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Iran - Dal Kurdistan a Yazd

Pippo
  • Diario di bordo di Pippo Inserito il 27-03-2015
  • Destinazione Iran
  • Quando Dal 18-04-2014 al 16-05-2014
  • Avventura in: Moto
  • Viaggio organizzato da AVVENTURE A SUD
In Iran? Ma sei matto?!
Questo è ciò che vi sentirete dire quando annunciate di voler viaggiare in questo meraviglioso paese. Ebbene, non c'è posto più sicuro, accogliente, ricco di storia, di tesori naturali ed artistici che io abbia visto in giro per il mondo. E sì che di chilometri in moto ne ho fatti !
Perché in Iran? Beh, dopo aver visto tutto il Medio Oriente, gran parte dell'Africa e del Sud America abbiamo detto: ‘spingiamoci un po' più in là, andiamo a visitare l'antica Persia.’
Il trasferimento è lungo, circa 3000 chilometri attraverso Italia Grecia e Turchia, percorsi molto velocemente poiché questi paesi erano stati già visitati in precedenza.
Equipaggio: quattro amici di lunga data e di tanti viaggi insieme: Pippo De Santis, Stefano Raimondi, Roberto De Paolis e Vante De Ritis,tutti grandi viaggiatori spinti dalla voglia di vedere cosa c'è al di là di qualsiasi confine geografico e umano. E l'Iran appaga in pieno la voglia di esplorare qualcosa di nuovo che possa arricchire la nostra conoscenza.
Un grande viaggio inizia molto prima della partenza: le riunioni, le decisioni su cosa visitare (tutto è impossibile) gli itinerari sulle cartine e GPS, i visti e la complicata burocrazia richiesta per far entrare noi e le nostre moto.
A metà aprile 2014 siamo pronti per la partenza. L'avventura durerà un mese. 3 Yamaha Teneré 660 e una BMW GS 800 Adventure, fedeli compagne di tanti viaggi.
Entriamo in Iran nella parte nord occidentale del paese, ad Esendere, dove ad attenderci c'é Hossein, il nostro contatto locale, obbligatorio per chi desidera sbrigare le complicate formalità di ingresso nel paese.
Ed infatti ci scontriamo subito con uno 'sdoganamento' mancante da parte della polizia turca, relativo alla mia moto. Questo scherzo ci costa 3 gg di attesa a Urmia poi magicamente il nostro Hossein riesce a risolvere il problema. Durante la sosta forzata ne approfittiamo per visitare il bianchissimo lago salato di Urmia ed il villaggio di Kandovan.
Tutte queste scartoffie non ci serviranno più durante il viaggio, nessuno le controllerà ma ahimè, sono obbligatorie.
La difficoltà della lingua - quasi nessuno parla inglese se non gli studenti- ci obbliga a imparare quelle poche parole che insieme alla gestualità renderanno tutto più semplice.
Finalmente si parte! Il nostro sogno si avvera: noi e le nostre moto in terra persiana. È un'emozione! Puntiamo subito la regione del Kurdistan iraniano, territorio isolato e montagnoso ma che si rivelerà di straordinaria bellezza. L'accoglienza nei villaggi é estremamente calorosa ed ogni incontro é una scusa per bere un tè in compagnia. Qui di stranieri in moto non ne hanno mai visti!
La zona é molto militarizzata,siamo lungo il confine con l'Iraq, ma non abbiamo nessun problema nemmeno nei villaggi di frontiera. Nowsud, Paveh e Palangan sono perle incastonate tra queste montagne. Gli uomini curdi sono rigorosamente vestiti con larghi pantaloni colorati e ognuno ha con sé un fucile. Anche le donne sono armate e ben addestrate. Pieghiamo verso l'interno nella verde regione del Lorestan. Da Kermanshah ad Aligudarz optiamo per piccole strade tortuose a volte anche sterrate e innevate: sono quelle che preferiamo nei nostri viaggi per uscire dalla monotonia delle vie di grande comunicazione e anche perché i villaggi più piccoli offrono scorci ed incontri introvabili nelle grandi città.
Ad Aligudarz tocchiamo con mano la straordinaria accoglienza e gentilezza di questo popolo. Durante la ricerca di un hotel veniamo avvicinati da Mustaba, che si offre di ospitarci a casa sua. Noi, da buoni europei un po' malfidati, cerchiamo di dissuaderlo ma i suoi modi e la sua gentilezza hanno trasformato questa sosta in una giornata indimenticabile. L'ospitalità è sacra, la loro purezza d'animo è disarmante. Ci ha perfino invitati a cena! E guai a parlare di soldi!
Ogni sosta con le nostre grandi moto provoca un colorito capannello di persone che ci danno la mano, scattano foto, vogliono salire sui nostri carri armati - tali sono rispetto alle piccole monocilindriche cinesi e giapponesi - ed ogni volta ci sentiamo come dei famosi attori sotto i riflettori. Perfino la polizia che di solito ci ferma solo per curiosità, diventa una scorta privata verso gli alberghi.
Esfahan si rivela in tutta la sua bellezza, con le antiche moschee maiolicate ed i bazar coperti che si affacciano sulla seconda piazza più grande del mondo. É consuetudine durante le giornate di festa organizzare picnic sui prati e le aiuole dove siamo spesso inviati a mangiare.
Dopo
un giorno intero di sosta ripartiamo in direzione di Yazd nel sud dell'Iran. Grazie ai nostri GPS ci addentriamo su strade secondarie e piste sterrate dove il territorio diventa aspro ma dai colori intensi. Le nostre moto diventano puntini invisibili in questi sconfinati altipiani desertici. Yazd rispetto a Esfahan è una cittadina molto più a misura d'uomo con un centro storico che ricorda i labirinti di Ghadames in Libia, di Marrakech o Kairouan. Qui tutto è costruito in funzione del caldo torrido presente quasi tutto l 'anno. Le antiche torri del vento svettano su tutte le case e con un sistema ingegnoso convogliano l 'aria in tutte le stanze. I freschi portici fatti di paglia legno e fango coprono le viuzze e i bazar. Visitiamo anche i templi zoroastriani, antichissimo culto che si estendeva in quasi tutta l'Asia e tutt'ora presente in Iran. Ci sentiamo nostro agio in questa città desertica, forse perché siamo abituati alle sabbie sahariane.
Infatti sulla via del ritorno verso nord decidiamo di raggiungere Marenjab, un lago salato immerso in un mare di dune. Fortunatamente la pista è battuta altrimenti con i nostri bisonti non faremmo nemmeno un metro. I caravanserragli a bordo pista indicano che qui passava l'antica Via della Seta.
Le moto comunque si comportano egregiamente: in tutto il viaggio non abbiamo avuto un solo problema. E sí che la Ténéré di Roberto ha più di 100.000 km !!
Il tempo stringe, i nostri permessi scadono tra qualche giorno e l '11 maggio dobbiamo essere in dogana sul confine armeno. Lungo il tragitto verso nord deviamo per Abyaneh, grazioso villaggio di montagna e la Valle di Alamut con i suoi scenografici e panoramici Castelli degli Assassini.
Le moto sono piacevolissime da guidare su queste tortuose strade di montagna. Bisogna solo stare un po’ attenti alla guida  "fantasiosa" degli iraniani. Ma il traffico su queste strade è scarsissimo ed ogni sosta è un’ occasione per conoscere persone nuove.
Scendiamo verso il Mar Caspio che costeggiamo solo per qualche chilometro per poi risalire verso il villaggio di Masuleh, incastonato nella lussureggiante vegetazione montana. Incontriamo Neda, un'amica di Pippo, e la sua famiglia, venuti apposta da Teheran per passare una giornata con noi. Qui, una televisione locale, sapendo del nostro viaggio in moto, ci ha intervistato davanti alle telecamere: eh si, siamo proprio famosi!
Ancora un po’ di off road in montagna con paesaggi e incontri indimenticabili, prima di raggiungere l’antichissima Tabriz sulla via della seta, famosa per l 'immenso bazar dei tappeti. Riusciamo anche a comprarne qualcuno di piccole dimensioni che trova spazio sulla sella della moto.
Tempo scaduto! Puntuali come orologi svizzeri ci presentiamo al confine tra Iran e Armenia. Per un bizzarro regolamento iraniano noi stranieri non possiamo uscire dal varco doganale dove siamo entrati, quindi l'unica possibilità è passare attraverso l'Armenia, quindi  Georgia, Turchia, Grecia e finalmente Italia. 
É stato un viaggio indimenticabile, abbiamo fatto il pieno di sorrisi e di gentilezza e abbiamo riempito gli occhi di colori e paesaggi difficili da ritrovare. I compagni di viaggio, Stefano Roberto e Vante hanno reso ancora più piacevole questa esperienza e consolidato il nostro rapporto di amicizia.
Sono convinto che la moto sia il mezzo ideale per conoscere il mondo: ti dà la possibilità di essere dentro le sensazioni ed i paesaggi, di muoverti velocemente e allo stesso tempo di rimanere fermo a contemplare.
Recitava una frase scritta su un muro:"Chi viaggia per il mondo impara a vivere".
Non c 'è nulla di più vero !!
Appuntamento alla prossima avventura!
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Commenti degli utenti 1

pat pat
Bassano del Grappa
Italia
 

Oltre le nuvole

Il 28/03/2015 alle 10:16

Complimenti per il viaggio e grazie per il diario e le bellissime foto. Complimenti anche per aver scelto di vivere questi paesi, invece di accontentarvi di quello che ci raccontano. Un viaggio per cercare il sole al di là delle nuovole nere di questi tempi.

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