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I TRATTURI IN MOTO

Pippo
  • Diario di bordo di Pippo Inserito il 20-04-2012
  • Destinazione Italia
  • Quando Dal 14-07-2006 al 16-07-2006
  • Avventura in: Moto
SULLE ORME DELLA TRANSUMANZA
IL TRATTURO CELANO - FOGGIA
 
“E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri…”

 
No, non avete sbagliato né rubrica, né giornale. Quelli riportati sono versi di una poesia di D’Annunzio, “I Pastori” che rievoca proprio il tema della nostra “scampagnata domenicale”
 
Un itinerario di circa 150 km che ricalca in parte l’antico tratturo Celano - Foggia tra Abruzzo, Molise e Puglia, partendo da Castel di Sangro fino a San Paolo di Civitate, nel Tavoliere delle Puglie
 
I tratturi erano grandi vie larghe da un massimo di 111 metri ad un minimo di 18,50 metri e servivano ai pastori di armenti nelle loro trasmigrazioni primaverili e autunnali. In maggio per risalire dalla Puglia alle montagne abruzzesi abbondanti di verde e di boschi, e in ottobre per ridiscendere dalle alture già  innevate alle calde e ricche pianure pugliesi, in particolare a Foggia. Praticamente delle autostrade di verde nel verde, lunghe fino a 250 km. In uso fino al secolo scorso, oggi sono stati sostituiti più potenti, ma meno romantici camion.
Un progetto della Comunita’ Europea ha cercato di mantenere viva questa tradizione, rendendo percorribili queste antiche vie. Come vedremo non sempre si sono mantenute le promesse... ma questo è un altro discorso.
 
La partenza da Castel di Sangro presenta i primi km. di facile sterrato lungo l’omonimo fiume per piegare poi sulle alture seguendo il piccolo tratturo che porta a San Pietro Avellana. Da qui passando per Cerreto, Carovilli, Castiglione e Sant’Andrea le dimensioni aumentano ad una vera e propria autostrada, facile da individuare anche se poco battuta. Ci fa una strana impressione pensare che questi luoghi fino a qualche decennio fa erano invasi da fiumi di animali. Proviamo a chiudere gli occhi e immaginare…
Li riapriamo di fronte ad un muro di rovi dove le tracce si perdono nel nulla. Qui le promesse della Comunità Europea hanno lasciato il posto una fitta e incolta vegetazione. Si procede a “cap”  ritrovando, a volte, e per poche centinaia di metri, il percorso. Capisci che sei nella giusta direzione alzando gli occhi e notando che sei all’interno di un nastro verde largo 100 metri ricavato all’interno del bosco. Questo ramo del tratturo finisce dritto dritto nel fiume Trigno, dove ancora oggi sulla riva destra c’è un antico posto di ristoro ormai in disuso. Lì si riposavano i pastori e nel fiume si abbeveravano gli animali, una specie di “pit-stop”. Guadare queste acque non e’ cosa da poco, soprattutto in primavera, ma il fondo ghiaioso tiene bene sulle ruote tacchettate.
A sud di Trivento e fino a Lucito, nessun problema di navigazione: il tratturo, anche se non piu grande di una carrareccia, è addirittura segnalato con apposite targhe e frecce.  Lucito merita una piccola deviazione per ammirare il particolare campanile della chiesa di San Nicola.
Di fiume in fiume… questa volta tocca al Biferno, in località Castelbottaccio, ma vista l’enorme portata d’acqua, decidiamo di effettuare una ricognizione a piedi. Con l’aiuto di corde e bastoni testiamo il letto del fiume. L’altezza in alcuni punti supera il metro quindi saggiamente decidiamo di attraversarlo per mezzo di un ponte in direzione Ripabottoni – Bonefro – Santa Croce di Magliano.
Si viaggia costantemente attorno i 5-600 metri e man mano che le alture lasciano il posto a dolci colline, il fondo diventa argilloso: fortunatamente non piove altrimenti questo facile sterrato diventerebbe una prova speciale!   
Prima dell’arrivo a San Paolo di Civitate, l’ultima sorpresa: fermi nei pressi di un casolare abbandonato per consultare la cartina, da una finestra fa capolino un extracomunitario un po’ intimorito, poi un altro e un altro ancora. 15 immigrati vivono dentro questo rudere fatiscente e sono dediti alla mano d’ opera “nera” nelle coltivazioni della zona. Hanno avuto paura, ci hanno detto, pensavano fossimo della polizia!
Siamo ormai in pieno Tavoliere e a ricordarcelo sono le numerose masserie e le immense piantagioni di grano, pomodori e barbabietole. In lontananza si staglia la sagoma verde del Gargano: poco più in là l’azzurro dell’adriatico.
Con questa tappa, ricca di storia, di tradizioni e di offroad siamo riusciti ad aggiungere un altro tassello al progetto Italia in fuoristrada, da nord a sud.
 
 
 
BOX INFO
 
80% di sterrato, 
benzina senza problemi, a Castel di Sangro, S.S.Fondovalle del Trigno, Trivento, S.S.Fondovalle del Biferno, S. Paolo Civitate. Ottimi spuntini con prelibatezze regionali in tutti i paesi attraversati.
Periodo consigliato: Maggio – Ottobre
Moto: enduro leggere - gomme ben tassellate (in caso di pioggia il fondo diventa impegnativo)
Per chi volesse alloggiare nei pressi di Castel di Sangro, consigliamo l’Hotel Capo di Vandra (San Pietro Avellana) Hotel Capracotta (Capracotta).
Se invece volete pernottare a fine giro la zona attorno a S. Paolo Civitate offre una buona recettività alberghiera soprattutto nelle numerose masserie della zona.
 
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