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Roma Palermo Offroad

v.fango
  • Diario di bordo di v.fango Inserito il 22-10-2012
  • Destinazione Italia
  • Quando Dal 20-08-2012 al 28-08-2012
  • Avventura in: Moto
20 agosto 2012:
 E’ passato un anno esatto (era il 20 agosto 2011) quando valerio Sàliva ed Andrea Ditta affrontarono la traversata del Portogallo (articolo in moto di settembre 2011) ed anche ad agosto di quest’anno in compagnia di Corrado Aprile e Pippo De Santis (alias geppo o l’africano x i frequenti viaggi nel continente nero) questi ultimi appassionati anche di raid in 4x4 ed ideatori del sito web Adventure4You.
In sella a n. 4 honda xr 650 (moto fantastica) sono partiti da Roma sino a Palermo senza servirsi di autostrade per l’italia ma dei vecchi tratturi che una volta venivano percorsi da contadini ed animali per i loro spostamenti quotidiani.
 
L’idea prende inizio in un week end del mese di marzo quando valerio propone ad andrea che nn ci pensa un secondo di affronatre rm-pa off road.
 Inizia il conto alla rovescia  arriva il giorno della partenza - 20 agosto: si parte dai rispettivi garage per incontrarci davanti il monumento rappresentativo di Roma: il Colosseo, foto di rito e via su asfalto per raggiungere Carsoli.
Roma - Macchiagodena KM 350
Qui inizia il fuoristrada sino a Macchiagodena (Molise) per un totale di km. 350 . Pippo raggiunge il gruppo causa lavoro la sera della prima tappa in Molise.
Il territorio per i primi 200 km di off road è di famiglia per Valerio (accreditata guida off road per centro italia) e anche per Andrea (frequentano  più i boschi di Lazio-Abruzzesi che casa) mentre un pò meno per Corrado.
Facciamo navigare le  XRone (bagaglio minimo indispensabile), con passo turistico xchè è un viaggio, e pertanto come dice il nostro  Angelo di Giovanni (classe veteran)  “poco gas ma tante foto”  
La traccia studiata da Valerio è perfetta e viene percorsa senza incertezza anche da Corrado Pippo (in parte già conoscitore del percorso) e da Andrea che si è deciso ad utilizzare il gps.
Non mancano mulattiere con curve ad S dove i sassi piantati dinanzi alla nostre mucche di xr si impauriscono e sembra che si scansino: è la forcella d’oro della XR che schiaccia ed ingoia ogni asperità senza alcun problema. Andrea perde ma lo ritrova subito un bussolotto d’ alluminio porta attrezzi ancorato esternamente sul p.motore.
Il benvenuto ci viene dato dalla presenza di Daini che incuriositi ci guardano con fare amico: sono abituati e sanno che gli enduristi sono rispettosi di loro e della natura.
 H. 14 tappa a ridosso dello splendido lago di Scanno per uno spuntino.
Fa molto caldo e così nel fiume Sangro ci godiamo un bagnetto rinfrescante per poi puntare la prima tappa dove ci aspetta Pippo: Macchiagodena.
 La sera prima di lavare i nostri corpi si dà precedenza ai filtri dell’aria delle nostre moto, si fa un chek generale raggi, catena, olio motore, per poi passare a fare le donnine con bucato dei nostri panni.
21 agosto: Macchiagodena – Rio Nero in Vulture (Basilicata) 200km
Viaggiamo molto distanti a causa della polvere quindi è d’obbligo buttare un occhio sul gps per non andare fuori traccia. Che spettacolo viaggiare per centinaia di km su strade bianche senza incontrare cancelli e persone e sentire solamente il monocilindrico delle nostre Xrrone sempre corposo anche con la marcia più alta e a qualunque regime.
Incontriamo numerosi casali abbandonati. Andrea e Corrado hanno la fortuna di assistere ad una scena degna di superquark: un piccolo rapace che caccia e fa sua preda, un serpente, puntandolo dall’alto e afferrandolo tra gli artigli per poi farlo precipitare e così morire dopo averlo portato in quota.
La Honda di Valerio borbotta prima di raggiungere la seconda tappa. Carburatore fa capricci (galleggiante incastrato), e mentre pippo e corrado puntano un agriturismo Valerio si ferma, e con andrea che fa da assistente, smonta , pulisce e soffia a bocca tutto ciò che si potesse soffiare e come per magia problema sparito.
22 agosto : Rionero in Vulture - Montescaglioso 250km.
Iniziano le pianure della Basilicata che ci accompagneranno sino all’inizio del Pollino. Guadiamo numerosi fiumi per lo più in secca e qui un po’ per il caldo e un po’ per accenni di stanchezza iniziano le poggiate del manubrio per terra. Inizia un enduro molto tecnico (nn adatto a moto oltre 150kg) dove il minimo errore potrebbe danneggiare pilota e moto. Pippo Andrea e Corrado fortunatamente senza conseguenze lanciano i componenti durante l’attraversamento di un letto di un fiume e all’unanimità si decide di abbandonare la traccia per fare un brevissimo taglio su asfalto anche perché il letto del
fiume diventava sempre più impervio e rimbombava nel casco la saggia frase  “è un viaggio..poco gas, divertimento e tante foto” .
A pranzo per fortuna non si mangia molto ( volutamente) perché Andrea ci avvisa che la sera saremmo stati ospiti dalla moglie, Lucia, e della famiglia. Indimenticabile cena a Montescaglioso (10 km da Matera) a base di pesce e carne alla brace in compagnia dei cognati di Andrea, Vincenzo, Giulio che gestisce il fuoco tutta la sera (grazie ancora), Angelo che ci offre i prodotti biologici della sua terra.
23 agosto: Montescaglioso – Rota Greca  km 218
Il territorio cambia dal bosco si passa ad un fondo cretoso e per fortuna è tutto secco (se ci fosse stato il fango sarebbe stato un inferno tipo la storica gara di enduro in Francia la gillet). Il vino della sera prima ogni tanto si fa sentire e qualche poggiata per terra non manca. Le Murge sono spettacolari sembra di attraversare un pianeta lunare, il terreno di creta ha un colore grigio e bianco.
Vietato distrarsi perché i canali nel terreno sono alti e secchi con voragini naturali pari a bocche di crateri capaci per dimensioni e diametro di inghiottire tranquillamente una mucca o un cavallo.
Si incontrano antichissime masserie dove i contadini sono ospitalissimi e incuriositi del nostro viaggio spesso consigliano nuove strade.
La traccia ci porta verso il parco nazionale del Pollino (ancora siamo in Basilicata nelle vicinanze di Potenza).
Cambia lo scenario, il sole ha difficoltà a penetrare nel bosco ricco di Faggi e Pini. L’avantreno non è sollecitato da sassi, drittoni di terra battuta ci invitano ad aprire il gas e a portare per pochi secondi il tachimetro a 100 km/h e più ma fortunatamente la frase mitica rimbomba costante nei nostri caschi: “è un viaggio poco gas”.
Dopo 100km entriamo in Calabria e inizia l’appennino Calabro. Cartelli nel bosco indicano la presenza del Pino Loricato (pino particolarissimo per i suoi palchi) Le strade non sempre sono pulite ma le Xr non si fermano e aprono la natura anche se chiusa: Non solo la natura ma aprono anche cancelli chiusi (!!) senza chiavi.: attimo di paura per Valerio che dopo aver preso in pieno una sbarra in 5 marcia piegandola completamente, senza alcun cenno di frenata, rotola in aria almeno 2/3 volte ma per fortuna senza conseguenze ne per pilota ne per la moto (ammazza quanto è tosta xr e anche Valerio) ad eccezione per la pedana dx che ha preso gioco e quindi ci dirigiamo da un meccanico per l’intervento di ripristino. Qui incontriamo dei ragazzi che ci invitano la sera ad assistere al loro concerto in un paese che si chiama Rota Greca, Il paese è nella ns. direzione e diamo il “go to” al gps. La sera in paese c’è una festa e mangiamo con pochissimi euro piatti tipici calabri a base di peperoncino ascoltando il gruppo dei Taranta Nova.
24 Rota Greca – Grifalco Km 167
Lasciamo il Pollino per entrare in un altro parco: La Sila . Fortunatamente abbiamo i serbatoi maggiorati (indispensabili per affrontare questo viaggio) altrimenti è facile restare a secco in boschi che si estendono per centinaia di km senza un minimo segno di vita e civiltà.
Il terreno da fondo boscoso cambia in sabbioso e a volte sembra di guidare su piste tunisine in miniatura dove è vietato chiudere il gas specie dove si presenta il fesch fesch (come cazzo si scrive ?..). Pippo in un passaggio scomodo (grosso tronco di albero da oltrepassare su mono trak ) anche a causa del pieno benzina (serbatoio da 24lt) perde l’equilibrio e sprofonda in una pianta di more che per fortuna gli fa da ragna tela frenando la caduta anche della moto)
 
25 Grifalco – Reggio Km 220
Inizia un altro Parco : L’Aspromonte . Ritornano strade bianche con grosse pietre smosse e dopo quasi km 1000  Di entroterra e boschi si intravede il mare. Viaggiamo in quota di 1200 mt a.lm. ed è facile scorgere i due mari: da un lato il mar ionio e d’altro il mar adriatico. Le Xr  iniziano la loro discesa verso il centro abitato di Scilla. Le gomme iniziano a chiedere pietà (tacchetti posteriori azzerati) ma ancora ci aspetta la Sicilia con i Monti Nebrodi e Peloritani. Ci imbarchiamo alle 19 ed arriviamo in Sicilia. Andrea è particolarmente felice perchè  raggiunge la sua terra di nascita mentre invece Pippo ci abbandona (causa impegni di lavoro) ed in sella alla xr dopo aver cambiato il pignone con uno da 15 denti inizia la risalita su asfalto verso Roma con tappa in Molise per il giorno dopo continuare per Roma. Salutiamo Pippo grande viaggiatore.
26  Messina – Giardini Naxos Km 130
Sveglia di buon ora, il
tempo è cupo minaccia pioggia. Le strade bianche sono infinite e sino alle gole dell’Alcantara (fiume completamente secco) se non fosse per L’Etna che fuma e che ci appare continuamente davanti agli occhi da diverse angolazioni sarebbe facile pensare di trovarsi in Marocco.
Corrado ha fame e come un cane da caccia punta un ristorante a Francavilla di Sicilia dove si mangia benissimo con solo 9 €. (obbligatorio inserire waypoint sulla location !)
Direzione Catania e siccome il viaggio è in fase finale ci concediamo un mega Bagno nel mare siculo in prossimità di Taormina e con le moto sulla spiaggia che ci guardano fiere e anche loro desiderose di un po di relax.
27 Giardini Naxos – Palermo  Km 250
Partiamo e Il gps segna 250 km alla fine del viaggio.
Ci concediamo un po’ di relax con un bagno nelle vicinanze di Cefalù, un cannolo siciliano ed una granita per poi continuare a navigare sulle Madonie, circondati da piante di fichi d’india, animali liberi nel pascolo  sino a Palermo dove ci aspetta il traghetto per il ritorno. Soddisfatti salutiamo la Sicilia con la promessa di ritornarci al più presto e sulla nave Valerio Andrea e Corrado (con Pippo al telefono) già pensano al prossimo viaggio rigorosamente off road.
Un 110 con lode al super Valerio per la logistica e lo studio della traccia da parte di tutto l’equipaggio, e un grazie personale a Valerio Pippo e Corrado per avermi fatto navigare accettando anche i miei errori.  
 
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