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Samarcanda: sulle tracce di Marco Polo

ManuelMRE
  • Diario di bordo di ManuelMRE Inserito il 24-04-2014
  • Destinazione Grecia, Iran, Turchia, Turkmenistan, Uzbekistan
  • Quando Dal 18-04-2012 al 03-05-2012
  • Avventura in: Moto
  • Viaggio organizzato da Moto Raid Experience
8 aprile 2012 
Dopo essere sbarcati dal traghetto che da Ancona ci ha portati ad Igoumenitza abbiamo iniziato il nostro viaggio in terra straniera. La prima meta che abbiamo raggiunto è stata Alessandropoli (la mia città!): percorsi km 670.
La Grecia è veramente larga, non finiva mai. Siamo arrivati a pochi km dalla Turchia. Il giorno seguente attraverseremo il ponte sul  Bosforo ed entreremo così in Asia e sarà tutta un'altra storia.
19 aprile 2012
Passato il confine turco, il nostro viaggio è proseguito a ritmo serrato fino ad Ankara. Fortunatamente il paesaggio che via via si apriva al nostro sguardo ci ha fatto quasi dimenticare i tanti km macinati
20 aprile 2012
Giornata splendida, siamo partiti da Ankara ed abbiamo fatto 868 Km quasi tutti di strada normale ma molto bella, viaggiando in buona parte su un altopiano con quote tra 1.100 e 2.200 m.
21 aprile 2012
Eccoci finalmente arrivati al confine iraniano. Ammetto di aver provato un certo brivido all’idea che durante i minuziosi controlli qualcuno di noi avesse potuto avere dei problemi e che quindi il gruppo avrebbe dovuto sostare più a lungo o peggio proseguire il viaggio per un’altra via ancora più lunga. Per fortuna l’organizzazione di Moto Raid Experience è stata perfetta ed uno dei nostri accompagnatori, ma a quel punto ormai compagno di viaggio, Claudio si è dimostrato tranquillo, efficiente e preparato.
22 aprile 2012, TUTTI A TEHRAN
Erano le cinque e mezza del pomeriggio quando il nostro gruppo di motociclisti è entrato nella sterminata capitale della Repubblica Islamica dell'Iran: Teheran. Su un lato della spianata che ospita il grande Arco Trionfale abbiamo trovato subito la Torre Azadi, porta di ingresso della città. La gente era davvero incuriosita nel vedere moto di grossa cilindrata sulle proprie trafficatissime strade. Qui in Iran, ci spiega Claudio, da molti anni c’è un limite massimo di cilindrata per i motocicli veramente molto basso, circa 150/200 cc
23 aprile 2012, VERSO MASHHAD
La sveglia di buon mattino è stata il preludio ad una tappa lunghissima: alla fine saranno 930 km. Ma è stato l’inizio il vero incubo: uscire da Teheran senza perderci! Povero Claudio, ha sicuramente sudato più lui di noi!
24 aprile 2012, MASHHAD
In questa che è la città santa per gli sciiti abbiamo fatto i turisti grazie alla perfetta organizzazione di Moto Raid Experience che ci ha fatto trovare un bus a disposizione. Abbiamo quindi fatto riposare i nostri bolidi e anche i nostri sederi e visitato la bellissima Mashhad
25 aprile 2012, DALL'IRAN AL TURKMENISTAN
Siamo partiti come sempre di buon’ora, visto che il saggio Claudio aveva messo in conto la possibilità di rallentamenti dovuti alle formalità doganali. Con l'avvicinarsi della frontiera infatti si sono fatti più frequenti i posti di blocco, tutti superati senza incontrare grossi ostacoli, fino a quando, in un grosso paesone, appena imboccata la strada che ci portava a Bajgiran, il valico verso il Turkmenistan, ci hanno fermati e trattenuti in un'area per picnic per motivi di” sicurezza”. In totale abbiamo perso oltre 5 ore in attesa di poter disporre di un documento più leggibile di quello in nostro possesso, ma la lunga attesa è stata poi ripagata dall’arrivo al tramonto ad Ashgabat (Turkmenistan): città dall’atmosfera fiabesca.
26 aprile 2012, ASHGABAT
La luce del giorno ci ha mostrato Ashgabat, che significa città dell'amore, in tutta la sua magnificenza: palazzi in marmo bianco con i tetti rossicci e minuscole finestrelle che sembrano costruite con mattoncini Lego, edifici pubblici, anch'essi in marmo bianco, dotati di ampi colonnati e di cupole dorate, fontane che zampillano ad
ogni angolo, statue dorate del defunto presidente Niyazov, un megalomane tra le cui opere va ricordato il cambio dei nomi di giorni e mesi del calendario con i nomi di membri della sua famiglia e dell'epica turkmena, e statue bronzee raffiguranti antichi guerrieri. Inoltre la città era veramente molto pulita.
27 aprile 2012: DESERTO DEL KARAKUM
La giornata è iniziata all'alba (tanto per cambiare!), alle 5,45 usciamo da Ashgabat per affrontare il deserto del Karakum: ce la faremo ad attraversare i quasi seicento chilometri che ci separano dalla frontiera con l'Uzbekistan, alla quale dobbiamo arrivare prima che chiuda alle sei di sera? Claudio, il leader di Moto Raid Experience, ci ha incoraggiato senza illuderci e questo ci ha rassicurati molto. Alla fine sono stati 500 km fantastici di una strada impossibile che non dimenticheremo mai. Meno indimenticabile è stata la città fantasma di Nukus, meta serale, che però era una tappa obbligatoria prima della visita al Mar d’Aral.
28 aprile2012, MAR D’ARAL E KHIVA
Abbiamo lasciato Nukus per andare a vedere quel che resta del Mar d'Aral, un tempo quarto lago più vasto della terra e fonte di benessere per la regione, ora ridotto nelle sue dimensioni da una dissennata pianificazione che i sovietici imposero negli anni '60-'80, per favorire la produzione di cotone. Alla sera siamo giunti nella bellissima città di Khiva che visiteremo meglio l’indomani.
29 aprile2012, KHIVA E POI BUKHARA
La città di Khiva è come un museo a cielo aperto. Ci siamo persi tutti in centinaia di scatti fotografici. Il paziente Claudio ci ha così permesso, lo abbiamo praticamente costretto, di lasciare la città un po’ più tardi per partire alla volta di Bukhara. Tanto era una tappa breve di “soli” 450 km! Alla sera, intorno alle 18, siamo giunti a Bukhara
30 aprile 2012, BUKHARA
Bukhara è, al pari di Khiva e di Samarcanda, tra i siti che l'Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.
Vecchia di duemila anni, ha mantenuto quasi intatto il tessuto urbano, all'interno del quale moschee e madrasse, minareti e mausolei convivono con le abitazioni private e le strutture alberghiere. A Bukhara siamo proprio stati bene e ci siamo concessi anche un po’ di shopping.
1 maggio 2012, SAMARCANDA ARRIVIAMO!
Nella notte un incendio in una banca vicina al nostro hotel ha disturbato il sonno di alcuni di noi (il mio veramente no), ma comunque alle 7.30 siamo tutti pronti a partire, scalpitanti. La prossima meta è quella che ci ha spinto ad affrontare tanti km insieme: Samarcanda arriviamo!
Qualche chilometro fuori Bukhara abbiamo incontrato quello che verrà definito il nostro eroe: un ciclista georgiano che stava compiendo una vera impresa dal momento che si trova a quasi 3.000 km da casa (da dove era partito) alle prese con raffiche di vento che ne rallentavano l'andatura e accentuavano la fatica, ed era diretto anche lui a Samarcanda. Ci siamo fermati per scattare qualche foto con lui e poi siamo ripartiti alla volta di Samarcanda tra lo stupore e l’invidia per la sua tenacia e forma fisica.
2 maggio 2012, SAMARCANDA
Abbiamo dedicato l’intera giornata a vedere le bellezze della città, tra queste la moschea di Bibi Khanym, la moglie di Tamerlano, al cui atteggiamento sconveniente, un bacio su una guancia ricevuto da un uomo diverso dal marito, si deve, secondo la leggenda, l'imposizione del velo nel mondo islamico. Tra parentesi, si dice che la sorte dell'uomo protagonista della vicenda galeotta fu ben peggiore: pagò la sua sfrontatezza con la vita. Samarcanda è veramente ricca di fascino, ma anche stracolma di turisti.
3 maggio, TASKENT  E FINE DEL VIAGGIO
La partenza per Taskent è avvenuta di buon’ora. Nel pomeriggio abbiamo così potuto visitare la città. Alcuni di noi, dopo aver consegnato le moto ed i bagagli per l’imbarco sull’aereo, sono rimasti con Claudio di Moto
Raid Experience che ha svolto egregiamente e rapidamente tutte le formalità richieste. Le moto ed i bagagli sono stati legati su pallet per essere poi stivati in aereo. Poi verso sera è toccato a noi svolgere le formalità burocratiche d’imbarco, sempre con l’ausilio di Claudio. L’aereo ha fatto scalo a Mosca e poi finalmente siamo giunti a Milano. Dopo pochissimi giorni sono arrivate le nostre moto che abbiamo sdoganato e ritirato sempre con l’aiuto dell’ottimo Claudio, ormai uno di noi. Durante il volo abbiamo anche ragionato e fantasticato su quella che potrà essere la nostra prossima meta. Di una cosa siamo certi: che sarà ancora con Moto Raid Experience.
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