di mare. Le acque davanti a noi sono presidiate dalla marina militare, anche le strade sono piene di posti di blocco: abbiamo saputo che c'è Sua Maestà Rama IX in vacanza proprio qui. Dopo la spiaggia un giro in centro: bello, si vede che il turismo locale aveva la prevalenza. Vicoli stretti e tutto ammassato, ma pulito. Niente puzza, al contrario di Phuket che era avvolta da una nuvola di fogna. Se proprio dovessimo scegliere una località turistica di massa Hua Hin sarebbe indubbiamente la candidata n.1. E ci viene anche il Re!
 
 
 
 
21 guest house
Umanamente impossibile
 
giorno 26/01/2014
 
Abbiamo dovuto lasciare la camera dopo che un topo mi ha fatto la cacca in testa e uno sciame di
parassiti aveva colonizzato i nostri caschi.
Se proprio volete soggiornare in questa regal residenza: 21 guest house, Hua Hin.
 
 
 
 
Da hua hin a pattaya
This is the end, my friend.
 
giorno 27/01/2014
 
Eccoci di ritorno a Pattaya, paese natìo della nostra brava compagna di viaggio, la moto.
Dopo una bella serata a Hua Hin ci siamo svegliati alle 7 pronti per partire. Scendiamo al bar della guesthouse ed è ancora chiuso. Facciamo colazione dai vicini e aspettiamo qualcuno per restituire le chiavi della camera e partire, ma all'alba delle 9 era ancora tutto chiuso! 
Stanchi di aspettare abbiamo lasciato le chiavi in camera e ce ne siamo andati.
Via dritti verso la sfida di Bangkok armati di mappa e gps e questa volta eravamo sicuri di passarla indenni: su a nord sulla 4, imboccare la 35 fino alle porte di Bangkok, deviare a destra sulla circonvallazione 9 e alla prima uscita ancora a destra sulla 3 fino a Pattaya.
E ci siamo persi...
Qui c'è lo zampino dello psicopatico di Krabi, non c'è dubbio.
Per girare a destra sulla 9 bisogna uscire a sinistra, imboccare la 9 in senso opposto e fare inversione a U in corsia di sorpasso. Dopo tutto questo ci troviamo a un trivio: una via è per l'autostrada, le altre 2 non hanno numeri e indicano due nomi che non ci sono neanche sulle mappe.
Ne scegliamo una col 50% di probabilità di indovinare.. e sbagliamo.
Quindi esci dalla superstrada, fai inversione a U, rientra nella 35, esci a sinistra sulla 9, un'altra inversione a U, prendi la seconda strada e comunque sbagli. Infatti la 9, che è segnata sui cartelli sia in verde (superstrada) sia in blu (autostrada) in quel tratto è solo un'autostrada e le moto non possono entrare. Come se non bastasse a Bangkok non esistono indicazioni per uscire dalla città..
A questo punto sfoderiamo il gps che, oppresso dal peso della responsabilità, si è ammutolito.
Così ripartiamo, io al volante e Paola dietro con in mano il tablet mi dava indicazioni.
Nonostante le indicazioni della Paola siamo riusciti a uscire dalla città, in 2 ore invece che 20 minuti, ma ce l'abbiamo fatta!
Ma il peggio doveva ancora venire: un traffico di mezzi pesanti esagerato, camion in panne che mettono un secchio di plastica per terra invece del triangolo, lavori stradali non segnalati dietro le curve o nascosti dai dossi, pezzi di copertone ovunque, la guida senza regole e senza limiti di tutti, autoarticolati inclusi e i conseguenti incidenti.
4 ore per fare da Bangkok a Pattaya quando di solito basta 1 ora e 1/2
Siamo arrivati sani, salvi ma distrutti.
Appena sceso dalla moto, ancora vestito col casco in mano e la faccia nero fumo, mi si avvicina un mototaxi che mi chiede se volevo un passaggio: mi sono sentito in dovere di mandarlo affantour..
 
 
 
 
Doverosi ringraziamenti
Un sentito ringraziamento al popolo thailandese. Ci vuole una gran pazienza a sopportare noi farang.
 
giorno 28/01/2014
 
Vorremmo ringraziare il popolo thailandese, in particolare il ramo buddhista.
Grazie per la vostra gentilezza sempre spontanea, per la disponibilità, per i sorrisi.
Grazie per tutte le volte che ci avete visto in difficoltà e vi siete offerti per aiutarci.
Grazie per tutte le indicazioni che ci avete dato in thailandese. Non le abbiamo mai capite subito, ma proseguendo sulla strada ricordavamo i vostri gesti e capivamo tutto!
Grazie per l'olio della catena, fin troppo. Ogni volta colava per giorni.
Grazie dei fiori, della sambuca, della tequila alla rosa, del beverone al whisky e del latte al cioccolato.
Grazie dell'acqua!
Grazie del riso con la carne piccante, in quel caso grazie soprattutto del riso..
Grazie delle noodles, dei ravioli dolci, della mela.
Grazie anche per quella cosa che poteva essere thè, spero, perchè noi l'abbiamo bevuta invece di lavarci le mani.
Grazie per la salviettina rinfrescante, per la password segretissima del WIFI attaccata con un post-it fuori dalla porta.
Grazie per averci fermato un baht taxi e per non averci detto dove scendere, potevamo arrivare in Cambogia per 20 baht a testa.
Ma soprattutto grazie della vostra infinita pazienza, sopportare noi farang è uno sporco lavoro.
Un ultimo grazie a Sua Maestà Rama IX, Re Bhumibol Adulyadej. È sempre bello vederti in TV, vecchio mio.
Volevamo comprare il tuo calendario nuovo ma era già andato a ruba, neanche fossi Belen.
 
 
 
L'inizio
della fine.
Non andate via, aspettate i titoli di coda!
 
giorno 29/01/2014
 
Il racconto è finito, salvo sorprese dell'ultima ora, ma non il diario.
Mancano ancora delle foto e dei video, qualche ora di lavoro al PC che farò appena tornato.
Perchè la nostra Thailandia non è tutta qui, c'è ancora un mondo da pubblicare.
 
 
 
Tiriamo le somme
2200Km preventivati, 3980 percorsi.
 
giorno 02/02/2014
 
Eccoci a casa, già da un paio di giorni.

E' venuto il momento di fare il bilancio del viaggio.


Iniziamo subito dai costi: La moto conviene! 

Il modo classico per girare la Thailandia con un piccolo budget è viaggiando coi mezzi pubblici che sono affidabili ed economici e utilizzare i taxi collettivi per gli spostamenti in città. 

Però ogni tratta in taxi costa €0,50 a persona e uno spostamento lungo in bus può costare €5-10. aggiungiamo le gite da €10-12-15: se stai in giro un mese e vuoi vedere qualcosa i costi di viaggio cùbano...

La benzina invece costa €0,90 al litro e alla moto basta per almeno 20-25Km: se ne fanno di spostamenti, e poi in due!

Abbiamo confrontato le nostre spese con quelle di un amico che ha appena fatto la nostra stessa tratta coi mezzi pubblici e abbiamo avuto la conferma del notevole risparmio.

Non dimentichiamo i vantaggi del mezzo proprio: vai dove vuoi e quando vuoi.

..A proposito.. avevamo preventivato di percorrere poco più di 2.200Km ma abbiamo leggermente sforato: 3.980Km!

Economia a parte possiamo dire che il nostro viaggio è stato perfetto, grazie anche a una buona dose di fortuna. 

La moto, nuova, non ha dato problemi, ma non abbiamo neanche mai forato e in Thailandia succede spesso.

Poca pioggia: inevitabile solo per 20Km, e abbiamo potuto schivare 2 acquazzoni tropicali riparandoci per tempo.

Zero multe: abbiamo passato tanti posti di blocco e non siamo mai stati fermati, neanche per lasciare una donazione...

Zero danni: una volta siamo usciti di strada per evitare un incidente e un'altra volta siamo stati quasi investiti da una macchina fuori controllo. Comunque niente di rischioso, c'è sempre stato il tempo di levarsi di mezzo.

Zero problemi: certo ci siamo persi 2 volte a Bangkok, abbiamo trovato il topo in camera e ho fatto una notte a combattere contro gli scarafaggi, ma questo è il bello del viaggio che rompe la monotonia.

Salute di ferro: nonostante abbiamo mangiato e bevuto tutto ciò che viene sconsigliato agli stranieri, dal pesce crudo pulito a bordo strada all'acqua di pozzo nella tazza arrugginita, il nostro intestino è stato decisamente pigro.

Tante, ma tante, risate: la Thailandia è divertente e noi eravamo due bambini in vacanza, un connubio perfetto.

Se proprio devo trovare qualcosa di negativo potrei dire il traffico di Phuket: quello riusciva veramente a tirarmi fuori dalla grazia di Buddha. 
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