Adventure4You Shop



« Torna alla lista

BaCaBa 2016 - sette giorni in off

AvventuRaid
  • Diario di bordo di AvventuRaid Inserito il 15-07-2016
  • Destinazione Italia
  • Quando Dal 19-06-2016 al 26-06-2016
  • Avventura in: Moto
Quando Stefano mi invita al suo "BaCaBa", acronimo per BArbarolo-CAmpo imperatore-BArbarolo, spiegandomi che si tratta di una sette giorni di off leggero per raggiungere la tendata del Week End da Lupi organizzato da Lupo Fifí, tradizionale incontro sul massiccio abruzzese ormai giunto alla sua quarta edizione, accetto subito. Oltre a una buona occasione di fuga dal quotidiano, sará un buon pretesto per provare il caricamento della moto per il prossimo Raid nei Balcani di settembre.

Stefano mi promette circa 200km al giorno con il 50% di off. So che è uno che non parla a vanvera, quindi la situazione mi solletica non poco.

Dopo varie defezioni alla partenza ci troviamo in tre: Stefano su Africa Twin RD03, Antonio (giá mio compagno di viaggio nel 2014 in Marocco) sul suo "nuovo" Dominator, e il sottoscritto. Di lí a pochi chilometri si unirá a noi Vale, grande manetta su BMW F800 GS preparato.

GIORNO 1

Il meteo aveva promesso burrasca per i primi due giorni, e in un certo senso ha solo piovuto un po'.

La prima tappa prevede 150km lungo il crinale appenninico fino al centro montano di Badia Prataglia.
Le piogge insistenti dei giorni precedenti la partenza hanno sicuramente trasformato il calanco delle colline bolognesi nel solito pongo colloso. Quindi via per la ghiaiata delle pale eoliche di Bisano di Monterenzio, paese natale di Alex Salvini.
Troviamo Vale che ci attende in quota, e che ha preventivamente impegnato parte del suo tempo libero per studiare percorsi che evitino furbescamente il calanco.
Grazie al suo impegno le sterrate, seppur viscide, scorrono via veloci senza intoppi, fino alla salita che porta a un casale.
Qui un contadino comincia a sbracciarsi facendo segno di NO. Non si passa. A noi risulta una carrabile aperta, ma come abitudine nel nostro gruppo, spengiamo i motori e ci togliamo il casco. Dopo una mediazione molto diplomatica da parte di Stefano, comprendiamo la (giusta) motivazione di tale assoluto diniego: poco tempo fa, appena stesi migliaia di euro di ghiaia sulla salita, un gruppo di 23 enduristi poco civili è salito sgommando e rovinando cosí tutto il lavoro, oltretutto operazione preventiva per non avere problemi con le auto d'inverno.
Bisogna sempre pensare che dove passiamo noi, domani passeranno altri, e in una sorta di biblica legge, le colpe dei primi ricadranno sui secondi.
Risolto comunque il problema proseguiamo, con attenzione quasi zelante al fondo.

I tratturi e le mulattiere si susseguono veloci, ma dopo un po' avverto un rumore poco simpatico che proviene dal posteriore. Mi fermo subito, ma tanto giá so qual'è il problema.
Il lavoro mi ha costretto a sistemare moto e bagagli in pochi ritagli di tempo, e il risultato è che un cattivo fissaggio di una bisaccia l'ha fatta roteare su se stessa, facendone consumare una parte sui tasselli dello pneumatico.
Il danno è lieve, e legato tutto al meglio, tutto filerá liscio per il resto del raid.

Una salita stretta e particolarmente infangata porterá dei problemi, soprattutto alle bicilindriche per via del peso, e al Domy per la gommatura intermedia.
Nessun problema per me con la mia Husqvarna TE610, moto "da trail" concettualmente piú vicina ad una enduro delle quattro. Inoltre, seppur il giro con il secco si sarebbe potuto fare con gomme dual anche giá usate, viste le piogge dei giorni precedenti e il maltempo previsto solo nei primi due giorni, ho fatto la scelta di lasciare sui cerchi le Michelin Enduro Comp III, anche se usate. La scelta si rivelerá azzeccata anche nei giorni successivi, dove permetteranno una guida in tutta tranquillitá su salite fangose e piene di canali, seppur affrontati in velocitá.

Una piccola deviazione imposta da una recentissima frana e siamo a Badia Prataglia.
Cena nel ristorante del rifugio prenotato da Stefano e mi si offre il permesso per piantare la tenda in giardino per me - molto pratico - e si va a nanna.

GIORNO 2

Al mattino sveglia presto, per fortuna. Riesco appena a richiudere la tenda che comincia a piovere. Con Vale attendo l'apertura del bar del paese.

Partiamo sotto una pioggia fastidiosa che ci accompagnerá per tutta la mattina.
Dalla Toscana torniamo a valicare l'appennino in direzione Sud. Tante belle sterrate e scorci di panorama fantastici. Facciamo sosta nel paese di Pieve Santo Stefano, noto come il "Paese dei Diari". Ogni anno infatti giungono da tutto il mondo diari di vita, scritti da persone qualunque, che li inviano qui per sottoporli alla giuria che premierá i migliori. Tutti i diari sono conservati in un museo.
Finalmente il sole, e dopo una piccola
parentesi Umbra a San Giustino, si punta nuovamente a Nord verso Mercato Saraceno, per poi dirigersi alla Repubblica di San Marino.
Qui invertiamo la rotta nei pressi di Verrucchio e indirizziamo le nostre ruote in direzione Macerata Feltria, nelle Marche, dove passeremo la notte in un carinissimo ostello sulle colline con annessa una chiesetta antica, gestito da Parroco del paese.
Prima di cena ci raggiunge anche Ugo. E cosí siamo in quattro.

GIORNO 3

Oggi risveglio e colazione in pasticceria a Macerata Feltria (ci trattiamo bene ehh?), dove ci eravamo accordati per riconsegnare le chiavi dell'ostello.
Si parte subito quindi per l'esplorazione di questa -altra- splendida regione italiana che sono le Marche.
Se chi ha scritto il Codice della Strada fosse stato marchigiano, di sicuro la definizione "strade bianche" sarebbe stata "strade rosa"! Il fondo a ghiaia sottile che ricopre le sterrate -ben tenute- che si snodano sui monti e lungo le valli è infatti di un colore rosa pallido, piacevole all'occhio, un po' meno al grip delle ruote. Piccole intraversate ad ogni tornante ben controllabili, ma non so se sarebbe possibile gestire una manovra di emergenza. Ma come dicono in marina:"alla via cosí"!
Passiamo quindi la Riserva delle gole del Furlo, lo splendido monte Montiego, il Monte Serrone e il Nerone, il monte Catria per poi infine scendere da Sassopecoraro ai piedi del Monte Cucco, dove gli altri pernotteranno all'Ostello del Volo, ritrovo abituale di appassionati di volo a vela e parapendio, cosí come il suo simpatico titolare. Recentemente è stato base anche di un campionato di questa specialitá.
Io pernotterò in tenda immerso nel verde vicino ad un ruscello, che cullerá il mio sonno tutta la notte col suo rumore d'acqua tra i sassi.

Durante il nostro pellegrinaggio di piacere abbiamo incontrato numerosi turisti stranieri, soprattutto olandesi, tedeschi e austriaci. Chi appassionato di aeromodelli radiocomandati, chi semplicemente a spasso con la famiglia, raggiungendo in auto la vetta per poi passeggiare lungo i suoi crinali, e scendere poi a valle per il pernotto e i pasti.
Indice del fatto che una buona manutenzione della sentieristica aperta al traffico veicolare, oltre che pedonale, crea un indotto turistico da non sottovalutare, cosa che da altre Regioni italiane viene invece demonizzato in nome di una politica populistica e una poco lungimirante visione "verde" del mondo.

GIORNO 4

Oggi è il giorno dell'Umbria, con le sue sterrate di roccia piantata. E si sente! Almeno sotto la ruota posteriore. Il grip perso sulla ghiaia fine marchigiana è magicamente ritrovato, nonostante il tassello sia sempre meno sporgente.
 
Questo grazie anche alla "Barbon-Mousse", ovvero la Mousse dei Barboni, come l'ho chiamata in onore della mia cronica mancanza di pecunia che mi costringe a continui esperimenti folli, non certo tutti coronati da successo. Di fatto questa modifica mi ha permesso di viaggiare senza problemi per tutto il viaggio a una pressione di 0.8atm, pur mantenendo una carcassa del pneumatico "sostenuta", che all'occorrenza peró copiava le asperitá del terreno nella maniera tipica del pneumatico da enduro a basse pressioni. E senza conseguenze nei trasferimenti su asfalto, cosí come invece avviene con le mousse. E questo con una moto da 140kg+bagagli.

Ma torniamo all'Umbria, che da Nord a Sud ci ha offerto la sua Valle delle Spiante e il Colle Corno, prima della pausa pranzo a base di panino con la porchetta nel paese di Colfiorito, famoso per la sua patata.
Vale oggi ha deciso di procedere avanti da solo sulla traccia preparata, e infatti di tanto in tanto incontriamo le sue tracce, o meglio quelle delle potenti accelerate della sua 800GS. Avremmo dovuto incontrarci qui a Colfiorito, ma ha proseguito. Una serie di messaggi e chiamate ci rassicurano sul fatto che tutto proceda per il meglio e che il mancato appuntamento sia dovuto solo ad una casualitá.
Oggi viaggio quindi in coppia con Ugo, motociclista dalla vasta esperienza, e portatore di un baglio storico-culturale di tutto rispetto. E poi come va via liscio in off! Uno stile invidiabile, frutto di anni di esperienza "sul campo".
Stefano e Antonio costituiscono l'altra coppia, sia per consolidata amicizia, sia per caratteristiche delle moto.
Ogni tanto ci aspettiamo dopo i punti un po' piú ostici, in modo da poterci aiutare a vicenda.
Dopo Colfiorito si prosegue per Monte Trucatelli e il Monte Murlo, per entrare poi nella splendida Val Nerina.
Uno bell’anello a sud dell'abitato di Visso ci mostrerá i panorami del poggio di
Fonte alla Chiusa e le gole del fiume Nera.
Da Vallestretta saliremo verso il bianco Santuario di Macereto. Poi la piccola chiesa di Cupi, con al suo ingresso i simboli dell'Ordine Templare.
Per terminare la nostra giornata arriviamo all'Agriturismo "Le Casette" ai piedi del monte Tassinare, dove nell'area campeggio stanotte mi fará compagnia Stefano.

Intanto Vale, che avremmo necessariamente dovuto incontrare qui, ci fa un po' preoccupare, anche perchè la linea telefonica non riceve bene.
Scopriamo quindi che è fermo a una decina di chilometri da noi, con la moto guasta per un problema all'impianto elettrico, che lo costringe ad attendere lí il recupero nella giornata di domani.
Forse arrabbiato per il guasto, rifiuterá l'offerta di andarlo a prendere per passare la serata con noi, preferendo restare solo.
Una doccia nei bagni dell'area camping, l'immancabile bucato di fine giornata, e sono pronto per la cena.
Nella trattoria dell'agriturismo verremo deliziati da tutti quei prodotti tipici freschi della zona, come la ricotta, un ottimo formaggio a forma di torta stondata, salumi e piatti a base di funghi e cinghiale.

GIORNO 5

Oggi c'è un bel sole, e dopo colazione si parte belli carichi! Pochi chilometri fino a Fiastra e si attacca con l'off, fino ai 1820m del Fargno. Che posti!! Sembrano le Alpi!!
A pochi metri dal rifugio c'è un cartello. Divieto di transito eccetto pedoni, bici, cavalli e.....MOTO!!! Niente di che ehh? Sono solo 30m, dove con tre auto parcheggiate la quarta non saprebbe come girarsi, peró è un cartello che fa piacere vedere.
La sterrata che porta la Fargno è larga e ben tenuta, e a quell'ora almeno, poco trafficata. Un bel tratto lungo, tutto a vista, e via di gas! Sesta a metá manetta! 100?110? Boh? Ma mi sembra di essere uno dei piloti della Dakar, e sogno un po'. Sogno di saper andare veramente in moto.
Un po' di off e un po' piú di asfalto e passiamo Norcia, poi seguiamo la Strada Regionale di Leonessa...guardandola dall’alto in basso però! Monte Maggio, Monte Pelato, Colle le Cimate,...

Qui in una salita a tornanti a fondo smosso nel bosco, l'Africa con gomma quasi finita di Stefano ha qualche problema a salire. Con Ugo ci eravamo fermati in cima ad ascoltare e cercare di capire dai rumori provenienti da sotto se ci fosse bisogno di "compagnia della spinta", ma non sembrava. Quando invece arrivano Stefano e Antonio ci riferiscono dei problemi avuti nel tornante con canali. Restiamo dispiaciuti di non essere stati lí per aiutare.

Il fondo della sterrata diventa sabbioso, togliendoci questo tipo di peroccupazione per i prossimi chilometri. Al termine sbuchiamo in un paesello con una splendida fontana con annesso lavatoio coperto. Roba da film di cappa e spada!!
Oggi fa caldo, molto caldo...troppo caldo!! Pranziamo in quota con un panino, disperdendo le moto come una mandria di cavalli per lasciarle riposare all'ombra, per non dover poi patire il bruciore della sella. Passa una coppia di anziani in 4x4, sorridono e salutano, ma dove vanno che non c'è nulla?? E giú a  ridere sulle ipotesi piú strampalate!! La piú accreditata è che stiano facendo un tour nostalgico dei luoghi in cui si appartavano da giovani "ti ricordi sotto quell'albero? Che lavori..." "e in quella raduretta? Ehhhh, com'eri vispa quella volta lí!"!!!
L'ultima discesa pietrosa fatta bella sostenuta col quel manico di Ugo davanti, e arrivati sull'asfalto in fondo mi accorgo che l'anteriore è a terra. Meno male che abbiamo beccato una fontana all'ombra, sennó sai che dramma sotto quel sole a picco!!!! Cosí mentre cambiamo la camera rifiatiamo un po' tutti.
Dopo la bella Leonessa prendiamo un sentiero nel fresco del bosco che costeggia i monti a sud della cittá, puntando dritti a est-sud-est, fino a Posta. Quindi giú a sud per il Corno di Pratoguerra.
Giunti a Rocca di Corno ci rendiamo conto che è tardi. Per il caldo e la foratura abbiamo perso tempo. Proseguiamo quindi su asfalto e al primo alberghetto ci fermiamo.

GIORNO 6

Oggi giro ad anello. Da L'Aquila siamo scesi nella caldissima piana di Avezzano, per poi svalicare in off il crinale a sud di Collelongo.
Da qui un po' di asfalto e un po' di off ci portano fino a Camporotondo.
Il programma prevede di percorrere la sterrata lungo il fosso Fioio, ma dato che io giá la conosco, decidiamo di comune accordo che ci separeremo, e io percorreró da solo la valle tra la Cima di Vallevona e il Monte Midia. Appuntamento in una pasticceria
tra l'abitato di Carsoli e il il casello aurostradale.
Un saluto e subito mi trovo su una salita di pietra molto bucata, con sassi smossi grossi come meloni. Cavolo! Si comincia bene!
Il percorso prosegue cosí per quattro o cinque  chilometri, con sali-scendi in curva anche piuttosto ripidi, e confrontandolo con la memoria che ho della bella sterrata bianca e ben tenuta che hanno affrontato gli altri, sono quasi contento che abbiano proseguito su quella. L'Africa di Stefano avrebbe recalcitrato non poco su questo percorso. Non che questo creasse qualche problema al pilota, ma credo che ci avrebbe fatto spingere un po' in qualche punto. Peró.....ci sarà un però.
Incrocio anche un tizio in mountainbike, e anche sono sicuro conosca il fatto suo, non lo invidio di certo con quel fiatone giá corto sulla sua prima salita pietrosa -ultima discesa per me- e i rapporti cortissimi.
Un cenno del capo come saluto reciproco, perchè nessuno dei due si può permettere di lasciare il manubrio neanche per un istante, ci conferma reciprocamente che è tutto ok, e ognuno per la sua strada.
Appena entro nella valle verdissima e piena di animali al pascolo, il secondo incontro.
In una enorme pozza che allaga tutto il sentiero, una mucca si rinfresca le zampe stando al centro dello stagnetto, e mi guarda fisso come a chiedermi perchè la stia disturbando.
Ci guardiamo un po' negli occhi, e visto che i suoi mi dicono che non ha nessuna intenzione di mollare il pediluvio per far passare 'sto coso rumoroso con quella enorme testa a punta, e visto che vicino c'è anche quello che mi sembra un toro, e non vorrei che pensasse che ci stia  provando con la sua signora, prendo l'unica deviazione possibile passando in mezzo a uno spuntone di roccia che presenta una traccia molto stretta tra le sue guglie. Evidentemente non sono il primo ad arrivare a questa Spa per bovini.
La valle, costeggiata da foreste molto belle, con i suoi saliscendi su una pista in terra rossa, è piena di mucche e cavalli al pascolo. Sembra quasi di vivere in un altra epoca, e non a caso è stata utilizzata come set per molti film dalla vicina industria cinematografica di Cinecittá.

Giunto a Pereta per una ghiaiata piena di bei tornanti, mi dirigo verso Carsoli e il luogo dell'appuntamento.
Mi aspettavo di vedere giá le moto degli amici, sia per la velocitá con cui avrebbero dovuto percorrere la strada lungo il fosso Fioio, sia perchè mi ero anche fermato a fare qualche foto.
Guardo sul telefono ma non vedo richieste o comunicazioni. Piú sereno quindi invio loro il prestabilito messaggio con la mia posizione.
Intanto mi spoglio per il caldo e mi rifocillo.
Dopo una buona mezz'ora, cosa che mi ha fatto preoccupare non poco, li vedo arrivare. Sembra tutto apposto.
Quindi, alla mia richiesta sul perchè ci abbiano messo tanto su una sterrata cosí facile, si mettono a ridere.
C'era infatti un peró! Il Peró è che è troppo presto e la strada non è stata ancora manutenzionata dai crolli dovuti alle piogge a alla neve invernale, e in un punto questa era stata fatta crollare dal fosso che le scorre accanto, costringendo i miei compagni di viaggio a passaggi trialistici su pietre enormi!! Un Erzberg!
E io che invece dall'altro lato di Cima Vallevona me li immaginavo a passeggio nel bosco incantato, a scattar foto e a rinfrescarsi nel ruscello!!
Consumano qualcosa anche loro e si riparte. Purtroppo senza Ugo, che qui ci lascia per altri impegni.

Puntiamo quindi a nord verso il verdissimo lago del Salto, e a Marmosello compriamo salsicce, acqua, biscotti e quanto altro ci potrá occorrere per la tendata nella piana di Rascino.
Arrivati qui giriamo un po' per le sterrate e alla fine troviamo la struttura che ci appoggerá per l'uso dei bagni.

Siamo molto pochi e piantiamo le tende nelle prime tre posizioni.
Gli organizzatori non si vedono, ma ci sono due calabresi e un campano che hanno giá dato il via ai festeggiamenti, cui presto si uniscono anche altri.
Un po' di bisboccia e, mentre iniziamo ad informarci col custode su dove sia possibile accendere un fuoco, vediamo molti che salgono in moto e partono. Ma dove vanno? Ci rispondono ve vanno al vicino agriturismo per la cena. Ma come!! Una valle splendida, una serata stellata, una temperatura mite.....e non si fa il falò???
Ci guardiamo in faccia....e accendiamo il fuoco! Le salsicce scalpitano, e le pance pure. Non siamo i soli peró.
Un agguerritissimo senese ha perfino un minibarbecue da moto! Iniziano gli scambi e ci anticipa la cottura di qualcosa, visto che la legna è fresca e anche
umida, e il fuoco si avvierá definitivamente da lí a un'ora.
Si uniscono poi due coppie di romani appena giunte.
Anche Jacopo, che aspetta due amici e che ha quasi bruciato la frizione della sua Tiger per arrivare alla tendata con le indicazioni di google, che invece di portarlo su per asfalto, lo fa infilare in una pietraia impegnativa, soprattutto con 200-e-rotti-chili di moto con gomme stradali. (Gli consogliamo sinceramente di darsi all'off. Lla percorreremo il giorno dopo nel senso opposto: è stato bravissimo!!).
Poi arriva Micail, veneto che è sceso da solo con la sua DR cercando di fare dell'off, e che quando sente i nostri racconti si mangia le mani per non averci conosciuti prima.
Gente da faló insomma. Tutta bella gente.

GIORNO 7

Sveglia presto. Il cielo stellato della scorsa notte lascia il posto ad una nebbia spessa e fredda, dove il sole fa fatica a passare.
Si ravvivano le braci e si fa colazione in attesa che il sole scaldi e asciughi tutto.
Montati i bagagli sulle moto si parte per Campo Imperatore.
Un po' di off e molto asfalto, ma ormai va bene anche cosí.
Campo Imperatore è bellissimo! Dei panorami stupendi.
Prima di arrivare ci prende un acquazzone bello forte. Alcune gocce, grosse come perle e che vengono giú a velocitá stratosferica, colpiscono il tasto dello smartphone che uso come gps, disattivando lo schermo! Qualcuno ci racconterá di aver preso anche la grandine.
Incontriamo Lupo Fifí per strada, amico di Stefano nonchè organizzatore di questo raduno giunto ormai alla sua quarta edizione, e son sbracciamenti e sosta di chiacchere e aneddoti.
Un salto all'albergo che vide prigioniero il deposto Benito Mussolini, e si raggiunge il rifugio Mucciante dove ci accamperemo e troeremo tutto quello che ci serve per una lauta cena a base di tradizionali arrosticini e carne varia alla griglia.

Qui si respira decisamente un'altra aria. Una sorta di Elefantentreffen, privo però di quella "aria snob" e "gruppi chiusi".
Qui si fa amicizia subito.
Per fortuna il cielo si è rasserenato, mostrandoci anche qui un cielo stellato che in cittá ormai non si vede piú, per il troppo inquinamento luminoso.
Solo nel Sahara ho visto un cielo piú stellato.
A fine serata il tradizinale "giuramento del lupo" e piano piano i gruppi cominciano a sfaldarsi.
Iniziano i "concerti" da dentro le tende, cui dicono abbia partecipato appassionatamente.

GIORNO 8

Al mattino seguente una ricca colazione e dopo vari saluti si parte in direzione di casa. Tutto asfalto. Ci aspetta una caldissima giornata sull'E45, da dove per fortuna devieremo all'altezza di Camadoli per toccare poi il Mugello e su fino a casa.
Abbiamo anche avuto la compagnia di un nuovo amico, Nicholas, labronico trasferitosi a Bologna che oltre alla sua "furba" Honda 500 bicilindrica ha anche un Dominator per l'off. Che non sia un bel nuovo acquisto del gruppo.

CONCLUSIONI

Se si escludono gli oltre 500km di bitume percorsi durante l'ottavo giorno per il rientro a casa, abbiamo percorso 1.500km in 7 giorni, di cui tra i 1.100 e i 1.200 in offroad.
Un grazie ad Antonio, Vale e Ugo. Ma soprattutto un grazie a Stefano, che mi ha permesso di vedere cosí tanti percorsi in off, panorami magnifici e passare bei momenti con amici vecchi e nuovi.
Voto utenti:
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
Il tuo voto:
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4

Lascia un commento

Letta l'informativa sul trattamento dei dati personali,

  • Alle attività di marketing

    Alle attività di marketing:
    Ovvero all’elaborazione e al trattamento dei dati da parte di Adventure4You per le finalità di marketing di cui al punto b) del paragrafo Finalità del Trattamento, con le modalità di trattamento previste, cartacee, automatizzate e telematiche, a mezzo posta ordinaria od elettronica, telefono e qualsiasi altro canale informatico.

  • Alle attività di profilazione

    Alle attività di profilazione:
    Ovvero all’elaborazione e al trattamento dei dati da parte di Adventure4You per le finalità di profilazione di cui al punto c) del paragrafo Finalità del Trattamento, relative - a titolo esemplificativo e non esaustivo - alle abitudini e propensioni al consumo, comportamento, consultazione e utilizzo del sito web.

  • Alla comunicazione a terzi per fini di marketing

    Alla comunicazione a terzi per fini di marketing:
    Ovvero alla comunicazione dei dati a società connesse o collegate a Adventure4You nonché a società partner delle stesse che li potranno trattare per le finalità di marketing di cui al punto d) del paragrafo Finalità del Trattamento, con le modalità di trattamento previste, cartacee, automatizzate e telematiche, a mezzo posta ordinaria od elettronica, telefono e qualsiasi altro canale informatico.

Cliccando sul pulsante di invio, confermo la richiesta del servizio indicato al punto a) dell’informativa, il consenso al trattamento dei dati per le finalità del servizio e con le modalità di trattamento previste nell’informativa medesima, incluso l’eventuale trattamento in Paesi membri dell’UE o in Paesi extra UE.

Invia il tuo commento

con i tuoi dati prima di inviare il commento.

Sei un organizzatore di viaggi avventura? Desideri essere visibile e inserire i tuoi viaggi nel portale Adventure4You? Registrati ora!
Conosci un preparatore fuori di testa? Segnalaci il tuo preparatore preferito, noi lo aggiungeremo al sito Adventure4You! Proponi il tuo!
Aggiungi e condividi il tuo itinerario! Inserisci!