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IN MOTO DA BUENOS AIRES A NEW YORK

Off Ride
  • Diario di bordo di Off Ride Inserito il 25-05-2012
  • Destinazione USA, Colombia, Argentina, Cile, Peru, Ecuador
  • Quando Dal 01-04-2012 al 22-05-2012
  • Avventura in: Moto
 
 
Un pensiero Speciale
 
Un pensiero Speciale va a Massimo Montebelli, amico di tante avventure alla Parigi Dakar... quella vera, come amava chiamarla Lui. Ci ha lasciato qualche giorno fa.
Porterò sempre vivo nel cuore il ricordo dei momenti intensi passati insieme, delle notti insonni passate a preparare le moto, delle tante fatiche e gioie che abbiamo condiviso.
Eri un mago.
Ci mancherai, Ciao Massimo
 
Fabio Marcaccini
 
Buenos Aires in attesa della moto
 
Dopo quasi due settimane passate a Buenos Aires per sdoganare le moto, appuntamento al porto alle 9, che per gli argentini è come dire le sei di mattina visto che qui prima delle dieci non si muove una foglia. Infatti alle 9 sono sul posto, loro arrivano con 40 minuti di ritardo, sono già incazzato ma mi tocca stare ziitto. Passo 7 ore in un corridoio ad aspettare una firma. Quando arriva un tipo con il pacco di documenti timbrato e firmato... alleluia.
Sono le 5 di pomeriggio quando salgo su un taxi per andare a ritirare la moto. Sono sudato fradicio ed ho solo un'ora, è venerdi, se non riesco oggi devo aspettare ancora tre giorni visto che lunedì c'è la festa per l'anniversario della guerra delle Malvinas. Cosa ci sarà da festeggiare visto che l'hanno persa?!
Arrivo sul posto e dopo mezz’ora ho di fronte la cassa.
Non mi sembra vero.
 
01.04.2012 si parte
 
Si parte, direzione nord. Rosario, poi su fino a Cordova, nella pampa sconfinata, e anche piuttosto noiosa da fare in moto. Decido di uscire dalla strada principale e fare dei tagli anche in fuoristrada, e infatti ci sono diverse piste, e dopo Cordova comincia ad essere veramente bello, laghi e strade tutte curve perfette per la moto, poi inizia la zona desertica, sono veramente soddisfatto del prototipo che sto guidando. Peccato non poter montare gomme tassellate, che in un viaggio così lungo si consumerebbero velocemente (a quando le Scorpion anche per BMW?!)
 
In viaggio
 
Si cominciano ad intravedere all'orizzonte le prime catene montuose. Si avvicinano le Ande. Il mattino è piuttosto freddo poi nelle prime ore del pomeriggio la temperatura sale. Si comincia a respirare aria di avventura. Il traffico caotico di Buenos Aires è solo un ricordo.
 
Al mattino sveglia presto
 
Al mattino sveglia presto, fa freddo, la strada sale velocemente. Fiambala si trova già a 1500 metri, in poco più di un'ora sono a 3200 metri, non mi sento bene ma decido di
continuare per passare velocemente il punto più alto.
Ho il fiatone. Mastico le foglie di coca che mi ha dato un tipo stamattina prima di partire, sembrano funzionare.
Guardo il navigatore che mi da anche l'altitudine, si continua a salire... 3500... 3900... 4200... il paesaggio è fantastico. Ogni tanto un gruppo di lama mi attraversa la strada. Ogni movimento costa una fatica incredibile, vorrei fermarmi a fotografare ad ogni curva, ma ho paura che mi prenda male. Lo chiamano Puna, è il tipico mal di montagna delle Ande.
 
Rifornimento in quota
 
Quando arrivo alla frontiera Argentina, mi sento come ubriaco, le gambe non mi seguono, ma bisogna andare in ufficio a mostrare il passaporto e tutti i documenti, timbrare il carnet e così via. Faccio tutto al rallentatore per non fare casini. Dopo la frontiera devo mettere un po’ di benzina, non c'è la pompa ma due tipi con un secchio. Si riparte, sono nella terrra di nessuno, cioè lo spazio che divide le due frontiere, che qui è piuttosto lungo, un centinaio di kilometri.
 
Fuoristrada fra le nuvole
 
Si sale ancora fino ad arrivare a passo San Francisco, 4700 metri, non ero mai stato in moto così in alto, è veramente una sensazione strana. Inizia lo sterrato, il paesaggio è mozzafito, bello quanto le dune della Libia o passo Nega in Mauritania. Il percorso è scorrevole, una grande pista di ghiaia a 4500 metri. Se ti capita qualcosa qui, anche solo una foratura, c'è da divertirsi.
 
Frontiera Cile
 
Si comincia a scendere, fino alla dogana Cilena. Ci sono tre motociclisti Brasiliani ed un Giapponese, c'è un bel traffico da queste parti.
I doganieri Cileni sono piuttosto gentili e sistemano tutto velocemente. L'Argentina
è alle spalle, la pista scende velocemente, è fantastica, e man mano che si abbassa la quota, posso guidare in scioltezza, la moto va alla grande, è stato fatto veramente un bel lavoro.
 
Cile
 
Il Cile fuori dalle città è veramente splendido. La costera 1 è una strada a picco sul mare lunga 1.000 km. Una lunga passeggiata, con onde altissime che s’infrangono sugli scogli, traffico zero.
 
Nessuno in giro
 
Più a nord, verso il Perù, ricomincia il deserto, assomiglia al sud del Marocco, ma qui sembrano spariti tutti, grandi spazi completamente disabitati
 
Viaggiare
 
Viaggiare con un veicolo al seguito, come fanno i vari long way, ti da una bella mano. Puoi permetterti di montare gomme off road quando servono, o viaggiare senza bagaglio, puoi avere ricambi e anche permetterti di avventurarti in percorsi più difficili. Se invece devi contare solo su te stesso devi dosare tutto alla perfezione: energie, moto...
 
Tramonti
 
A volte la sera ci sono tramonti mozzafiato ed il cielo si colora di arancio.
E se il garage non c'è, la moto te la porti in camera.
 
Peru
 
Finalmente il Peru, la frontiera è piuttosto veloce e la prima sosta è a Tacna, che è la prima città che si incontra. Sale slot machine e studi dentistici a buon mercato. Comincia il Sudamerica, quello vero, colori, gente per strada, cibo ovunque, e tutti che suonano il clacson. Ho provato la stessa senzazione entrando dall'Iran al Pachistan.
 
Oasi
 
A volte arrivi tardi e sei stanco per cercare un posto decente per dormire, e ti devi accontentare. Altre volte sei più fortunato e trovi l'oasi di Huacacina, posto fantastico in mezzo alle dune. Stop per un giorno, bisogna recuperare le forze.
ll mattino seguente è veramente dura lasciare l'oasi per dirigersi verso Lima. 8 500 000 abitanti, il traffico è un delirio, lo smog terrificante, naturalmente mi perdo e ci vuole un pò per ritrovare la Panamericana Northe.
 
Rifornimenti e cucina
 
Lunghi tratti desertici e strade panoramiche, poco traffico e scorci mozzafiato e dune che arrivano sul mare. Bisogna fare attenzione ai rifornimenti che qui sono molto rari e non puoi certo pagare con l'american express, solo "efectivo", come dicono da queste parti. Fa caldo, ma fortunatamente la sera sulla costa ci sono bei posti dove stare ed il cibo è fantastico.
 
La moto
 
La moto che sto guidando in questo viaggio è un prototipo/laboratorio, su base Gs, che oltre ad avere il KIT R120 G/S, adotta anche altre soluzioni da noi progettate e realizzate, compreso uno speciale telaio che ospita Forcelle Marzocchi Magnum da 50 mm e piedini e piastre ricavati dal pieno, da noi realizzate. E' stata assemblata pochi giorni prima di essere spedita in nave a Buenos Aires, senza essere provata, perché in Italia in quel periodo nevicava abbondantemente. A parte qualche regolazione si sta comportando egregiamente, sembra di guidare una grossa r 80 di nuova generazione, il feeling è veramente ottimo sia su strada che off road.
 
Equador
 
Il nome è piuttosto esotico, le pratiche doganali lo sono altrettanto. Nei vari uffici tutti ti fanno le stesse domande, fotocopia, timbro e firma. Risultato: cinque ore per entrare nel paese, caldo asfissiante...
Subito il paesaggio cambia, immense piantagioni di banane e vegetazione tropicale. Traffico caotico, l'anarchia regna sovrana... no rules.
Sosta a Montanita, sulla costa, una lunga spiaggia piena di vita e di surfisti da tutto il mondo, il tramonto è da cartolina.
Poi verso l'interno Quito a 2750 metri, piove forte, fa un gran freddo, e dopo un po' non si vede più niente. Devo guidare con la visiera aperta, i camion vanno a rilento e la strada è un misto di fango, più vento e pioggia, un bel mix. Come passare da 35 gradi a 5 in un paio d'ore!
La città è bellissima, sono veramente sorpreso, il centro storico è fantastico, pieno di gente. La sera nel quartiere della movida sembra di essere in una città Europea.
 
Colombia
 
Sono le sei di mattina, fa freddo, guardando fuori dalla finestra non viene certo voglia di andare in moto.
Ma poi mi metto addosso tutto quello che ho e si parte.
Piove e la strada sale sulle montagne, piano piano si incontrano vari villaggi. Le facce dei locals sono segnate dal freddo, i tratti somatici sono andini. Ad un certo punto non si capisce più dove si deve andare, ma poi ecco la frontiera con la Colombia.
In dogana non c'è la corrente elettrica e bisogna aspettare il tecnico... andiamo bene! Comunque non è certo come passare dal Sudan all'Etiopia. Qui è tutto piuttosto organizzato e i doganieri con i motociclisti sono sempre piuttosto gioviali.
 

Fantastica Colombia
 
Il percorso è fantastico, tutto in quota, fiori e piante tropicali, è uno spettacolo. La Colombia è una rivelazione, mi avevano descritto questa strada come una buca continua e pericolosissima prima di las Rosas, ma niente di tutto questo. A dire il vero è pieno di militari. La mia Lonely Planet che è vecchia di qualche anno descrive questa zona come una delle più pericolose del paese, ma forse le cose stanno cambiando.
 
Bogotà
 
Bogotà, ancora strade bellissime ed in quota, a volte si superano i 3000 metri. I camion per strada arrancano, ci sono salite pazzesche e devono passare uno alla volta, duro lavoro il loro, in moto si superano velocemente e in serata ecco Bogotà all'orizzonte.
Devo aspettare 4 giorni prima di poter lasciare il paese.Sono in ritardo, i quindici giorni persi con la dogana a Buenos Aires si fanno sentire. Decido di spedire la moto direttamente a Miami, il Centro America è solo rimandato.
 
Miami Beach
 
Arrivare a Miami da Bogotà è veramente un bel salto, anche se qui sono presenti molte etnie latino-americane e caraibiche, di lingua spagnola e creola. Mi manca subito il calore e la spontaneità del Sudamerica.
Ma questa è un'altra storia... e andare in moto con i capelli al vento fra i grattaceli della città, regala comunque un grande senso di libertà.
 
Cape Canaveral
 
Non è solo il sito della mitica stazione spaziale, scelta come sede del Kennedy Space Center della NASA, ma anche un fantastico dedalo di lagune e ponti levatoi. Grandi baie con barche a vela e windsurf.
 
Daytona Beach
 
La highway è piuttosto noiosa e decido di fare rotta sulla costa. Da Daytona fino a St Augustine è un vero spettacolo, vento, onde e pellicani che ti accompagnano per tutto il tragitto. Poi più a nord fino a Charleston, South Carolina, che oggi è conosciuta negli Stati Uniti per la bellezza dei suoi giardini e per la sua architettura raffinata. Parcheggiare la R120 G/S di fianco ad una fila di Harley mi fa sentire un marziano.
 
Un tranquillo weekend di paura
 
Rafting sul Chattooga River, in Georgia, fiume dove è stato girato il film cult con Burt Reynolds. Natura incontaminata, un vero paradiso. Poi verso nord la catena degli Appalachi lungo il confine orientale con la Virginia, sulla Blue Ridge Parkway, percorso fantastico vietato al traffico commerciale. Ad un certo punto mi attraversa la strada un orso, seguito da due orsetti. Mi fermo a guardare la scena a dovuta distanza, non si sa mai! Il tempo non mi assiste e comincia a piovere, peccato. Esco dalla Parkway ed entro in Pensilvenia.
 
Motel e Fast Food
 
Se avete lo stomaco buono c'è solo l'imbarazzo della scelta. La sera un motel per dormire si trova sempre. Camere gigantesche e letti a due piazze... tutto perfetto, ma senza anima. Anche questa è l'America on the road.
 
New York
 
La meta finale si avvicina. Il viaggio sta finendo, mille pensieri si sommano nell'ultimo tratto di highway prima di NY.
Essere a Manhattan con una moto auto costruita, dopo un viaggio così lungo, senza aver avuto nessun problema tecnico, è veramente una grande soddisfazione.
Spero con questo breve diario di viaggio di avervi trasmesso, anche solo per un attimo, le grandi emozioni che ogni giorno ho provato. Vi ricordo che l'ostacolo più difficile da superare per affrontare un lungo viaggio in moto è varcare la porta di casa, il resto è pura vita...
Buon Viaggio!
Fabio Marcaccini


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